• Language: English
    • Italiano Italiano
    • English English
  • Ask to the doctor
  • magazine online
  • subscription
  • Contact us / Media Kit
MedWellness
  • Home
  • News
    • ophthalmology
    • Endocrinologia
    • Dermatologia
    • cardiology
    • Psichiatria
    • Sessuologia
  • Events & Charity
  • Cosmetic Surgery
    • Aestethic medicine
    • Beauty
    • Pills from congress
    • products
  • Nutrition
    • Nutrition
    • Allergies and intolerances
    • Nutraceutica
  • Health
    • Prevenzione
  • Magazine
    • Media Kit
    • subscription
    • sfoglia on line
Chi mi ama, sbadigli!

Chi mi ama, sbadigli!

1 June 2012 4662 views

Lo sbadiglio è contagioso, si sa.  Uno studio dell’Università di Pisa e dell’Istc-Cnr dimostra che il fenomeno è più frequente e veloce tra persone con un legame empatico: amici, parenti stretti, coppie.

Tutti sanno che lo sbadiglio è contagioso. Una persona comincia e le altre, in risposta, la imitano. Ciò che finora non era mai stato dimostrato è che lo sbadiglio si trasmette più frequentemente e velocemente tra persone che condividono un legame empatico: amici, parenti stretti, coppie… A fornire per la prima volta l’evidenza etologica che la trasmissione dello sbadiglio è una forma di ‘contagio emotivo’ è lo studio condotto da Ivan Norscia ed Elisabetta Palagi, dell’Università di Pisa (Museo di storia naturale e del territorio) e dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Istc-Cnr) di Roma, pubblicato su PlosONE. “Lo sbadiglio spontaneo, non sollecitato da altri sbadigli, è un comportamento evolutivamente molto antico, presente già nei pesci ossei che popolano il nostro pianeta da almeno 200 milioni di anni. A seconda del gruppo animale nel quale si ritrova, può indicare stress, noia, stanchezza o segnalare un cambio di attività, ad esempio dal sonno alla veglia e viceversa”, spiega Elisabetta Palagi, dell’Unità di Primatologia Cognitiva dell’Istc-Cnr. “Lo sbadiglio ‘contagioso’ è un fenomeno completamente diverso, più ‘moderno’, dimostrato finora solo in alcune scimmie (scimpanzè e babbuini gelada) e nell’uomo e ipotizzato anche per animali con capacità cognitive e affettive sviluppate come il cane. Nell’essere umano normalmente lo sbadiglio può essere evocato da un altro sbadiglio entro 5 minuti”. Lo studio si fonda su una rigorosa raccolta di dati etologici, effettuata nel corso di un anno su più di 100 adulti e corrispondenti a oltre 400 coppie di ‘sbadiglianti’, osservati nei contesti più disparati: durante i pasti, sul treno, al lavoro, etc. Le osservazioni, svolte in Italia e Madagascar, hanno coinvolto persone di diverse nazionalità e le coppie includevano persone tra loro sconosciute, conoscenti che si frequentano solo perché uniti da un terzo elemento comune, come il lavoro o un amico, amici che si frequentano per scelta, parenti stretti quali nonni/nipoti, genitori/figli, fratelli e compagni di vita. “Un’analisi statistica basata su modelli lineari misti (Lmm, Glmm) ha rivelato che la presenza e la frequenza di contagio non è influenzata da differenze di contesto sociale o dalle modalità di percezione (sentire uno sbadiglio evoca una risposta tanto quanto vederlo, o vederlo e sentirlo), né da differenze di età, di genere o di nazionalità”, prosegue Ivan Norscia, dell’Università di Pisa. “Ciò che influenza il contagio è la qualità della relazione che lega chi sbadiglia e chi ‘riceve’. È più probabile che una persona ‘ricambi’ se ad aver sbadigliato è una persona amata. Lo studio rivela un trend preciso: il contagio è massimo tra familiari o coppie e diminuisce progressivamente tra amici, conoscenti e sconosciuti, in cui è minimo. Anche la latenza di risposta, cioè il tempo di reazione, è minore in familiari, amanti e amici rispetto a conoscenti o sconosciuti”. A favore di questa ipotesi ci sono anche dati neurobiologici. “Esistono studi che mostrano come le zone del cervello che si attivano durante la percezione di uno sbadiglio altrui sono in parte sovrapposte a quelle legate alla sfera emotiva”, conclude Elisabetta Visalberghi, Coordinatore Unità di Primatologia Cognitiva – Istc-Cnr. “Possiamo quindi dire che lo sbadiglio può essere indice non solo di noia, ma di empatia”.

Previous article Le pillole del piacere... tra verità e leggende metropolitane.
Next article Vicini al traffico, esposti al rischio

admin

Similar posts from related categories

La sigaretta elettronica può aiutare i fumatori più incalliti

La sigaretta elettronica può aiutare i fumatori più incalliti

I mirtilli fanno bene alla vista?

Nelle scuole pesce… non ‘d’aprile’

Nelle scuole pesce… non ‘d’aprile’

Presentata al Senato la Fondazione Italiana per la Lotta all Obesità Infantile

Presentata al Senato la Fondazione Italiana per la Lotta all Obesità Infantile

La cura e la bellezza dei capelli fini, grassi o deboli

La cura e la bellezza dei capelli fini, grassi o deboli

Se ami la lettura il tuo cervello resterà giovane più a lungo

Se ami la lettura il tuo cervello resterà giovane più a lungo

Tumori in Italia:  ancora troppe disuguaglianze  nella diagnosi e trattamento

Tumori in Italia: ancora troppe disuguaglianze nella diagnosi e trattamento

Cura per i malati di shopping

Cura per i malati di shopping

(Italiano) SOCIAL

(Italiano)

Med Wellness

Redazione:
Pescara
Piazza della Rinascita, 33
T +39 085 296 298
segreteria@medwellness.it

link utili

  • braccialetto antizanzare
  • Croce Rossa Italiana
  • Doctor's Life
  • Ministero della Salute
  • Sanità/Ilsole24ore
© 2026 Copyright Infra theme. All Rights reserved.
Designed by orange-themes.com
Close Window

Loading, Please Wait!

This may take a second or two. Loading, Please Wait!
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.Ok