Uno dei problemi più diffusi, soprattutto tra le donne, è quello del rilassamento cutaneo delle gambe
Il protocollo combinato con fili rivitalizzanti in PLCL e acido polilattico di nuova generazione rappresenta una soluzione interessante per il trattamento della lassità cutanea delle ginocchia.
È un approccio poco invasivo, personalizzabile e orientato non solo al miglioramento estetico immediato, ma soprattutto alla rigenerazione progressiva del tessuto.
Il rilassamento cutaneo delle gambe è un problema molto comune, soprattutto nelle donne.
Può comparire già dopo i trent’anni e tende a diventare più evidente con il passare del tempo, quando la pelle perde progressivamente tono, elasticità e compattezza. Una delle zone in cui questo cedimento può risultare più difficile da trattare è quella delle ginocchia, dove la cute sottile e mobile può assumere un aspetto meno tonico e più “svuotato”.
Oggi la medicina estetica offre approcci sempre più mirati e poco invasivi per migliorare la qualità della pelle anche in queste aree.
Tra le soluzioni più interessanti rientra il protocollo combinato che associa i fili rivitalizzanti riassorbibili in poli (L-lattide-co-ε-caprolattone), o PLCL, con iniezioni di acido polilattico di nuova generazione, cioè Poly-L-Lactic Acid, formulato con tecnologia Lasynpro.
I fili rivitalizzanti rappresentano una delle metodiche più versatili in medicina estetica.
Non servono solo a ottenere un effetto di sostegno, ma soprattutto a stimolare i naturali processi di rigenerazione cutanea. Una volta inseriti nel tessuto sottocutaneo, agiscono come una sorta di “impalcatura” temporanea: aiutano a sostenere i tessuti e, allo stesso tempo, attivano una risposta biologica locale che favorisce il miglioramento progressivo della pelle.
La composizione dei fili è un elemento fondamentale. Il PLCL è un copolimero già ampiamente studiato, apprezzato per la sua elasticità, plasticità e capacità di adattarsi bene ai tessuti. Rispetto ad altri materiali utilizzati in passato, la combinazione di acido polilattico e policaprolattone si degrada più lentamente, prolungando così l’effetto biostimolante e rigenerante.
Durante il naturale riassorbimento, il materiale viene progressivamente scisso nei suoi componenti, che stimolano l’attività dei fibroblasti, le cellule responsabili della produzione di importanti elementi strutturali della pelle.
In particolare, viene favorita la sintesi di collagene, elastina e acido ialuronico. Il collagene di tipo I e III contribuisce a rendere la cute più compatta e resistente; l’elastina ne migliora la flessibilità; l’acido ialuronico sostiene idratazione, tono e luminosità del derma.
Il trattamento con fili riassorbibili è generalmente rapido, ben tollerato e consente un recupero pressoché immediato.
Gli effetti collaterali, quando presenti, sono in genere lievi, prevedibili e reversibili.
In letteratura e nell’esperienza clinica non sono stati osservati segni significativi di infiammazione acuta, necrosi o fenomeni patologici rilevanti legati a questo tipo di procedura.
I fili rivitalizzanti sono utilizzati soprattutto per il ringiovanimento e il pre-ringiovanimento di viso e collo, ma trovano applicazione anche in diverse aree corporee: braccia, addome, glutei e, appunto, ginocchia. La disponibilità di fili di diverse tipologie e lunghezze permette al medico di adattare il trattamento alle caratteristiche della zona e alle necessità del singolo paziente. Possono essere impiegati fili lisci oppure fili dotati di piccole “barbe”, utili quando si desidera un maggiore sostegno del tessuto. In genere vengono posizionati lungo i vettori di cedimento cutaneo, anche nella stessa seduta.
L’efficacia del trattamento può essere ulteriormente potenziata dall’associazione con l’acido polilattico di nuova generazione con tecnologia Lasynpro, iniettato nell’ipoderma mediante cannula. Si tratta di un prodotto biostimolante che, rispetto ai PLLA tradizionali, presenta caratteristiche innovative. Le microsfere favoriscono l’attivazione dei fibroblasti e la produzione di collagene ed elastina, contribuendo alla rigenerazione della matrice extracellulare e a una migliore compattezza del tessuto.
Un aspetto particolarmente interessante riguarda la risposta infiammatoria. Gli studi disponibili indicano che questa nuova formulazione induce una minima attivazione immunitaria, mentre i PLLA convenzionali possono stimolare maggiormente l’espressione di geni pro-infiammatori e l’attività di enzimi coinvolti nella degradazione della matrice extracellulare.
Le analisi molecolari, comprese quelle basate su RNA-seq, hanno inoltre mostrato l’attivazione di vie biologiche più orientate alla rigenerazione cutanea rispetto ai prodotti tradizionali.
L’associazione tra fili rivitalizzanti e acido polilattico consente quindi di lavorare su più livelli: sostegno meccanico, stimolazione dei fibroblasti, produzione di nuovo collagene, miglioramento dell’elasticità e aumento della qualità generale della pelle.
Questo rende il protocollo particolarmente indicato nelle aree complesse, come le ginocchia, dove non basta “riempire”, ma è necessario migliorare progressivamente la struttura cutanea.
I risultati non sono immediati come quelli di un semplice trattamento volumizzante, perché dipendono dalla risposta rigenerativa del tessuto.
Proprio per questo tendono a consolidarsi nel tempo, con un miglioramento graduale della tonicità, della compattezza e dell’aspetto della pelle. In pazienti correttamente selezionati, gli effetti possono rimanere visibili anche oltre i 18 mesi.
