{"id":14963,"date":"2026-03-13T10:13:09","date_gmt":"2026-03-13T09:13:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.medwellness.it\/?p=14963"},"modified":"2026-03-11T10:15:47","modified_gmt":"2026-03-11T09:15:47","slug":"stress-cronico-disturbi-del-sonno-notturno-e-pennichelle-involontarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/stress-cronico-disturbi-del-sonno-notturno-e-pennichelle-involontarie\/","title":{"rendered":"STRESS CRONICO, DISTURBI DEL SONNO NOTTURNO E PENNICHELLE INVOLONTARIE"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>STRESS CRONICO, DISTURBI DEL SONNO NOTTURNO E PENNICHELLE INVOLONTARIE POSSONO RAPPRESENTARE SEGNALI PRECOCI DI RISCHIO PER IL CERVELLO<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando si parla di ictus cerebrale, la maggior parte delle volte l\u2019attenzione si concentra sull\u2019evento acuto: inatteso, drammatico, capace di cambiare la vita in pochi istanti. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, l\u2019ictus non nasce all\u2019improvviso ma \u00e8 piuttosto il risultato finale di un lungo e silenzioso processo, che si sviluppa nel corso degli anni e che mette insieme numerosi fattori di rischio, spesso sottovalutati.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra questi,&nbsp;<strong>lo stress cronico e le alterazioni del sonno \u2013 sia notturno sia diurno \u2013 stanno emergendo come elementi sempre pi\u00f9 rilevanti per la salute cerebrovascolare<\/strong>. In vista della Settimana Mondiale del Cervello che si celebra dal 15 al 22 marzo 2026,&nbsp;<strong>A.L.I.Ce. Italia Odv<\/strong>, Associazione per la Lotta all\u2019Ictus Cerebrale, impegnata da quasi 30 anni nella prevenzione, nella divulgazione scientifica e nel supporto alle persone colpite da ictus e alle loro famiglie, intende richiamare l\u2019attenzione su questi temi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stress fa parte della vita quotidiana ed \u00e8, di per s\u00e9, una risposta fisiologica utile: il problema nasce quando questo stato di allerta non si spegne mai davvero. In presenza di stress cronico, infatti, l\u2019organismo mantiene attivi in modo persistente i principali sistemi di risposta allo stress, con una produzione prolungata di ormoni come il cortisolo e una costante attivazione del sistema nervoso simpatico. Nel tempo, questa condizione pu\u00f2 determinare&nbsp;<strong>un aumento stabile della pressione arteriosa, una maggiore rigidit\u00e0 dei vasi sanguigni e uno stato infiammatorio cronico di basso grado<\/strong>, tutti meccanismi che favoriscono la progressione dell\u2019aterosclerosi e la formazione di trombi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo stress cronico non va considerato solo come un problema emotivo o psicologico \u2013 spiega la Dottoressa&nbsp;<strong>Valeria Caso, Responsabile Struttura Complessa U.O. Neurologia Stroke Unit Polo Ospedaliero Saronno<\/strong>. \u00c8 uno stimolo biologico persistente che, nel tempo, modifica profondamente l\u2019equilibrio cardiovascolare. Quando questi meccanismi restano alterati a lungo, il rischio di eventi cerebrovascolari, come l\u2019ictus, aumenta in modo significativo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le persone esposte a stress cronico presentano&nbsp;<\/strong>dunque<strong>&nbsp;una maggiore incidenza di ipertensione e di eventi cardiovascolari<\/strong>, due dei principali fattori di rischio per l\u2019ictus cerebrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sonno non \u00e8 un semplice momento di \u201cspegnimento\u201d dell\u2019organismo ma, al contrario, rappresenta una fase attiva di regolazione e recupero. Durante il sonno fisiologico, la pressione arteriosa tende a ridursi di circa il 10\u201320%, l\u2019attivit\u00e0 del sistema nervoso simpatico diminuisce e i processi infiammatori vengono modulati. Quando il sonno \u00e8 insufficiente oppure risulta frammentato o disturbato, questa finestra di protezione si chiude. Studi osservazionali mostrano, infatti, che&nbsp;<strong>dormire meno di 5\u20136 ore per notte o pi\u00f9 di 8\u20139 ore \u00e8 associato a un aumento del rischio di ictus<\/strong>, rispetto a una durata di sonno considerata ottimale.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ruolo particolarmente rilevante \u00e8 svolto dall\u2019<strong>apnea ostruttiva del sonno<\/strong>, una condizione spesso non diagnosticata che interessa una quota importante della popolazione adulta. Le ripetute pause respiratorie notturne causano ipossia intermittente e, allo stesso tempo, brusche oscillazioni della pressione arteriosa, contribuendo a un danno vascolare progressivo. Le persone con apnea ostruttiva del sonno presentano&nbsp;<strong>un rischio di ictus circa doppio<\/strong>&nbsp;rispetto a chi non ne soffre.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto al sonno notturno, la ricerca scientifica si sta concentrando anche sul&nbsp;<strong>sonno diurno<\/strong>, in modo particolare sulle&nbsp;<strong>pennichelle lunghe e non intenzionali<\/strong>. Se un breve riposino programmato pu\u00f2 aiutare il recupero mentale e la memoria,&nbsp;<strong>i sonnellini prolungati e involontari sembrano causare un aumento del rischio cerebrovascolare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Una revisione di studi osservazionali pubblicata su&nbsp;<em>Sleep Medicine Reviews<\/em>, che ha coinvolto oltre&nbsp;<strong>600.000 persone<\/strong>&nbsp;(di cui circa&nbsp;<strong>16.000 andate incontro a ictus<\/strong>), ha evidenziato una relazione tra durata del sonnellino diurno e probabilit\u00e0 di ictus. In particolare:<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>i sonnellini brevi (fino a 30 minuti) mostrano un impatto minimo o nullo sul rischio;<\/li>\n\n\n\n<li>i riposini superiori ai 90 minuti sono associati a&nbsp;<strong>un aumento del rischio fino a circa l\u201980%<\/strong>&nbsp;rispetto a chi non dorme di giorno;<\/li>\n\n\n\n<li>i sonnellini&nbsp;<strong>non programmati e involontari<\/strong>&nbsp;sono associati a un rischio ancora pi\u00f9 elevato.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>\u201cOvviamente il riposino non va demonizzato, ma \u00e8 necessario riconoscere come la sonnolenza diurna frequente e non voluta possa essere un segnale di un sonno notturno non ristoratore o di disturbi come l\u2019apnea ostruttiva del sonno, che sappiamo aumentare il rischio di ictus &#8211; dichiara il&nbsp;<strong>Dottor Massimo Del Sette<\/strong>,&nbsp;<strong>Direttore U.O.C. Neurologia Policlinico San Martino di Genova.&nbsp;<\/strong>Il rischio aumentato \u00e8 stato osservato&nbsp;<strong>per tutte le principali tipologie di ictus \u2013 ischemico, emorragico e subaracnoideo\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019ictus arriva all\u2019improvviso, ma il rischio si costruisce spesso molto prima &#8211; conclude&nbsp;<strong>Andrea Vianello<\/strong>,&nbsp;<strong>Presidente di A.L.I.Ce. Italia Odv<\/strong>. Imparare ad ascoltare segnali apparentemente banali, come la stanchezza persistente o la tendenza ad addormentarsi durante il giorno, significa fare prevenzione. Prendersi cura del sonno e dello stress vuol dire invece prendersi cura del proprio futuro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Per A.L.I.Ce. Italia OdV, la prevenzione dell\u2019ictus non si limita al solo controllo dei fattori di rischio pi\u00f9 noti, come ipertensione, diabete o fumo, ma deve includere anche&nbsp;<strong>la qualit\u00e0 del sonno, la gestione dello stress e l\u2019attenzione alla sonnolenza diurna<\/strong>. L\u2019invito dell\u2019Associazione \u00e8 quindi a&nbsp;<strong>non sottovalutare pennichelle frequenti, prolungate o involontarie<\/strong>, soprattutto se recenti o in aumento, e a parlarne con il medico per una valutazione complessiva del rischio cardiovascolare e dei disturbi del sonno. Perch\u00e9 il cervello, spesso, lancia segnali molto prima che l\u2019ictus si manifesti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per maggiori informazioni<a href=\"http:\/\/www.aliceitalia.org\/\" target=\"_blank\"><strong>www.aliceitalia.org<\/strong><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A.L.I.Ce. Italia Odv<\/strong>&nbsp;\u00e8 una Federazione di associazioni di volontariato diffuse su tutto il territorio nazionale, oltre 80 tra sedi e sezioni regionali e locali, senza scopo di lucro, democratiche, apolitiche le quali, pur autonome e indipendenti nelle proprie attivit\u00e0, collaborano al raggiungimento di comuni obiettivi statutari a livello nazionale, tra cui:&nbsp;<strong><em>diffondere l\u2019informazione<\/em><\/strong>&nbsp;sulla&nbsp;<strong>curabilit\u00e0<\/strong>&nbsp;della malattia, sul&nbsp;<strong>tempestivo riconoscimento dei primi sintomi<\/strong>&nbsp;e sulle&nbsp;<strong>condizion<\/strong>i che ne favoriscono l\u2019insorgenza anche attraverso i media;&nbsp;<strong><em>sollecitare<\/em><\/strong>&nbsp;gli addetti alla programmazione sanitaria affinch\u00e9 provvedano ad&nbsp;<strong>istituire centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione<\/strong>&nbsp;delle persone colpite da ictus e ad attuare progetti concreti di screening;&nbsp;<strong><em>tutelare il diritto dei pazienti<\/em><\/strong>&nbsp;ad avere su tutto il territorio nazionale livelli di assistenza, uniformi ed omogenei.<\/p>\n\n\n\n<p>Loro peculiarit\u00e0 \u00e8 quella di essere le uniche ad essere formate da&nbsp;<strong>persone colpite da ictus, dai loro familiari e caregiver, da neurologi e medici esperti nella diagnosi e trattamento dell&#8217;ictus, medici di famiglia, fisiatri, infermieri, terapisti della riabilitazione, personale sociosanitario e volontari<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A.L.I.Ce. Italia<\/strong>&nbsp;\u00e8 membro della&nbsp;<strong>WSO<\/strong>,&nbsp;<em>World Stroke Organization<\/em>&nbsp;e di&nbsp;<strong>SAFE<\/strong>,&nbsp;<em>Stroke Alliance for Europe<\/em>, organizzazioni che riuniscono le Associazioni di persone colpite da ictus a livello mondiale ed europeo, diffondendo linee guida per la prevenzione, la miglior cura e la riabilitazione dell\u2019ictus, oltre che delle Societ\u00e0 Scientifiche&nbsp;<strong>ISA<\/strong>,&nbsp;<em>Italian Stroke Association<\/em>&nbsp;ed&nbsp;<strong>ESO<\/strong>,&nbsp;<em>European Stroke Organization<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2016&nbsp;<strong>A.L.I.Ce. Italia&nbsp;<\/strong>ha promosso la costituzione dell\u2019<strong>Osservatorio Ictus Italia&nbsp;<\/strong>insieme all\u2019Intergruppo Parlamentare sui Problemi Sociali dell\u2019Ictus, ISO, ESO, ISS &#8211; Dipartimento Malattie Cardiovascolari, Dismetaboliche e dell\u2019Invecchiamento dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 e SIMG &#8211; Societ\u00e0 Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie. L\u2019Osservatorio&nbsp;<strong>opera per favorire una maggiore consapevolezza sulle problematiche legate all\u2019ictus a livello istituzionale, sanitario-assistenziale, scientifico-accademico e sociale<\/strong>, in particolare sulle modalit\u00e0 di prevenzione e di cura di tale devastante malattia e si pone, come obiettivo condiviso, quello di far adottare in tutto il Paese criteri scientificamente basati e uniformi in materia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel novembre 2017, grazie all\u2019azione di&nbsp;<strong>A.L.I.Ce. Italia&nbsp;<\/strong>e dell\u2019<strong>Intergruppo Parlamentare sui Problemi Sociali dell\u2019Ictus<\/strong>, la XII Commissione Affari Sociali della Camera, ha approvato la&nbsp;<strong>Risoluzione sulla diagnosi e la prevenzione dell\u2019Ictus cerebrale:&nbsp;<\/strong>Governo e Parlamento sono chiamati a promuovere e sostenere il pi\u00f9 appropriato ed avanzato sistema di cura per l&#8217;ictus su tutto il territorio nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>A.L.I.Ce. Italia, promotrice e in prima linea fin dall\u2019inizio nel contribuire alla definizione di questo documento di straordinaria rilevanza, avr\u00e0 adesso il compito di&nbsp;<strong>stimolare e monitorare l&#8217;impegno dei servizi sanitari regionali<\/strong>&nbsp;nell&#8217;applicazione e nella rapida implementazione organizzativa delle misure specifiche, declinate in 19 punti, la cui attuazione \u00e8 stata gi\u00e0 promossa a livello del Governo nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel dicembre 2018, l\u2019Osservatorio Ictus ha presentato alla Camera i risultati del \u201c<strong>Rapporto sull\u2019Ictus in Italia. Una fotografia su prevenzione, percorsi di cura e prospettive<\/strong>\u201d, che offre per la prima volta una descrizione completa della patologia nel nostro Paese. Nel dicembre 2019, infine, l\u2019Osservatorio Ictus ha presentato il \u201c<strong>Manifesto sociale contro l\u2019ictus<\/strong>\u201d, una&nbsp;<em>call to action&nbsp;<\/em>in 10 mosse per richiamare l\u2019attenzione delle Istituzioni sul lavoro fondamentale ancora da fare, con la necessit\u00e0 di far collaborare Istituzioni, cittadini e societ\u00e0 scientifiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STRESS CRONICO, DISTURBI DEL SONNO NOTTURNO E PENNICHELLE INVOLONTARIE POSSONO RAPPRESENTARE SEGNALI PRECOCI DI RISCHIO PER IL CERVELLO Quando si parla di ictus cerebrale, la maggior parte delle volte l\u2019attenzione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":14964,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[775,772],"tags":[1701,700,2766,517],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14963"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14963"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14963\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14965,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14963\/revisions\/14965"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14964"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}