{"id":104,"date":"2011-03-01T10:39:18","date_gmt":"2011-03-01T10:39:18","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=104"},"modified":"2020-12-02T10:16:25","modified_gmt":"2020-12-02T09:16:25","slug":"si-tratta-del-tumore-solido-extra-craniale-piu-comune-nei-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/si-tratta-del-tumore-solido-extra-craniale-piu-comune-nei-bambini\/","title":{"rendered":"Dall&#8217;oriente una terapia contro i tumori"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dottor Sala qual\u2019\u00e8 l\u2019incidenza del neuroblastoma?<\/strong><br \/>\nSi tratta del tumore solido extra-craniale pi\u00f9 comune nei bambini. Il 90% dei casi colpisce bambini sotto i cinque anni. \u00c8 pi\u00f9 raro e meno conosciuto della leucemia, ma costituisce una delle cause principali di mortalit\u00e0 in pazienti oncologici pediatrici. La forma benigna \u00e8 relativamente facile da curare. Ma la maggioranza dei casi si manifesta nella sua forma metastatica maligna. Quando ci\u00f2 avviene, la chemioterapia spesso fallisce ed i decessi rappresen\u00adtano il 50-60% dei casi<\/p>\n<p><strong>Quali sono le conclusioni piu\u2019 significative del suo team di ricer\u00adcatori ?<\/strong><br \/>\nNel 2007 abbiamo scoperto che un gene chiamato B-MYB pu\u00f2 es\u00adsere presente nell\u2019uomo in due forme, che per semplificare chia\u00admiamo forme \u201ca\u201d e \u201cb\u201d. La forma \u201cb\u201d di tale gene in qualche modo protegge dallo sviluppare tumori, sia il neuroblastoma che altre forme neoplastiche. Gli individui che hanno la tipologia \u201ca\u201d di tale gene, hanno invece un rischio probablistico di sviluppare tumori pi\u00f9 elevato rispetto alla tipologia \u201cb\u201d. La composizione individuale genetica determina quindi il rischio.<br \/>\nLa minaccia che il gene attribuisce, non si esprime in un tipo spe\u00adcifico di tumore, ma aumenta la probabilit\u00e0 di svilupparne, che si combina poi con fattori ambientali.<br \/>\nEsistono naturalmente forme tumorali di natura prettamente ge\u00adnetica. Ed in alcuni casi anche il neuroblastoma pu\u00f2 presentare caratteristiche di familiarit\u00e0. In seguito a queste scoperte, parte della nostra ricerca si \u00e8 concentrata verso il tentativo di capire cosa attivasse il gene B-MYB, per cercare di trovare farmaci che inibissero le sue attivit\u00e0. La comprensione dei meccanismi mo\u00adlecolari che determinano la sua attivazione\/inattivazione, traccia uno dei nostri percorsi verso l\u2019identificazione della terapia.<\/p>\n<p><strong>Verso quali altri risultati si dirige attualmente la sua ricerca ?<\/strong><br \/>\nNell\u2019Aprile del 2009 ulteriori ricerche pubblicate sul Journal of the National Cancer Institute confermarono come nel neuroblastoma la proteina prodotta dal gene clusterin, si rivelasse un efficace soppressore tumorale. L\u2019alterazione tipica di questa malattica infatti, si esprime nell\u2019amplificazione del gene MYCN, alterazione presente nel 35% dei neuroblastomi e fattore prognostico estre\u00admamente negativo. Il gene MYCN inattiva clusterin, la cui presenza inibisce a sua volta l\u2019agggressiva del gene. Il secondo indirizzo del\u00adla nostra ricerca, quindi, si concentra sulla ricerca di farmaci che possano riattivare clusterin, e di conseguenza inibire l\u2019aggressi\u00advita\u2019 del tumore. Abbiamo gi\u00e0 elaborato prodotti sperimentali che vorremmo portare al pi\u00f9 presto in clinical trials. Ma ci vorranno almeno cinque anni per effettuare i test adeguati. La questione fondamentale nel nostro caso riguarda la specificit\u00e0 dei farmaci, che idealmente dovrebbero compiere la loro funzione con effetti collaterali limitati. I nostri studi su MYCN e clusterin si inseriscono nel contesto di ricerche di terapie personalizzate. Tramite l\u2019ana\u00adlisi delle alterazioni di alcuni geni specifiche a gruppi di pazienti, elaboriamo la terapia indirizzata a tale gruppo. Lo scopo di questo approccio \u00e8 quello di evitare farmaci chemioterapici, certamente i pi\u00f9 efficaci ma estremamente dannosi nei bambini: la chemiotera\u00adpia distrugge, infatti, letteralmente alcune cellule staminali coin\u00advolte nell\u2019omeostasi tissutale e nello sviluppo. Di conseguenza, lo sviluppo cognitivo e fisico dei bambini viene compromesso. Spesso i bambini che ricevono la chemioterapia in\u00adcorrono in tumori secondari come la leuce\u00admia. In pediatria oncologica \u00e8 quindi di im\u00adportanza vitale trovare farmaci quanto pi\u00f9 specifici. Il nostro target da qui a 10 anni, \u00e8 quello di combattere il neuroblastoma con molecole specifiche non tossiche.<\/p>\n<p><strong>Esistono ricerche che promettono risulta\u00adti pi\u00f9 immediati contro il neuroblastoma?<\/strong><br \/>\nTre anni fa la fondazione Sparks, che finan\u00adzia la ricerca sulle malattie che colpiscono i bambini, ci ha affidato uno studio sugli ef\u00adfetti del te verde sui tumori. Ho iniziato la ricerca con lo scetticismo tipico dei ricer\u00adcatori verso soluzioni facili, e che coinvolgono l\u2019uso di sostanze non prettamente \u201corto\u00addosse\u201d. Ma lo studio si \u00e8 rivelato di interesse estremo: abbiamo somministrato un estratto concen\u00adtrato di catechine, ovvero la molecola che costituisce il te verde, a topi da laboratorio ingegne\u00adrizzati per esprimenre MYCN, e che quindi sviluppano spontaneamente il neurobla\u00adstoma. Oltre il 50% dei topi che bevevano la soluzione contenente le catechine non ha sviluppato il tumore.<br \/>\n\u00e8da sottolineare come questa sostanza sia completamente si\u00adcura e priva di tossicit\u00e0. In se\u00adguito ad ulteriori studi, abbiamo concluso che l\u2019estratto te non eserce un effetto diretto sul tu\u00admore, ma ha un\u2019azione di attiva\u00adzione del sistema immunitario, meccanismo che ne\u00adgli studi effettuati fin\u2019ora sugli effetti benefici del te verde nella lotta ai tumori, non era stato verificato. Nello specifico, abbia\u00admo comprovato come la risposta del sistema im\u00admunitario inattivi le cellule mieloidi-soppressive.Tali cel\u00adlule, quando indotte dai tumori, impedisco\u00adno la risposta immunitaria antitumorale. L\u2019azione del te verde quindi, libera il siste\u00adma immunitario che a sua volta rigetta il tumore. Il meccanismo di contrasto al can\u00adcro, rende i ritrovati ancora pi\u00f9 importanti, perch\u00e8 potenzialmente applicabili a diverse forme tumorali.<br \/>\nNel nostro team di ricerca, siamo tutt\u2019ora increduli di fronte all\u2019individuazione del meccanismo di un prodotto naturale che riattivi la risposta anti-tumorale in manie\u00adra cos\u00ec specifica. Il prossimo passo che ci stiamo organizzando, sar\u00e0 quello di testare l\u2019estratto di te verde nei bambini affetti da neuroblastoma. Ma bisogna inizialmente eseguire prove di tossicit\u00e0 sui bambini. Ed in una seconda fase, testarne l\u2019efficacia. I risultati del nostro studio sono stati da poco inviati ad una rivista scientifica influente. Quando pubblicati, rappresenteranno un traguardo fondamentale nella ricerca con\u00adtro i tumori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dottor Sala qual\u2019\u00e8 l\u2019incidenza del neuroblastoma? 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