Perché l’acqua è un alleato “anti-aging”?
Come ci si può allenare?
E quali sono i suoi effetti “anti-aging” nel nostro organismo?
A queste domande rispondono l’esperto di fitness anti – aging Alfredo Petrosino, autore del libro “Fitness anti-aging” (Edizioni Lswr) e l’ing Orazio Interdonato che ha contribuito, nel volume, all’analisi “dell’alleato acqua”.
L’acqua come attrezzo per l’esercizio fisicoL’acqua è, come l’aria, un fluido, ma di quest’ultima è ben più densa; l’acqua, infatti, è il vero attrezzo di questa pratica: la resistenza che oppone a ogni movimento è circa 12 volte maggiore di quella creata dall’aria.
Effettuare un esercizio in acqua equivale a farne almeno una decina a terra.Questa caratteristica conferisce all’acqua alcune proprietà fisiche che rendono l’esercizio fisico in piscina del tutto peculiare, così da giustificare la diffusione di una pratica conosciuta come Acquafitness.
Diffusione e varietà dell’acquafitnessNegli ultimi anni si è sempre più diffusa la convinzione che l’acqua possa rappresentare un’interessante alternativa alla pratica del fitness in palestra, diventando un vero e proprio “must” per tutti gli appassionati di fitness. Le varianti sono veramente moltissime, così come lo sono i benefici e le finalità di queste attività, oggi addirittura più di 70.
Il fenomeno Acquafitness vive una crescita sorprendente, trovando una logica spiegazione nel fatto che risulta un’attività che offre grandi vantaggi e nessuna controindicazione. Nel Fitness Anti-Aging® è possibile svolgere lezioni in acqua.
Il Fitness Anti-Aging®, ideato da Alfredo Petrosino, è un metodo di allenamento integrato che utilizza l’esercizio fisico come strumento di prevenzione dell’invecchiamento e delle patologie croniche. Si basa su attività mirate a mantenere e migliorare efficienza muscolare, cardiovascolare, neuromotoria e cognitiva.
L’obiettivo è favorire una longevità attiva, migliorando la qualità della vita e lo stato di salute nel tempo.
L’effetto anti-aging dell’acqua sul nostro organismo Nonostante l’invecchiamento sia determinato alla nascita in base al patrimonio genetico individuale, solo il 20% circa della variabilità nella longevità è spiegato da fattori genetici.
Il restante 80% è in gran parte il risultato dell’impatto cumulativo delle interazioni tra determinanti ambientali e socio-economici di salute che agiscono durante l’intero corso della vita.
Dieta inadeguata, sedentarietà, cibo acidificante e acqua di scarsa qualità ad alto residuo fisso,uniti a iniquità e disuguaglianze socio-economiche, possono influenzare il processo di senescenza e determinare un progressivo incremento dell’insorgenza di numerose malattie croniche.
Fisiopatologia dell’invecchiamento
Dal punto di vista fisiopatologico, l’invecchiamento si basa sulla progressiva compromissione funzionale dei tessuti e degli organi. Lo stress ossidativo cronico gioca un ruolo chiave in questo processo evolutivo, rappresentando uno dei principali meccanismi della senescenza cellulare e dell’aumento della fragilità dello stato di salute.
Il risultato finale è l’insorgenza e l’accumulo di malattie legate all’età e non trasmissibili, generate dall’interazione tra eventi fisiopatologici come instabilità genomica, meccanismi epigenetici, inadeguato controllo omeostatico del corredo proteico, alterata funzione delle cellule staminali, alterazioni della comunicazione intercellulare, progressiva alterazione dell’omeostasi nutrizionale e squilibrio metabolico.
L’importanza dell’idratazione per combattere l’invecchiamento
In questo quadro, l’idratazione è un fattore molto importante, confermato anche da uno studio pubblicato su eBioMedicine di Lancet dai ricercatori del National Heart, Lung and Blood Institute di Bethesda. Bere molta acqua può rallentare il processo di invecchiamento e prevenire o ritardare l’insorgenza di malattie croniche.
Al contrario, non mantenere la giusta idratazione peggiora la salute di cuore, reni, sistema immunitario e respiratorio.
Cosa dicono le ricerche?
Il sodio sierico è stato utilizzato come indicatore delle abitudini idriche.
Per stimare l’età biologica, i ricercatori hanno analizzato 15 marcatori di salute legati all’avanzare degli anni, come pressione, colesterolo e zucchero nel sangue. Si è scoperto che i partecipanti con livelli sierici di sodio più alti della media avevano maggiori probabilità di sviluppare malattie croniche, mostrare segni di invecchiamento biologico avanzato e morire in giovane età rispetto a quelli con livelli sotto la media.
