{"id":2054,"date":"2012-05-09T10:33:04","date_gmt":"2012-05-09T08:33:04","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=2054"},"modified":"2016-01-12T10:42:23","modified_gmt":"2016-01-12T09:42:23","slug":"lo-pneumococco-fa-paura-al-via-il-vaccino-coniugato-per-gli-over-50","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/lo-pneumococco-fa-paura-al-via-il-vaccino-coniugato-per-gli-over-50\/","title":{"rendered":"Lo pneumococco fa paura: al via il vaccino coniugato per gli over 50"},"content":{"rendered":"<p><strong>Una recente indagine del Censis definisce la polmonite come una patologia sottovalutata dagli italiani: solo 1 su 2 \u00e8 in grado di individuarne i fattori di rischio.<\/strong><br \/>\n<em>di Alessia Addari<\/em><\/p>\n<p>Via libera della Commissione Europea all\u2019estensione d\u2019uso di Prevenar13, vaccino coniugato 13 valente per le malattie causate dallo pneumococco negli over 50. \u00e8 la prima volta che un vaccino coniugato (gi\u00e0 utilizzato da 10 anni per la protezione dei bambini nei primi anni di et\u00e0) viene indicato anche per gli adulti: la coniugazione garantisce infatti una protezione efficace e duratura anche in coloro che, a causa dell\u2019et\u00e0, hanno difese immunitarie \u201cinvecchiate\u201d, per effetto di quello che gli specialisti definiscono \u201cimmunosenescenza\u201d. \u201cIl vaccino coniugato crea una memoria immunologica e genera una protezione che dura nel tempo. \u2013 afferma <strong>Paolo Bonanni, Dipartimento di Sanit\u00e0 Pubblica dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Firenze<\/strong> \u2013 Questo significa che basta un\u2019unica somministrazione per avere una produzione di anticorpi sufficientemente elevata e un\u2019immunit\u00e0 di lunga durata soprattutto negli adulti che, tra l\u2019altro, sono pi\u00f9 esposti al rischio di contrarre la polmonite da pneumococco in forma grave.\u201d Lo pneumococco \u00e8 in assoluto il patogeno pi\u00f9 frequentemente implicato nelle polmoniti, in qualunque fascia d\u2019et\u00e0. L\u2019infezione da pneumococco colpisce prevalentemente i bambini fino a 2 anni e, negli adulti, vede l\u2019incidenza salire dopo i 50 anni e raggiungere il suo picco dopo i 65. In questa fascia d\u2019et\u00e0, in particolare, \u00e8 responsabile fino al 60% di tutti i casi di polmonite. \u201cL\u2019infezione \u2013 spiega Francesco Blasi, Professore di Medicina Respiratoria dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano \u2013 pu\u00f2 presentarsi anche in forme gravi ed essere quindi associata ad un\u2019elevata mortalit\u00e0: circa l\u201980% delle patologie gravi causate dallo pneumococco negli adulti\/anziani sono polmoniti batteriemiche, in cui l\u2019infezione non resta confinata ai polmoni, ma invade anche il sangue, e tramite questo pu\u00f2 compromettere altri organi\u201d. Nel 2009 la polmonite ha rappresentato la 6\u00b0 causa di ospedalizzazione in Italia e, secondo i dati dell\u2019ISTAT nel 2008 ha causato il decesso di 6.905 persone con pi\u00f9 di 65 anni. I principali fattori di rischio per contrarre una patologia da pneumococco sono: l\u2019et\u00e0 (bambini e anziani), il fumo, la riduzione delle difese immunitarie e la presenza di malattie croniche cardiache, respiratorie e epatiche; altri fattori di rischio significativi sono il diabete e l\u2019insufficienza renale. Una recente indagine condotta dal Censis su un campione di 1.200 italiani dai 50 agli 80 anni mostra per\u00f2 come tali fattori di rischio siano largamente sottovalutati. Secondo lo studio, infatti, l\u201985% degli over 50 dichiara di non sentirsi anziano e solo 1 italiano su 2 percepisce la propria et\u00e0 o le comuni patologie croniche (es. malattie cardiovascolari e diabete) come fattori di rischio. Pertanto il 70% degli intervistati dichiara di non essere potenzialmente in teressato alla vaccinazione poich\u00e9 non si riconosce come soggetto a rischio. \u201cLa polmonite \u2013 afferma Ketty Vaccaro, Responsabile Settore Welfare del Censis \u2013 resta quindi confinata nella sua accezione popolare di malanno conseguente all\u2019esposizione al freddo e all\u2019aggravarsi dell\u2019influenza. Tuttavia rimane confermato il ruolo del medico di famiglia che per il 75,5% degli intervistati appare sempre determinante nell\u2019orientare la scelta alla vaccinazione\u201d. \u201cIn Italia, come del resto anche in Europa, non esiste di fatto una cultura dell\u2019immunizzazione per gli adulti tranne che per il vaccino anti-influenzale che in molte Regioni raggiunge una copertura del 75%. \u2013 afferma Michele Conversano, Gruppo di lavoro sui vaccini della Societ\u00e0 Italiana di Igiene (SItI) \u2013 Bisogna ricordare, invece, che la polmonite da pneumococco \u00e8 una patologia seria, non stagionale, infatti il batterio circola tutto l\u2019anno, e che pu\u00f2 essere efficacem<img class=\"size-full wp-image-2056 alignright\" title=\"pneumo2\" src=\"https:\/\/medwellness.thedigital.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/pneumo2.jpg\" alt=\"\" \/>ente prevenuta. Il vaccino anti-pneumococco rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 e ha il vantaggio di essere somministrato in un\u2019unica dose. Questo facilita enormemente l\u2019utente, i servizi pubblici e i medici che lo propongono. Certamente \u2013 conclude Conversano \u2013 \u00e8 importante accrescere ancora la cultura della prevenzione nell\u2019adulto sia presso il pubblico generale che tra i medici di famiglia per i quali sono necessari momenti di formazione, informazione e condivisione di obiettivi in quest\u2019area.\u201d<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Quell\u2019insidioso Batterio<\/strong><\/span><br \/>\n<em>Intervista a Francesco Blasi &#8211; Professore di Medicina Respiratoria dell\u2019 Universit\u00e0 degli Studi di Milano.<\/em><\/p>\n<p><strong>Lo pneumococco \u00e8 un batterio responsabile di diverse patologie. Quali sono e quali fasce d\u2019et\u00e0 risultano maggiormente esposte?<\/strong><br \/>\nL\u2019infezione da pneumococco \u00e8 molto diffusa e comprende una serie di affezioni invasive a carico dell\u2019alveo respiratorio: otiti, faringiti e forme pi\u00f9 profonde, come la polmonite e la riacutizzazione della bronchite cronica. Il batterio colpisce sostanzialmente due fasce di et\u00e0: i bambini e gli adulti sopra i 50 anni. Nei bambini, in particolare, lo pneumococco ha una frequenza di colonizzazione molto elevata, soprattutto nell\u2019et\u00e0 infantile quando cominciano a frequentare la scuola materna. Questa colonizzazione molto frequente, considerato il forte uso di antibiotici in et\u00e0 pediatrica, porta spesso alla selezione di ceppi di Streptococcus pneumoniae resistenti agli antibiotici, in particolare alla mpenicillina ed ai macrolidi. La presenza di ceppi resistenti crea cos\u00ec un circuito di patogeni con chi ha a che fare con i bambini, ovvero i genitori e i nonni, perch\u00e9 l\u2019infezione si trasmette molto facilmente mtramite le goccioline che noi emettiamo parlando, tossendo e starnutendo. Nei bambini, l\u2019elevata mincidenza di polmoniti da Streptococcus pneumoniae \u00e8 stata ridotta in maniera notevole dall\u2019introduzione del vaccino eptavalente, ed ancor di pi\u00f9 dal vaccino 13valente. La vaccinazione dei bambini ha inoltre indotto una riduzione delle infezioni anche nell\u2019adulto, con il cosiddetto \u201ceffetto gregge\u201d: vaccinare una parte della popolazione induce un effetto positivo anche nella parte di popolazione non vaccinata. Questo effetto si \u00e8 verificato in particolare laddove la vaccinazione dei bambini \u00e8 stata effettuata in maniera estensiva.<br \/>\n<strong>Lo pneumococco \u00e8 la principale causa di polmoniti. Qual \u00e8 la sua prevalenza e quali conseguenze pu\u00f2 avere, in particolare negli adulti e negli anziani?<\/strong><br \/>\nLo pneumococco \u00e8 in assoluto il patogeno pi\u00f9 frequentemente implicato nelle polmoniti, in qualunque fascia d\u2019et\u00e0 e setting di pazienti (non ospedalizzati, ospedalizzati o in terapia intensiva). Negli over 65, in particolare, \u00e8 responsabile del 20-60% di tutti i casi di polmonite, un dato la cui variabilit\u00e0 dipende esclusivamente dal tipo di test applicato per effettuare la diagnosi (coltura dell\u2019espettorato, emocoltura, ricerca dell\u2019antigene urinario e test pi\u00f9 sensibili come le metodiche di biologia molecolare). La polmonite \u00e8 un\u2019infezione che pu\u00f2 presentarsi anche in forme gravi ed essere quindi associata ad un\u2019elevata mortalit\u00e0. La presenza di ceppi resistenti agli antibiotici, in particolare, pu\u00f2 condizionare un andamento della malattia pi\u00f9 difficile. L\u2019associazione con un aumento della mortalit\u00e0 non \u00e8 in realt\u00e0 mai stata dimostrata, tuttavia aumentano le complicanze, come ad esempio la presenza di un versamento pleurico o di empiema, cio\u00e8 di pus all\u2019interno del cavo pleurico. L\u2019infezione da pneumococco nell\u2019et\u00e0 adulta vede l\u2019incidenza salire dopo i 50 anni e raggiunge il suo picco dopo i 65 anni. Da questo nasce la nuova indicazione alla vaccinazione negli adulti al di sopra dei 50 anni, per seguire la crescita della curva epidemiologica.<br \/>\n<strong>Oltre all\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0, quali sono i principali fattori di rischio che costituiscono indicazioni alla vaccinazione?<\/strong><br \/>\nI fattori di rischio coinvolti nell\u2019infezione sono tutti quelli che agiscono sulla risposta immunitaria. Anche le comorbilit\u00e0 hanno un ruolo importante, soprattutto quelle respiratorie, cardiovascolari em iatrogene (dovute cio\u00e8 ad altri trattamenti medici, come per esempio la splenectomia, ovvero l\u2019asportazione della milza e terapie con farmaci che riducono le risposte immunitarie come il cortisone) che inducono una ridotta resistenza agli agenti patogeni a livello delle vie aeree. Altri fattori di rischio significativi sono il diabete e le forme di insufficienza renale. Le indicazioni alla vaccinazione sono dunque simili a quelle del vaccino antinfluenzale, con la differenza che il vaccino anti-pneumococco \u00e8 consigliabile gi\u00e0 dai 50 anni, mentre quello antinfluenzale \u00e8 indicato dopo i 65 anni, anche se non \u00e8 sbagliato vaccinarsi prima, soprattutto in presenza di comorbilit\u00e0 importanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una recente indagine del Censis definisce la polmonite come una patologia sottovalutata dagli italiani: solo 1 su 2 \u00e8 in grado di individuarne i fattori di rischio. di Alessia Addari<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2055,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[11],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2054"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2054"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2054\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2058,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2054\/revisions\/2058"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2055"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2054"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2054"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2054"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}