{"id":1019,"date":"2011-10-21T11:23:27","date_gmt":"2011-10-21T09:23:27","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=1019"},"modified":"2016-01-12T10:43:36","modified_gmt":"2016-01-12T09:43:36","slug":"dal-photoaging-al-melanoma-quando-il-sole-diventa-un-nemico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/dal-photoaging-al-melanoma-quando-il-sole-diventa-un-nemico\/","title":{"rendered":"Dal photoaging al melanoma quando il SOLE diventa un nemico"},"content":{"rendered":"<p>Molte persone amano la tintarella addirittura, in alcuni casi, fino alla \u201c<strong>tanoressia<\/strong>\u201d, una dipendenza psicologica dall\u2019abbronzatura tale da non riuscire pi\u00f9 ad accettare il proprio colorito naturale senza la pigmentazione melanica, con conseguente precoce invecchiamento della cute fino a danni ben pi\u00f9 gravi.<br \/>\nTale invecchiamento non \u00e8 altro la somma delle interazioni tra il crono invecchiamento, cio\u00e8 quello biologico legato all\u2019ereditari et\u00e0 dell\u2019 individuo, e il fotoinvecchiamento dovuto ai fattori ambientali esterni, cio\u00e8 accelerato ed accentuato dall\u2019 esposizione alla luce, dove fondamentale \u00e8 la durata nel tempo, ossia gli anni di fotoesposizione. I raggi solari, infatti, sono in grado di causare un danneggiamento cronico con accumulo di alterazioni notevoli, prima invisibili e poi sempre pi\u00f9 evidenti sia a livello epidermico che dermico, tanto da portare ad una serie di semplici inestetismi come le rughe, la pelle secca, le lentigo solari o le macchie melaniche, ma anche a fenomeni ben pi\u00f9 gravi che vanno da un\u2019anomala iperplasia epidermica denominata cheratosi, fino all\u2019induzione di tumori cutanei, melanomi e non. Negli ultimi decenni tante campagne di prevenzione raccomandano di non abusare dell\u2019 esposizione solare. E, seppure in maniera lenta, nuovi comportamenti stanno prendendo piede tra la gente, che avverte la necessit\u00e0 sia di un rapporto pi\u00f9 prudente con il sole, sia di consultare uno specialista dermatologo per potersi godere a pieno questa grande risorsa, non trasformandola in acerrimo nemico. Il sole giunge alla pelle dopo aver attraversato l\u2019atmosfera e, grazie all\u2019 ozono che trattiene la gran parte dei raggi nocivi, sulla cute arrivano gli Uvb, gli Uva, la luce visibile e i raggi ir. Questi penetrano nei vari tessuti della cute e causano danni diretti. In parte il nostro organismo reagisce autoproteggendosi con vari meccanismi, creando un\u2019 ispessimento dello strato corneo pi\u00f9 superficiale e scatenando la produzione di melanina; quindi l\u2019abbronzatura rappresenta la risposta al danno sul dna cellulare provocato dagli ultravioletti.<br \/>\n<strong>Questione di melanina! <\/strong><br \/>\nLa melanina \u00e8 una macromolecola proteica con spiccate propriet\u00e0 di assorbire i raggi Uv ,cercando cos\u00ec di limitarne i danni, spesso esaltati anche dall\u2019aumentata produzione di altri nemici, i radicali liberi, in particolare l\u2019ossigeno singoletto, fortemente aggressivo sulle membrane cellulari. La tendenza a subire eritemi solari o a sviluppare forme di cancro cutaneo sono inversamente proporzionali alla quantit\u00e0 e al tipo di melanina presente. Le differenze di razza e di colore della pelle e dei capelli sono dovute al diverso grado di attivit\u00e0 dei melanociti e alla natura chimica delle melanine prodotte. La pelle irradiata reagisce con formazione di eritema, cio\u00e8 una vasodilatazione del microcircolo del derma papillare che si traduce in leggero arrossamento, ma altre volte si arriva fino ad un eritema intenso; altre ancora si aggiungano altri effetti collaterali come gonfiore o formazione di bolle. <strong>Fotodermatosi: allergia ai raggi solari. <\/strong><br \/>\nNel tempo si sono delineate una serie di patologie legate proprio alla fotoesposizione, condizioni estreme caratterizzate da fotosensibilit\u00e0, cio\u00e8 una reazione eccessiva ed anomala alla luce. Le fotodermatosi costituiscono un vasto e complesso gruppo di affezioni cutanee, che scaturiscono ogni anno in seguito all\u2019 esposizione solare. Colpiscono il 10-20 % della popolazione, interessano inizialmente le aree foto esposte come viso, collo, decollet\u00e9, mani ma possono espandersi a tutto il corpo. Si riconoscono cause molto diverse, generalmente vengono classificate in quattro categorie:<\/p>\n<ul>\n<li>idiopatiche ( in cui il fotosensibilizzante non \u00e8 identificato): orticaria solare, prurito attinico, dermatite attinica cronica, eruzione primaverile giovanile, hydroa vacciniforme di Bazzin, dermatite polimorfa alla luce. Quest\u2019ultima \u00e8 la pi\u00f9 frequente, colpisce per lo pi\u00f9 donne fra i 20 e i 40 anni, insorge a primavera-estate, da poche ore a 1-2 giorni dalla prima esposizione alla luce. \u00c8 una forma acuta e ricorrente, causata dai raggi Uva ( e quindi anche dall\u2019 esposizione attraverso i vetri ) con lesioni di vario tipo: macchie, eritema, papule e vescicole. Persiste circa due settimane, anche se ci si sottrae alla luce. \u00c8 recidivante, nel corso dell\u2019 estate le lesioni si attenuano, le sedi elettive sono la scollatura, il viso, il collo e gli arti superiori.<\/li>\n<li>con disordini genetici (carenze della fotoprotezione naturale): albinismo, xeroderma pigmentoso, sindrome di bloom.<\/li>\n<li>fotoaggravate (malattie dermatologiche che peggiorano con l\u2019esposizione al sole): sono una lunga serie come il lupus eritematoso, la vitiligine, la rosacea, l\u2019herpes simplex, cloasma,melasma, malattia di darier, pemfigo, dermatomiosite etc.<\/li>\n<li>mediate o secondarie, sono in assoluto le pi\u00f9 frequenti, reazioni mediate da un agente fotosensibilizzante noto che pu\u00f2 essere: a) endogeno &#8211; luciti conseguenti a turbe metaboliche (pellagra, porfirie); b) esogeno &#8211; si possono verificare reazioni di fotoallergia acuta causate dall\u2019azione tossica diretta da contatto con sostanze modificate e attivate dalla luce.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Melanoma: il pi\u00f9 insidioso cancro della pelle. <\/strong><br \/>\nUno dei cardini della prevenzione \u00e8 rappresentato dalla limitazione all\u2019esposizione solare, soprattutto per quei soggetti a rischio per i quali gli Uv rappresentano un fattore determinante nella probabile formazione di tumori cutanei. Dati sconcertanti dimostrano come, negli ultimi decenni, il melanoma sia di gran lunga il tumore con incremento pi\u00f9 rapido nella popolazione bianca europea, soprattutto a causa della maggiore abitudine ad esposizioni solari protratte e magari pi\u00f9 volte l\u2019anno, probabilmente dovute alla maggior<\/p>\n<p><img class=\"alignright size-full wp-image-1021\" title=\"sole2\" src=\"https:\/\/medwellness.thedigital.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/sole2.png\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>frequenza di viaggi in localit\u00e0 tropicali durante i mesi invernali. Massima attenzione, inoltre, alle ustioni solari subite nella prima infanzia, capaci di indurre la comparsa di nevi melanocitici e di melanoma nell\u2019et\u00e0 adulta. Generalmente il rischio di sviluppare un melanoma dipende da due fattori: intrinseco, pi\u00f9 ambientale. Infatti fattori di rischio sono: familiarit\u00e0, fototipo I e II di Fitzpatrick (soggetti biondi e rossi, occhi e capelli chiari, tendenza alle scottature), presenza di un nevo che si modifica, soggetto portatore di elevato numero di nevi, et\u00e0 sopra i 50 anni, presenza di altri tumori cutanei o di altra lesione di melanoma, ma soprattutto esposizioni solari eccessive e intermittenti , oltre ad ustione in et\u00e0 infantile, fattori che raddoppiano la probabilit\u00e0 di ammalare. Il melanoma \u00e8 un tumore cutaneo maligno, che prende origine dai melanociti, cio\u00e8 dalle cellule che producono la melanina, il pigment\u00a0o che rende scura la pelle, caratterizzato da un\u2019 elevata progressione alla diffusione delle cellule tumorali a tutti i tessuti dell\u2019organismo e quindi alle metastasi. Nel 60 % dei pazienti si sviluppa su cute normale o da un nevo pre-esistente. Pi\u00f9 colpite sono le donne, dove maggiore \u00e8 il rischio di degenerare delle lesioni degli arti, gambe e braccia e del volto,\u00a0nel sesso maschile invece pi\u00f9 colpito il tronco.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nNei sotto controllo con la regola dell\u2019 \u201cA \u2013 B \u2013 C \u2013 D \u2013 E\u201d<\/strong>.<br \/>\nQuali attenzioni rivolgere ai nostri nei e quando ci devono creare sospetto e allarmarci? Oltre naturalmente alla visita periodica dal dermatologo, dobbiamo porre attenzione a questi eventi. Vale sempre la regola dell\u2019 \u201cabcde \u201c per l\u2019auto esame della pelle, cio\u00e8 di una lesione dobbiamo valutare:<br \/>\n<strong>a<\/strong>=assimetria, quindi se c\u2019 \u00e8 una crescita maggiore da un lato;<strong>b<\/strong>=bordi devono essere i pi\u00f9 regolari possibili;<br \/>\n<strong>c<\/strong>=colore se cambia colore e compaiono sfumature chiare o rosa-rosse o nerastre;<br \/>\n<strong>d<\/strong>=dimensioni se in poco tempo aumenta di estensione;<br \/>\n<strong>e<\/strong>=evoluzione se compaiono sintomi anomali sanguinamento, rottura, prurito a questo punto bisogna andare subito dallo specialista.<br \/>\n<span style=\"color: #ff0000\"><strong><br \/>\nABBRONZATI SI, MA CON PRUDENZA.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Uno studio effettuato in Australia, regione con il pi\u00f9 alto tasso di melanomi del mondo, ha dimostrato come l\u2019applicazione regolare di filtri solari per un period<\/p>\n<p>o di 5 anni ha ridotto in modo signifi- cativo l\u2019incidenza del tumore nel corso dei 10 anni successivi di controllo. Da questa ricerca derivano indicazioni valide per una foto protezione corretta, in particolare per i soggetti a rischio, cio\u00e8 adulti molto fotoesposti, fototipi chiari e nei bambini. Le regole sono: uso continuativo dei filtri solari con fattore di protezione minimo da 30 in su, contenenti filtri chimici e fisici, sempre in qualunque ambiente all\u2019 esterno mare, montagna, lago, campagna, piscina o citt\u00e0 e tutto il periodo dell\u2019 anno. Importante \u00e8 la loro riapplicazione in particolari condizioni quali durante l\u2019attivit\u00e0 fisica con forte sudorazione, dopo un bagno o l\u2019esposizione prolungata e comunque ogni due ore. Tuttavia una strategia mirata comprende anche altri consigli come: evitare di esporsi dalle 12 alle 17, le nubi non trattengono i raggi quindi fotoproteggersi anche quando c\u2019 \u00e8 nuvoloso, usare i filtri solari alti anche dopo abbronzati, l\u2019ombrellone non protegge a suf- ficienza in quanto la sabbia riflette gran parte dei raggi, cos\u00ec come l\u2019acqua e la neve e anche i vestiti non sono prote<\/p>\n<p>ttivi, quelli scuri attirano i raggi che passano attraverso di essi, meglio quindi preferire vestiti chiari sotto il sole e prima di indossarli applicare le creme solari. Inoltre, per la produzi<\/p>\n<p>one della vitamina D che fissa il calcio alle ossa, per bimbi e anziani non occorre cuocersi sotto il sole, basta una esposizione di circa un\u2019ora al giorno. Ricordarsi poi di applicare una crema lenitiva dopo sole. \u00c8 buona regola, inoltre, imparare ad osservare la propria pelle e segnalare tempestivamente eventuali cambiamenti, promuovendo verso se stessi, se necessario, un diverso atteggiamento in grado di rivalutare la bellezza di una pelle chiara e protetta, evitando di considerare l\u2019abbronzatura il principale canone estetico di buona salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em>Dott.ssa Clara Rigo<br \/>\nSpecialista in Dermatologia-Dermatologia Estetica<br \/>\n<\/em><em>Verona Tel. 045 8300334 &#8211; Milano Tel. 320 1106247 <\/em><br \/>\n<em>www.chirurgiadermatologiaestetica.it <\/em><br \/>\n<em>info@chirurgiadermatologiaestetica.it<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molte persone amano la tintarella addirittura, in alcuni casi, fino alla \u201ctanoressia\u201d, una dipendenza psicologica dall\u2019abbronzatura tale da non riuscire pi\u00f9 ad accettare il proprio colorito naturale senza la pigmentazione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1020,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1019"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1019"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1019\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1882,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1019\/revisions\/1882"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1020"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1019"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1019"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1019"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}