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Riconoscere precocemente  le immunoglobuline che fanno male al cuore

Riconoscere precocemente le immunoglobuline che fanno male al cuore

9 April 2014 4280 views

Pubblicati, sull’autorevole rivista scientifica Blood, i risultati di una ricerca che ha permesso di sviluppare un modello animale innovativo per chiarire le cause del danno cardiaco nei pazienti affetti da amiloidosi da catene leggere delle immunoglobuline. I risultati nascono da una collaborazione fra il Dipartimento di Biochimica e Farmacologia Molecolare (diretto dal Dott. Mario Salmona) dell’Istituto “Mario Negri” e il Centro per lo Studio e la Cura delle Amiloidosi Sistemiche (diretto dal Prof. Giampaolo Merlini) del Policlinico San Matteo di Pavia. Hanno collaborato a questo progetto anche ricercatori dell’Università di Milano e Torino.

L’amiloidosi da catene leggere delle immunoglobuline è causata da un tumore che colpisce le cellule del sangue e produce una immunoglobulina monoclonale che si deposita progressivamente in numerosi organi danneggiandoli gravemente. Il danno al cuore è quello di gran lunga più importante perché determina le prospettive di vita del paziente.

Le nostre conoscenze sulla cardiopatia da amiloidosi erano molto limitate per la mancanza di modelli animali. La novità di questo studio si basa proprio sull’utilizzo di un piccolo verme, chiamato Caenorhabditis elegans, come modello per lo studio di questa patologia.

“Sebbene questo nematode, che è comparso più di quattrocento milioni di anni fa, sia molto distante dai vertebrati – racconta Luisa Diomede dell’Istituto “Mario Negri”- esso rappresenta un buon modello per lo studio delle malattie umane. Noi l’abbiamo usato per la prima volta per chiarire i meccanismi con cui le catene leggere delle immunoglobuline inducono cardiotossicità in quanto le cellule muscolari della faringe di C. elegans si contraggono in modo autonomo proprio come quelle del cuore umano. Abbiamo osservato che le proteine che causano danno cardiaco nei pazienti danneggiano in modo specifico la faringe del verme”

“ E’ un ottimo esempio di studio traslazionale che unisce la ricerca di base alla pratica clinica – continua Giampaolo Merlini – “abbiamo infatti verificato la completa corrispondenza fra le osservazioni in clinica nei pazienti con amiloidosi e danno cardiaco e i risultato ottenuti con questo innovativo modello. La possibilità di definire precocemente il potenziale cardiotossico delle immunoglobuline consente di ottimizzare l’approccio terapeutico e di prevenire i danni al cuore causati dalla amiloidosi, migliorando così la qualità e la durata della vita dei pazienti”.

 

 

Mario Negri ricerca
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