{"id":2049,"date":"2012-05-09T09:54:53","date_gmt":"2012-05-09T07:54:53","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=2049"},"modified":"2016-01-12T10:42:23","modified_gmt":"2016-01-12T09:42:23","slug":"cellule-staminali-per-curare-lintestino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/cellule-staminali-per-curare-lintestino\/","title":{"rendered":"Cellule staminali per curare l&#8217;intestino"},"content":{"rendered":"<p><strong>Una scoperta scientifica apre nuove prospettive nel campo dei trapianti e la ricerca sulle malattie intestinali punta sulle cellule staminali.<\/strong><br \/>\n<em>Fonte: humanitasalute.it<\/em><\/p>\n<p>Un organo umano, un intestino, creato in laboratorio grazie all\u2019utilizzo di cellule staminali sia embrionali sia adulte. Secondo la rivista scientifica Nature, la scoperta degli scienziati del <strong>Cincinnati Children\u2019s Hospital Medical Center<\/strong> apre nuove possibilit\u00e0 sul fronte degli organi e dei tessuti \u201cin provetta\u201d da impiegare nei trapianti. \u201cSi tratta di un risultato importante, divulgato da una rivista tra le pi\u00f9 autorevoli &#8211; commenta il <strong>Dottor Silvio Danese<\/strong>, Responsabile Centro di Ricerca e Cura per le malattie inte<strong><img class=\"size-medium wp-image-2051 alignright\" title=\"colon2\" src=\"https:\/\/medwellness.thedigital.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/colon2-300x105.jpg\" alt=\"\" \/><\/strong>stinali di Humanitas -. Quello di poter creare organi \u2018di ricambio\u2019 per i trapianti \u00e8 l\u2019obiettivo di molti medici e ricercatori e la recente scoperta degli scienziati americani fa ben sperare in questo senso. Tuttavia \u00e8 presto per dire che siamo in grado di riprodurre organi interi. I ricercatori di Cincinnati sono infatti riusciti a far differenziare le cellule dell\u2019intestino \u2018in provetta\u2019, ma il percorso per ottenere tutte le singole strutture che compongono un organo cos\u00ec complesso e per riprodurne la funzionalit\u00e0 \u00e8 ancora lunga\u201d. Anche nel campo delle malattie infiammatorie croniche dell\u2019intestino (IBD) la ricerca sulle cellule staminali \u00e8 in fase avanzata. \u201cL\u2019European Group for Blood and Marrow Transplantation (Ebmt) sta portando avanti uno studio clinico che si chiama Astic e al quale contribuisce insieme ad altri centri europei anche Humanitas &#8211; aggiunge il Dottor Danese -. Si tratta di una sperimentazione che utilizza come terapia il <strong>trapianto di cellule staminali<\/strong> nei pazienti affetti da Morbo di Crohn, in particolare in quelli che non rispondono alle terapie tradizionali o ai farmaci biologici. I pazienti vengono pri<strong><\/strong>ma sottoposti a immunoablazione, viene cio\u00e8 azzerato il loro sistema immunitario, e poi trapiantati. Il trapianto avviene subito oppure dopo un anno dall\u2019immunoablazione, per poter valutare se i benefici al paziente derivano dal trapianto stesso oppure gi\u00e0 dall\u2019azzeramento del sistema immunitario. La prima paziente trattata in Humanitas \u00e8 stata trapiantata sei mesi fa e ha risposto in maniera positiva\u201d. <strong>Le malattie infiammatorie croniche intestinali<\/strong> (in inglese \u201cIBD\u201d, Inflammatory Bowel Disease) colpiscono pi\u00f9 di 4 milioni di persone nel mondo, e circa 200 mila solo in Italia. Fino a 10 anni fa le cure per queste malattie invalidanti erano poche, e i pazienti andavano incontro a ripetuti interventi chirurgici. Oggi invece farmaci diversi permettono di tenere sotto controllo l\u2019infiammazione: grazie alla ricerca, che negli ultimi anni ha compiuto importanti progressi e ha aperto la strada a prospettive terapeutiche innovative. Le IBD sono malattie a causa sconosciuta. L\u2019ipotesi patogenetica prevalente \u00e8 quella di una reazione immunologica abnorme da parte dell\u2019intestino nei confronti di antigeni (per esempio batteri normalmente presenti nell\u2019intestino). Questo squilibrio immunologico pu\u00f2 instaurarsi per un\u2019alterata interazione tra fattori genetici propri dell\u2019individuo e fattori ambientali. Le IBD presentano una certa \u201cfamiliarit\u00e0\u201d, ovvero la tendenza ad un maggior rischio nei parenti delle persone affette, ma non sono malattie ereditarie.\u00a0<strong>La malattia di Crohn<\/strong> comporta ulcerazioni della mucosa intestinale che lentamente diventano pi\u00f9 profonde e interessano gli altri strati dell\u2019intestino. Il Crohn pu\u00f2 interessare tutto il tratto digerente, dalla bocca all\u2019ano, e i sintomi variano in base alla sua localizzazione; dolore addominale, diarrea, febbre e calo di peso sono quelli pi\u00f9 frequenti. Si tratta di una malattia cronica, che col tempo pu\u00f2 andare incontro a complicanze, quali l\u2019occlusione intestinale, che possono comportare ripetuti interventi chirurgici di asportazione del tratto dell\u2019intestino malato o di resezione e ristabilimento del canale alimentare (stomia definitiva). Gli esami strumentali che permettono una corretta diagnosi delle IBD sono: la colonscopia con eventuale ileoscopia retrograda; la definizione del quadro anatomo-patologico delle biopsie intestinali mediante esame istologico; l\u2019ecografia addominale e dell\u2019intestino con radiografia del tenue, tac enteroclisi o risonanza magnetica addominale; gli esami ematici (emocromo ed indici di infiammazione).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una scoperta scientifica apre nuove prospettive nel campo dei trapianti e la ricerca sulle malattie intestinali punta sulle cellule staminali. 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