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Alessandro Preziosi e Adricesta: grandi progetti per piccoli amici

3 maggio 2012 4683 views

“Tanti modi per trasmettere un messaggio meraviglioso: alleviare il senso di isolamento dei piccoli pazienti ricoverati nei centri onco-ematologici pediatrici. Infatti, i giovani ospiti ricoverati per lunghi periodi, già indeboliti dalla malattia, sono sottoposti a dura prova dall’isolamento in camera sterile, necessario in questi casi. Con l’ausilio di computer e webcam, la “prigione” si trasforma, il bambino può comunicare con l’esterno, mantenendo una relazione “quasi” normale con l’ambiente: importantissimo in un momento di grave disagio e fragilità.”
Alessandro Preziosi

“Un buco nel muro”: con Adricesta una webcam contro la solitudine.
Scopo del progetto è varcare la soglia dell’isolamento, tramite internet, per i piccoli pazienti ricoverati in camere sterili, inaccessibili ad un contatto umano (se non con un genitore alla volta). è prevista la dotazione di strumenti e sistemi di comunicazione tecnologicamente avanzati che, ricorrendo anche a telecamere collegate ad Internet, potranno alleviare il senso di solitudine per chi è costretto a vivere in piccole camere per diversi mesi, lontano dai suoi punti di riferimento abituali, quali la famiglia, gli amici e la scuola. Il progetto, partito inizialmente per l’Ospedale di Pescara, sta trovando un tale seguito in tutte le parti di Italia, che si è deciso di coprire cinque città in tutto, due al Nord e due al Sud. I presupposti della suddetta iniziativa riguardano i seguenti punti:
• con l’ausilio di un computer all’interno della camera, il bambino può comunicare con i propri amici che vengono a fargli visita (tramite postazioni multimediali all’esterno del reparto);
• tramite la rete, il bambino in isolamento può interagire, cooperare e giocare insieme a tutti gli altri utenti collegati in quel momento, consentendogli in questo modo di sentirsi meno lontano dal suo punto di riferimento scolastico, nonchè familiare. Le attività proposte consentiranno di seguire una lezione scolastica, di scambiare opinioni su avvenimenti esterni e parlare delle esperienze vissute in ospedale;
• con le postazioni multimediali all’esterno dei reparti, i visitatori (compagni di scuola, amici, parenti etc.) che per motivi igienici non possono entrare in reparto, tantomeno nelle camere dei bambini degenti, potranno effettuare collegamenti e dialogare in questo modo con il paziente ricoverato. L’utilizzo della posta elettronica consentirà al bambino ricoverato di progettare e lavorare, in contatto con la scuola di appartenenza, per sviluppare compiti senza sottoporsi a tempi ed orari rigidi di lavoro;
• uso di internet, incontrare amici virtuali per vivere una situazione che li faccia sentire “fuori dalla camera di isolamento”; con l’introduzione delle webcam la camera sterile si trasforma in un prolungamento dell’habitat familiare e il bambino può mantenere una relazione abbastanza normale con l’ambiente, potendo collegarsi con teatri, musei, scuola e quant’altro che possa in qualche modo rompere il disagio e la fragilità vissuta in prima persona dai pazienti pediatrici in isolamento. Nonostante difficoltà logistiche per l’organizzazione degli spazi multimediali e di un sistema di manutenzione nei reparti, ma sarà nulla in confronto a quanto affrontato giornalmente dai piccoli ospiti, che, indeboliti dalla malattia, vivono una realtà difficile da accettare per chi ha solo volontà di giocare, ridere e conoscere amici.

“Un sogno in corsia”: realizziamo i loro desideri.
L’iniziativa si propone di realizzare i sogni e i desideri dei bambini lungodegenti ricoverati nei vari reparti pediatrici ospedalieri. Il progetto verrà promosso negli ospedali italiani, con il coinvolgimento prioritario dei bambini ricoverati, a cui verrà data la possibilità di disegnare i loro sogni su fogli da disegno stampati dalla Adricesta, sorteggiandone poi, uno per ogni nosocomio (più uno di riserva), direttamente dai referenti Ospedalieri di ciascun ospedale, unitamente alla delegata regionale e volontari dell’Associazione di competenza. Questo progetto, ha l’obiettivo di regalare al bambino malato un momento di felicità, che lo distolga dal suo problema quotidiano: attraverso il disegno, il bambino ci comunicherà i suoi desideri ma, soprattutto, i suoi bisogni, tanto espressi quanto latenti, che uno volta riconosciuti possono aiutare medici, genitori e associazioni di volontariato, a migliorare la dura permanenza in ospedale del bambino, sostenendolo anche psicologicamente. Il sogno prioritario del bambino malato sarà sicuramente quello di guarire ma, la guarigione, deve essere considerata la vittoria di una lotta che ogni giorno il bambino, i medici e i genitori combattono. Questa iniziativa, invece, fa si che il bambino fruisca nel mondo reale di quella possibilità di sognare senza dover pensare alla sua malattia, grazie alla generosità di chi vorrà realizzare i suoi desideri: concretizzarli rappresenta quindi, per i piccoli pazienti, l’evasione dalla realtà del proprio quotidiano e restituisce loro nuove e concrete capacità per affrontare al meglio la malattia e le cure, oltre ad un nuovo rinnovato entusiasmo per la vita. I disegni verranno poi esposti durante una serata di beneficenza, alla quale parteciperanno personaggi del mondo dello sport e della spettacolo, per la raccolta dei fondi necessari per esaudire tutti i sogni sorteggiati e, se necessario, anche parzialmente o totalmente quelli di riserva.

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