{"id":14557,"date":"2024-09-02T16:01:22","date_gmt":"2024-09-02T14:01:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.medwellness.it\/?p=14557"},"modified":"2024-09-02T16:02:07","modified_gmt":"2024-09-02T14:02:07","slug":"le-nanopatologie-alla-scoperta-delle-minacce-invisibili-nel-nostro-corpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/le-nanopatologie-alla-scoperta-delle-minacce-invisibili-nel-nostro-corpo\/","title":{"rendered":"Le nanopatologie: alla scoperta delle minacce invisibili nel nostro corpo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Le nanopatologie: alla scoperta delle minacce invisibili nel nostro corpo<\/strong><\/p>\n<p>A cura di <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Raffaella Quieti\u00a0 Cartladge<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Dott.ssa Gatti cosa sono le nanopatologie?<\/strong><br \/>\nSono patologie indotte dalla presenza di corpi estranei nei tessuti corporei; cio\u00e8 particelle micro e nanodimensionate.<\/p>\n<p>Occorre premettere che l\u2019uomo pu\u00f2 ammalarsi a causa di parassiti, batteri e virus.<\/p>\n<p>Ma polveri con dimensioni simili a quelle dei batteri, micrometriche e dei virus,\u00a0 nanometriche possono indurre patologie a causa della loro interazione, negativa con i tessuti biologici e con le cellule.<br \/>\n<strong>Ma da dove vengono queste polveri?<\/strong><br \/>\nQueste possono essere generate da vulcani o dalle combustioni di inceneritori.<\/p>\n<p>Per\u00f2 possono essere create volontariamente in laboratorio per scopi di studio o commerciali.<\/p>\n<p>Infatti, viste le propriet\u00e0 uniche di queste nanoparticelle le si impiega per indurre nuovi prodotti da utilizzare in vari settori: dall\u2019edilizia, alla cosmetica al cibo alla Nanomedicina.<br \/>\nQuesti polveri cos\u00ec piccole che rischio possono comportare per la salute umana una volta che persone ne subiscano l\u2019esposizione?<br \/>\nParticelle di dimensione micrometrica ad esempio 10 micron (PM10) \u00e8 risaputo possono indurre patologie polmonari tanto che la Comunit\u00e0 Europea le ha gi\u00e0 normate dando valori ben definiti di esposizione ambientale non superiore a 50microgrammi\/metro cubo per non pi\u00f9 di 35 giorni anno.<\/p>\n<p>Le nanoparticelle cio\u00e8 polveri con dimensione da 0 fino a 100 micron non sono ancora normate e i misuratori di concentrazione negli ambienti non sono cos\u00ec comuni.<br \/>\nMentre le polveri micrometriche in genere danno una reazione granulomatosa cio\u00e8 vengono attaccate dai macrofagi una volta nei tessuti biologici, non essendo queste degradabili, vengono circondate da cellule giganti che le isolano dal contesto tissutale. Si crea cos\u00ec il granuloma. Le nanoparticelle invece con la loro capacit\u00e0 unica di entrare dentro la cellula hanno la possibilit\u00e0 di interagire con organelli del citoplasma ma anche col DNA danneggiandolo. Dal momento che i sistemi di difesa intracellulari sono inadeguati per questo nuovo tipo di \u201caggressore\u201d si possono indurredelle interazioni col RNA e DNA che possono indurre un danno irreversibile ed ereditabile.<br \/>\nPotrebbe spiegarci il suo approccio investigativo nello studio delle patologie correlate alle particelle micro e nano?<br \/>\nDal momento che fra le osservazioni diagnostiche fatte dall\u2019istopatologo con un microscopio ottico e quelle successive di parametri di biologia molecolare analitiche ci sono almeno 3 ordini di grandezza di vuoto si \u00e8 ritenuto importante andare a vedere i tessuti patologici con una nuova tecnica di microscopia elettronica a scansione che permette alti ingrandimenti.<br \/>\nUtilizzando come fonte di luce un fascio di elettroni \u00e8 possibile vedere queste polveri micro e nanometriche e assegnare a loro un valore patologico. Tramite una microsonda a raggi X di un sistema a \u201cdispersione d\u2019energia\u201d \u00e8 poi possibile identificare la loro composizione chimica e ipotizzarne l\u2019origine. Il lavoro investigativo, infatti, consiste dopo la loro identificazione capire quale \u00e8 stata la porta d\u2019ingresso del corpo umano il tragitto di trasferimento fino al punto di analisi. A questo punto interviene lo scienziato dei materiali che vista la composizione pu\u00f2 facilmente identificare il generatore. In alcuni casi la chimica \u00e8 cos\u00ec complessa che si deve rinunciare e identificare la particella come prodotto di una combustione\/esplosione accidentale che unisce elementi aerosolizzati in una nuova particella.<br \/>\nCome vengono identificate e analizzate queste particelle nei campioni biologici dei pazienti?<br \/>\nUna microsonda a raggi X di uno spettroscopio a Dispersione d\u2019Energia, che \u00e8 stata inserita nel microscopio,\u00a0 eccita la superficie della particella e raccoglie gli effetti dell\u2019eccitazione. Questi effetti provengono da salti quantici degli elettroni pi\u00f9 esterni degli atomi presenti nella particella. Ogni atomo ha una conformazione unica di elettroni (e protoni) tanto da essere una specie di carta identit\u00e0 unica . E\u2019 ovvio che bisogna essere degli esperti di fisica per interpretare gli spettri che scaturiscono da questa eccitazione.<br \/>\n<strong>Quali sono le sfide principali nell\u2019identificare il ruolo delle particelle nelle patologie dei pazienti?<\/strong><br \/>\nPer prima cosa occorre identificare il campione chirurgico pi\u00f9 \u201csignificativo\u201d per l\u2019indagine di microscopia elettronica. Abbiamo visto che nei tessuti patologici affetti da cancro primario vi era una concentrazione importante tra il tessuto malato e la parte sana.<\/p>\n<p>Quella zona \u00e8 la pi\u00f9 significativa per le nostre indagini.<br \/>\n<strong>Quali progressi recenti sono stati compiuti nella comprensione del legame tra esposizione alle particelle e sviluppo di malattie nei pazienti?<\/strong><br \/>\nLe analisi che facciamo su campioni di tessuto affetti da cancro e da patologie senza diagnosi hanno tutte evidenziato la presenza di corpi estranei ed in alcuni casi attraverso un lavoro anamnestico col paziente si \u00e8 potuto correlare la presenza delle particelle con quella di polveri simili nell\u2019ambiente in cui il paziente era vissuto.<br \/>\nAltre indagini di nanotossicologia hanno evidenziato un meccanismo di autofagia da parte delle cellule e l\u2019ingresso di nanoparticelle all\u2019interno della cellula.<br \/>\nI vaccini Covid19 che contengono nanoparticelle come nanoliposomi hanno anche in questo caso dimostrato la loro incorporazione all\u2019interno della cellula. A questo punto avviene una nanobiointerazione con organelli del citoplasma ma anche col DNA quando avviene la mitosi della cellula, \u00e8 da questa probabile nano biointerazione che pu\u00f2 derivare un danno al DNA e l\u2019innesco di un cancro.<br \/>\nQuali sono le prossime tappe della sua ricerca e quali sono le aree su cui intende concentrarsi in futuro?<br \/>\nLa nostra ricerca \u00e8 proiettata, se viene finanziata, verso le patologie\u00a0 pediatriche. Gi\u00e0 abbiamo pubblicato due articoli sulle patologie delle morti in culla (Sudden Infant Death Syndrome) grazie alla collaborazione con la Fondazione Lino Rossi dell\u2019Universit\u00e0 di Milano. Questa ricerca ha potuto verificare la presenza di corpi estranei nel cervello di bimbi gi\u00e0 in et\u00e0 molto precoce (3-9 mesi). Noi vorremmo verificare soprattutto i tumori di et\u00e0 pediatrica per poter fare una prevenzione efficace per i bambini.<br \/>\n<strong>Quali consigli o precauzioni consiglierebbe al pubblico per proteggersi dall\u2019esposizione a queste particelle potenzialmente dannose?<\/strong><br \/>\nPurtroppo viviamo in un ambiente inquinato e l\u2019inquinamento cresce di giorno in giorno.<\/p>\n<p>Inquinamento che non \u00e8 solo inalatorio, ma anche digestivo dovuto a cibo esposto ad un inquinamento ambientale, ma anche industriale.<\/p>\n<p>I cibi che compriamo al supermercato sono stati lavorati industrialmente e spesso sono additivati con molti composti che a loro volta possono contenere contaminazioni. Dal momento che l\u2019industria non fa controlli per identificare corpi estranei non digeribili ritengo che sia impossibile proteggersi. L\u2019unica prevenzione possibile \u00e8 mangiare cibi molto semplici che provengono da fattorie di cui si \u00e8 sicuri che una agricoltura sana sia applicata\u00a0 senza pesticidi e altri composti chimici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le nanopatologie: alla scoperta delle minacce invisibili nel nostro corpo A cura di Raffaella Quieti\u00a0 Cartladge Dott.ssa Gatti cosa sono le nanopatologie? 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