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Cosa sanno gli italiani del botulino?

Cosa sanno gli italiani del botulino?

27 May 2016 4652 views

Cosa sanno gli italiani del botulino? I risultati dell’indagine AITEB

Secondo l’Associazione italiana Terapia Estetica Botulino cresce la soddisfazione dei pazienti per i trattamenti con la tossina botulinica, ma solamente uno su dieci conosce veramente il farmaco. «I livelli di sicurezza sono elevati. Importante affidarsi a medici esperti»

Cresce la soddisfazione di quanti si affidano al botulino per attenuare i segni del tempo sul volto, ma rimane ancora bassa la conoscenza che i pazienti hanno del farmaco. È quanto emerge da un’indagine che Aiteb – Associazione italiana Terapia Estetica Botulino – ha condotto tra i propri soci (medici estetici, chirurgi plastici, dermatologi) sull’utilizzo della tossina botulinica. «Le risposte dei professionisti che utilizzano la tossina botulinica quotidianamente evidenziano una duplice situazione: alla crescente fiducia di chi ha provato il botulino si contrappone la scarsa conoscenza di come questo opera», afferma  Massimo Signorini presidente di Aiteb. «Troppo spesso con il termine “punturina” si va ad assimilare la tossina e i filler: ma queste sono due sostanze profondamente differenti che agiscono in modo diverso. In più, il botulino è un farmaco sottoposto ai controlli da parte di Aifa. Il ruolo del medico è anche quello di fare informazione: spiegare correttamente al paziente il tipo sostanza usata, effetti, benefici ed eventuali controindicazioni perché ogni trattamento estetico deve essere fatto in modo consapevole».

L’indagine Aiteb arriva a descrivere il paziente tipo che si sottopone a trattamenti estetico con la tossina botulinica: è prevalentemente donna (90-92%), è compreso nella fascia di età 35 – 64 anni (65%) e si reca dal medico estetico periodicamente ogni 4-6 mesi per i trattamenti. Gli uomini che si sottopongono a un trattamento con botulino rappresentano una quota ridotta anche se in leggera crescita: negli ultimi cinque anni sono passati dal 4-6% all’8-10% del totale dei pazienti. Tendenzialmente il ricorso alla tossina inizia intorno ai 30-35 anni.

«Decisamente positiva la soddisfazione dichiarata dai pazienti sottoposti a trattamento estetico con tossina botulinica: nel 99% dei casi viene indicata almeno come “buona”, tra questi il 54% dichiara una soddisfazione “elevata”. Nell’indagine che abbiamo condotto l’anno scorso la quota si fermava all’85%», afferma Giuseppe Sito, vicepresidente di Aiteb. «Questo conferma sul campo gli effetti di benessere generale sui pazienti che alcuni studi scientifici hanno registrato».

In oltre tre casi su dieci il trattamento con botulino è il primo approccio che il paziente ha con il settore della medicina e della chirurgia estetica. E, una volta iniziato, l’80% di chi l’ha provato vi rimane fedele, ovvero torna a chiedere un trattamento con la tossina per attenuare le rughe del viso. La zona di intervento prediletta il terzo superiore del volto, ovvero la zona glabellare, la fronte e zampe di gallina. Decisamente più rari i trattamenti nella zona del collo e del mento.

Sul fronte complicanze, i cosiddetti “eventi avversi” registrati dai medici sono al di sotto del 5%. «Ma si tratta di complicanze temporali che vanno comunque a risolversi da sole nell’arco di qualche settimana oppure sono legate alla puntura che viene praticata».

Nonostante il botulino stia registrando una crescita in termini di apprezzamento, resta comunque un farmaco “misterioso” ancora per molti pazienti. Infatti poco più del 10% dei pazienti sa effettivamente cos’è la tossina botulinica quali sono gli effetti e quale la durata dei trattamenti. Quasi sei pazienti su dieci conoscono il botulino solamente per sentito dire o per averne letto in modo vago sulle riviste o in internet. «Oltre che formare i medici, il ruolo di Aiteb è anche quello di fare informazione, spiegare correttamente ai pazienti cos’è il botulino, come agisce e la durata. Il trattamento con tossina botulinica deve essere un trattamento consapevole», afferma Sito. «I dati raccolti ci dicono che la tossina botulinica, resta un trattamento sicuro per il ringiovanimento del volto: rilassa i muscoli distendendo le rughe e non gonfia. Occorre non dimenticare che si tratta sempre di un farmaco registrato e, come tale, sottoposto al rigido controllo del Ministero della Salute tramite l’Agenzia per il Farmaco (AIFA) e quindi deve essere trattato da medici esperti».

AITEB (www.aiteb.it). L’Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino è il primo sodalizio di medici chirurghi nato con lo specifico obiettivo di sviluppare le conoscenze in merito all’uso della tossina botulinica in medicina estetica. Scopo di Aiteb è coinvolgere tutti i medici italiani interessati allo sviluppo delle metodiche riguardanti la tossina botulinica in estetica e di diventare un punto di riferimento imprescindibile per i pazienti, la stampa e le autorità sanitarie interessate a questi temi. Aiteb vuole favorire la divulgazione delle conoscenze sulla tossina botulinica per uso estetico; sostenere e incrementare il livello qualitativo nell’impiego della tossina, a beneficio ultimo dei pazienti e dei medici stessi; contribuire alla ricerca e allo sviluppo tecnico e scientifico dell’uso e della terapia con la tossina botulinica; promuovere attività formative sull’utilizzo della tossina botulinica in ambito estetico, a favore degli operatori del settore; informare su rischi e benefici della terapia con tossina botulinica; promuovere gruppi di studio e di ricerca sull’utilizzo della tossina botulinica in ambito estetico.

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