{"id":14894,"date":"2025-12-07T15:45:08","date_gmt":"2025-12-07T14:45:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.medwellness.it\/?p=14894"},"modified":"2025-12-04T16:32:09","modified_gmt":"2025-12-04T15:32:09","slug":"festivita-cibo-felicita-e-socialita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/festivita-cibo-felicita-e-socialita\/","title":{"rendered":"Festivit\u00e0: cibo, felicit\u00e0 e socialit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Le festivit\u00e0 si avvicinano e con esse anche i momenti di convivialit\u00e0 con parenti ed amici.<br><strong>Pranzi e cene, spesso abbondanti, possono causare stress e la preoccupazione di mettere su chili di troppo.<br><\/strong>Ma, c\u2019\u00e8 un ma.<br><a>Mangiare bene, in maniera equilibrata e scegliendo cibi di qualit\u00e0 \u00e8 una regola fondamentale, che va sempre rispettata per tutelare il nostro stato di salute.<br>Tuttavia, <strong>momenti di convivialit\u00e0 e di condivisione<\/strong>, con <strong>cibi particolari che non mangiamo abitualmente<\/strong>, possono essere \u2013 di tanto in tanto \u2013 un buon strumento per tutelare la nostra longevit\u00e0. <strong>Perch\u00e9 una delle chiavi della longevit\u00e0 \u00e8 proprio la felicit\u00e0, il buon umore.<\/strong><\/a><br><br><strong>L\u2019importanza del cibo di qualit\u00e0 e dell\u2019equilibrio dell\u2019asse microbiota \u2013 intestino \u2013 cervello.<br><\/strong>Una dieta specifica e un mirato e personalizzato utilizzo di supplementi nutraceutici possono aiutare a orientare <strong>l\u2019umore verso la positivit\u00e0<\/strong>.<br>Da sottolineare, all\u2019opposto, <strong>come una dieta ad alto indice e carico glicemico<\/strong>, ricca di prodotti altamente industrializzati e povera di fitonutrienti e antiossidanti, <strong>alteri negativamente il microbiota e risulti strettamente collegata all\u2019insorgenza di stati depressivi<\/strong>, ansiosi e disturbi comportamentali.<\/p>\n\n\n\n<p>Un corpus di ricerche in rapida crescita mostra, infatti, <strong>che il microbiota intestinale \u00e8 collegato al cervello in una relazione bidirezionale<\/strong>, comunemente chiamata asse microbiota\u2013intestino\u2013cervello. <strong>L\u2019evidenza suggerisce che questo asse svolge un ruolo chiave nella regolazione della funzione e del comportamento cerebrale<\/strong>.<br>Poich\u00e9 la dieta \u00e8, indiscutibilmente, uno dei fattori pi\u00f9 significativi che influenzano la struttura e la funzione del microbiota intestinale umano, il microbiota intestinale \u00e8 un elemento essenziale del puzzle.<br><strong>L\u2019asse intestino\u2013cervello stabilisce con successo che il benessere del cervello \u00e8 strettamente correlato al corretto funzionamento dell\u2019intestino.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>La gratificazione che deriva dal cibo<\/strong><br>\u00c8 per\u00f2 altrettanto vero che <strong>il cibo di per s\u00e9 rappresenta un fattore estremamente gratificante<\/strong>, tant\u2019\u00e8 che in situazioni di cattivo umore si \u00e8 portati a consumare i cosiddetti \u201c<strong>comfort food<\/strong>\u201d, che raramente includono broccoli e verdure amare ma pi\u00f9 facilmente rientrano nella categoria dei \u201cjunk food\u201d (dolci, merendine, biscotti, soft drink, salatini ecc.). Ippocrate (che raramente ha espresso concetti errati) affermava: \u201c<strong>\u00c8 preferibile un cibo anche un po\u2019 nocivo, ma gradevole, a un cibo indiscutibilmente sano, ma sgradevole<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I salutisti potrebbero obiettare e non condividere questa affermazione, che tuttavia deve essere contestualizzata: <strong>ai tempi di Ippocrate i cibi \u201canche un po\u2019 nocivi\u201d non erano certo paragonabili a quelli odierni,<\/strong> densi di molecole completamente estranee al metabolismo umano. Allo stesso tempo, per\u00f2, vi \u00e8 un fondo di verit\u00e0 in questa affermazione, e lo dimostra <strong>l\u2019\u201cEffetto Roseto\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019effetto Roseto: cos\u2019\u00e8?<\/strong><br>Tutto ebbe inizio da una semplice conversazione tra un medico locale e un responsabile medico dell\u2019Universit\u00e0 di Oklahoma, i quali discussero del fatto che <strong>i problemi cardiaci sembravano quasi inesistenti a Roseto<\/strong>, una cittadina in Pennsylvania (USA) abitata prevalentemente da emigrati provenienti da Roseto in Puglia. In effetti, si scopr\u00ec che il <strong>paese abitato dagli italiani<\/strong>, nonostante la presenza di grandi fumatori e bevitori, era caratterizzato da una pe<strong>rcentuale di decessi per attacco cardiaco molto pi\u00f9 bassa rispetto a Bangor, un paese adiacente abitato da non italiani<\/strong>, pur condividendo con queste risorse quali acqua, cibo, medici, ospedali.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizialmente si pens\u00f2 che la presenza di geni particolari negli italiani o di abitudini alimentari differenti potessero proteggerli dagli infarti, ma in realt\u00e0 i Rosetani in Pennsylvania avevano praticamente abbandonato le abitudini mediterranee e anche l\u2019ipotesi di un gene protettivo si rivel\u00f2 infondata, poich\u00e9 i Rosetani che si erano trasferiti in altre citt\u00e0 non avevano conservato la salute come quelli rimasti a Roseto.<\/p>\n\n\n\n<p>I ricercatori, che avevano pensato che la dieta mediterranea fosse la causa delle differenze rivoluzionarie, scoprirono che i Rosetani, che cucinavano con l\u2019olio d\u2019oliva prima di arrivare in Pennsylvania nel 1882, <strong>avevano iniziato a cucinare con lo strutto, una volta a Roseto<\/strong>. Inoltre, <strong>amavano la pasta e il vino<\/strong>, <strong>banchettavano con le salsicce e circa il 41% delle loro calorie provenivano dai grassi<\/strong>. Erano per\u00f2 soliti <strong>mangiare in compagnia<\/strong>, frequentando abitualmente la dimora dell\u2019uno o dell\u2019altro compaesano.<\/p>\n\n\n\n<p>Per riassumere, <strong>la loro dieta non era neppure lontanamente una dieta \u201csana\u201d, ma evidentemente consumare anche cibi non propriamente salutari in un contesto amicale e socialmente gratificante sembra attenuare l\u2019eventuale impatto negativo dell\u2019alimento<\/strong>.<br><br><strong>La socialit\u00e0: fattore chiave della longevit\u00e0<br><\/strong>Ci\u00f2 \u00e8 stato dimostrato anche da studi che hanno verificato che la produzione di cortisolo durante un pasto presenta un\u2019estrema variabilit\u00e0 rispetto alla \u201ccompliance\u201d del cibo e al contesto in cui viene consumato. In altre parole, <strong>mangiare un cibo in ufficio, in mezzo a colleghi fastidiosi, \u00e8 molto diverso rispetto a consumare lo stesso pasto con la propria fidanzata in una terrazza vista mare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, questo non deve indurre a pensare che sia opportuno uscire tutte le sere per gozzovigliare con gli amici, perch\u00e9 bisogna considerare un altro fattore che giocava a favore dei Rosetani: <strong>la presenza di reali legami, non solo ludici<\/strong>. Ogni evento era condiviso dall\u2019intera comunit\u00e0; le frequentazioni e collaborazioni tra vicini di casa erano numerosissime, cos\u00ec come le celebrazioni collettive di ogni tipo di ricorrenza.<strong> Questo, purtroppo, si \u00e8 in gran parte perso ai giorni nostri.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 importante coltivare forti relazioni familiari e sociali<\/strong><br>Come abbiamo visto, coltivare la socialit\u00e0 e l\u2019amicizia \u00e8 uno dei principali fattori per la longevit\u00e0 in salute. Infatti, nelle Blue Zone, i centenari mostrano una forte attenzione nei confronti delle loro famiglie e mantengono legami profondi con i loro cari. <strong>Le relazioni sociali positive<\/strong> possono aiutare a ridurre lo stress e a promuovere la salute mentale. Infine, avere una <strong>vita sociale attiva e soddisfacente <\/strong>pu\u00f2 contribuire a prevenire problemi di salute come la depressione e l\u2019isolamento sociale.<br>A <strong>Loma Linda<\/strong> la Chiesa Avventista incoraggia e fornisce opportunit\u00e0 concrete perch\u00e9 i suoi membri si impegnino in attivit\u00e0 di volontariato, spesso avviando programmi di assistenza formale per chi ha problemi finanziari o difficolt\u00e0 a svolgere le normali attivit\u00e0 quotidiane.<br>Gli abitanti di <strong>Okinawa<\/strong>, per esempio, hanno creato i \u201cmoai\u201d, <strong>gruppi di cinque amici<\/strong> che si impegnano a sostenersi e frequentarsi per tutta la vita. Gli abitanti di Nicoya dedicano il loro tempo libero a stare con famiglia e amici.<br>Gli <strong>Ikariani, <\/strong>sebbene le case siano isolate, hanno un forte spirito di solidariet\u00e0 familiare e mantengono interazioni e <strong>contatti frequenti<\/strong> <strong>con vicini, familiari e amici<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Anche in <strong>Sardegna<\/strong> esiste un forte supporto sociale. Se nel mondo occidentale un novantenne ha il 50% di possibilit\u00e0 di finire la sua vita in una casa di riposo (con un\u2019aspettativa di vita di sei mesi, una volta ricoverato) nell\u2019Ogliastra questo non avviene mai.<br><br><strong>La solitudine pu\u00f2 costare 15 anni di vita: il valore terapeutico dell\u2019amicizia<\/strong><br>Per la scienza l\u2019amicizia non ha solo un valore psicologico ma anche fisico. Due antropologi dell\u2019Universit\u00e0 di Oxford hanno dimostrato che alla base del \u201csentimento\u201d dell\u2019amicizia c\u2019\u00e8 la produzione di un oppioide endogeno che funziona da neurotrasmettitore, <strong>contrastando gli effetti dell\u2019ormone dello stress.<br><\/strong>Spesso si dice che l\u2019amicizia \u00e8 un sentimento pi\u00f9 comune tra gli uomini che tra le donne, ma questo non \u00e8 vero, o almeno non dovrebbe esserlo. Infatti, uno studio condotto presso l\u2019Universit\u00e0 del Michigan ha dimostrato che <strong>l\u2019amicizia tra donne aumenta la produzione di progesterone, un ormone anti-ansiogeno,<\/strong> a discapito di quella del cortisolo.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Questo effetto positivo potrebbe avere implicazioni importanti anche per le donne affette da <strong>cancro al seno<\/strong>, come emerge da un articolo pubblicato sulla rivista Breast Cancer Research and Treatment.<br>Inoltre, <strong>l\u2019amicizia \u00e8 in grado di allungare la vita<\/strong>. Analizzando pi\u00f9 di 148 studi che consideravano la frequenza delle relazioni umane e l\u2019impatto sulla salute, gli scienziati hanno concluso che <strong>avere pochi rapporti di amicizia<\/strong> pu\u00f2 essere considerato un fattore di rischio per la salute <strong>equivalente a fumare 15,5 sigarette al giorno<\/strong>, peggio della sedentariet\u00e0 e dell\u2019obesit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Infine, secondo gli scienziati americani dell\u2019Ohio State University, gli stimoli sociali inducono la produzione del BDNF, un fattore di crescita che, tra l\u2019altro, induce la trasformazione del grasso bianco in grasso bruno, dotato di attivit\u00e0 termogenica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le festivit\u00e0 si avvicinano e con esse anche i momenti di convivialit\u00e0 con parenti ed amici.Pranzi e cene, spesso abbondanti, possono causare stress e la preoccupazione di mettere su chili<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":14895,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,9,775],"tags":[395,2655,570,255],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14894"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14894"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14894\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14897,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14894\/revisions\/14897"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14895"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14894"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14894"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14894"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}