{"id":1756,"date":"2012-03-05T12:23:44","date_gmt":"2012-03-05T11:23:44","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=1756"},"modified":"2016-01-12T10:42:32","modified_gmt":"2016-01-12T09:42:32","slug":"incrociare-le-braccia-riduce-il-dolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/incrociare-le-braccia-riduce-il-dolore\/","title":{"rendered":"Incrociare le braccia riduce il dolore"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019importante scoperta, basata sulla localizzazione degli stimoli, trover\u00e0 presto applicazione nell\u2019ambito della terapia del dolore. <\/strong><br \/>\n<strong>Il cervello, a causa della difficolt\u00e0 nel localizzare uno stimolo quando le bracci a sono incrociate, percepisce lo stimolo dolorifico sulle mani come meno intenso.<\/strong><\/p>\n<p>Incrociare le braccia riduce la percezione del dolore. \u00e8 il risultato di uno studio condotto da un team di ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano- Bicocca e della University College London e pubblicato sulla rivista Pain. E&#8217; noto che la capacit\u00e0 di localizzare gli stimoli \u00e8 fondamentale per la sopravvivenza (e ancora di pi\u00f9 lo \u00e8 per gli stimoli dolorosi). Tuttavia, a causa di un conflitto che si crea tra due sistemi di riferimento spaziali diversi del cervello, tale capacit\u00e0 \u00e8 in parte ridotta quando le braccia sono incrociate tra loro. Il risultato di tale conflitto \u00e8 una diminuzione nella percezione del dolore. La scoperta potr\u00e0 avere applicazioni nell\u2019ambito della terapia del dolore, in particolare nei soggetti affetti da dolori cronici. \u00e8 stato infatti scoperto che il cervello, a causa della difficolt\u00e0 nel localizzare uno stimolo quando le braccia sono incrociate, percepisce lo stimolo dolorifico sulle mani come meno intenso. L\u2019esperimento \u00e8 stato condotto su venti volontari sani utilizzando delle stimolazioni laser che causavano un dolore simile ad una puntura. La registrazione del dolore \u00e8 stata fatta in due modi: tramite la misurazione dell\u2019attivit\u00e0 elettrica celebrare generata dagli stimoli e tramite delle valutazioni soggettive espresse dai volontari, utilizzando una scala di intensit\u00e0 da zero a cento. \u00e8 emerso che tutti i soggetti coinvolti nell\u2019esperimento hanno percepito gli stimoli come meno dolorosi quando le braccia erano incrociate rispetto a quando erano parallele. Inoltre, a braccia incrociate \u00e8 risultato che l\u2019attivit\u00e0 elettrica corticale generata dagli stimoli era ridotta. La notizia dello studio, condotto del Dipartimento di Psicologia dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano-Bicocca, in collaborazione con un team di ricerca internazionale, \u00e8 stata rilanciata anche sul sito della BBC.<br \/>\n\u201cI risultati di questo studio sembrerebbero suggerire che queste metodiche possano essere utilizzate con successo nell\u2019ambito della terapia del dolore. &#8211; afferma Alberto Gallace &#8211; <strong>Il nostro studio ha infatti messo in luce che confondere il cervello sulla localizzazione degli stimoli dolorosi ne attenua l\u2019intensit\u00e0<\/strong>. Tale riduzione non riguarda l\u2019attivit\u00e0 di aree sensoriali primarie, che si occupano soltanto di elaborare stimoli tattili o dolorosi, ma piuttosto le attivit\u00e0 corticali di pi\u00f9 alto livello (multisensoriali). Il nostro team sta gi\u00e0 conducendo in alcune strutture ospedaliere di Adelaide, in Australia, degli esperimenti in pazienti affetti da dolori cronici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019importante scoperta, basata sulla localizzazione degli stimoli, trover\u00e0 presto applicazione nell\u2019ambito della terapia del dolore. 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