{"id":2100,"date":"2012-05-22T12:16:26","date_gmt":"2012-05-22T10:16:26","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=2100"},"modified":"2016-01-12T10:42:21","modified_gmt":"2016-01-12T09:42:21","slug":"sindrome-metabolica-un-nuovo-concetto-di-prevenzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/sindrome-metabolica-un-nuovo-concetto-di-prevenzione\/","title":{"rendered":"Sindrome metabolica: un nuovo concetto di prevenzione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il cambiamento degli stili di vita, unitamente al progresso socio tecnologico, sta creando delle nuove patologie che nascono come effetto negativo della diminuzione del movimento, dall\u2019aumento della quantit\u00e0 di cibo assunto e dal sempre maggiore uso di carboidrati e grassi nella dieta.<\/strong><\/p>\n<p>a cura di Dott. Gianni Staffilano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 1998 la commissione consultiva del WHO ha definito che per Sindrome Metabolica (MS) si intende l\u2019associazione di ridotta tolleranza al glucosio o diabete di tipo 2 (insulino dipendente), unitamente ad altre due condizioni morbose tra ipertensione arteriosa, ipertrigliceridemia, e\/o diminuzione del Colesterolo HDL, obesit\u00e0 viscerale e microalbuminuria. Successivamente, nel 2001 negli Usa, si \u00e8 stabilito che per identificare la MS sono sufficienti la presenza nello stesso paziente di tre o pi\u00f9 delle seguenti alterazioni: Circonferenza vita &gt; 102 cm. Nei maschi, &gt;88 cm nelle femmine Glicemia a digiuno &gt; 110 mg\/dl; Ipertensione arteriosa con valori &gt; 130\/85; Ipertrigliceridemia &gt; 150; HDL colesterolo &lt; 50 mg\/dl nelle femmine e &lt; 40 mg\/dl nei maschi; Per chi ha dimestichezza con questi valori \u00e8 facile comprendere come i limiti sopra indicati siano inferiori a quelli ritenuti significativi per considerare una situazione patologica. Infatti il limite di pressione arteriosa non \u00e8 elevato a tal punto da poter parlare di ipertensione, il valore di glicemia di riferimento \u00e8 considerabile solamente sospetto per diagnosticare il diabete ecc. Parametri indicativi, dunque, che obbligano per\u00f2 i medici troppo conservatori a non ritenere normali soggetti in netto sovrappeso. La ricerca medica ha ormai dimostrato l\u2019associazione tra questa sindrome (cio\u00e8 superare almeno tre valori di riferimento) e lo sviluppo di alcune patologie come il diabete , problemi cardiovascolari, e condizioni di scarsa qualit\u00e0 della vita. \u00e8 quindi da considerare che tale condizione, considerata fino ad oggi non a rischio, potrebbe rappresentare, con un intervento poco adeguato, l\u2019anticamera di problemi assai pi\u00f9 gravi. Nel 2005 l\u2019IDF (International Diabetes Federation) ha proposto una nuova classificazione che mette in risalto l\u2019obesit\u00e0 come elemento essenziale nella definizione di MS, che altro non \u00e8 che una sommatoria di fattori di rischio cardiovascolare. Le cause sono multifattoriali e chiaramente legate sia a fattori ambientali (s.ipocinetica, disordini alimentari), ma anche a fattori genetico-metabolici e razziali. Nonostante si associ spesso a situazioni come sovrappeso e obesit\u00e0, non \u00e8 per\u00f2 necessario essere obesi per essere affetti da sindrome metabolica Fattore di rischio: obesit\u00e0\/grasso viscerale. Il fattore maggiormente associato a rischio cardiovascolare \u00e8 il diabete, che a sua volta condiziona la quantit\u00e0 e la distribuzione del grasso corporeo . Entrando nel dettaglio dalla ricerca scientifica, si rivela che l\u2019accumulo di peso sottoforma di grasso viscerale predispone a patologie cardiovascolari, al diabete e alla riduzione dell\u2019aspettativa vita. Quindi diabete come causa ma anche effetto della S. Metabolica. Il grandissimo risalto sul rischio dei pazienti affetti dal diabete viene evidenziato da innumerevoli protocolli di ricerca, che hanno evidenziato quanto detto e che stanno studiando i sistemi e protocolli terapeutici maggiormente efficaci sulla prevenzione e terapia. Quando, come ed in che modo agire? Il grasso normalmente si accumula a livello strutturale (grasso essenziale) e a livello di deposito (grasso di scorta). Quello essenziale \u00e8 presente in quantit\u00e0 pressoch\u00e9 costanti e si trova nel tessuto connettivo lasso (svolgendo funzione meccanica, di sostegno e connessione tra i vari organi), intorno ad organi ecc. Il grasso di scorta invece si distribuisce a livello intramuscolare (tra le fibre muscolari, ma \u00e8 difficilmente misurabile), sottocutaneo (cio\u00e8 quello sotto la cute) e viscerale. Ed \u00e8 proprio quest\u2019ultimo ad essere considerato pi\u00f9 pericoloso per la salute. La classica \u201cpancetta\u201dnon \u00e8 altro che l\u2019espressione di un elevato accumulo di grasso viscerale, ed \u00e8 risaputo da sempre che \u00e8 il punto pi\u00f9 difficile da ridurre anche in corso di regimi alimentari ferrei. Dunque, oltre allo stile alimentare bisogna intervenire con un accorto programma di training fisico. Stile di vita: sport ed alimentazione. Una certezza ci viene data da studi ormai pi\u00f9 che decennali riguardo l\u2019influenza dell\u2019attivit\u00e0 fisica nei confronti della fisiologia dell\u2019individuo. Quante sono le persone sportive che con una sana alimentazione improvvisamente in et\u00e0 adulta hanno iniziato a soffrire di sindrome metabolica? Nessuna! Gi\u00e0 negli anni 80 il nostro illustre maestro Professor L. Vecchiet, ci ha insegnato che avremmo dovuto considerare l\u2019attivit\u00e0 fisica alla stregua di un \u201cfarmaco\u201d, molto importante per potenza e versatilit\u00e0 d\u2019azione, ma con scarsissimi effetti indesiderati. L\u2019attivit\u00e0 fisica vista prevenzione e terapia era, infatti, gi\u00e0 il cardine di una conoscenza che negli ultimi anni si \u00e8 dimostrata essenziale anche in campi dove fino ad ora si era intervenuti solo con la farmacologia. Si \u00e8 visto infatti che soggetti ad esempio che abbinano alimentazione e sport in modo corretto , non soltanto non vanno incontro alla Sindrome Metabolica, ma hanno un miglioramento della fisiologia cardio vascolare, e comunque multi organica, e sembra addirittura una minor incidenza di ammalarsi di patologie neoplastiche. Alimentazione: nutri genomica. Attraverso l\u2019osservazione in gruppi omogenei della diversa risposta in termine di peso e massa grassa %, oltre che alla sua distribuzione corporea, \u00e8 nata una scienza nuova , la nutri genomica. Scienza che studia l\u2019espressivit\u00e0 di ciascun profilo genetico in relazione all\u2019alimentazione. Cio\u00e8, come la genetica pu\u00f2 influenzare gli effetti di una data alimentazione ( a parit\u00e0 di quantit\u00e0 di cibo, ci possono essere soggetti in sovrappeso o normopeso..) Ma anche come stili di vita sbagliati che, perpetrati in modo cronico, possono modulare l\u2019espressione genetica del singolo soggetto. Esiste gi\u00e0, quindi, una predisposizione di base (esempio gi\u00e0 studiato con alimentazione e gruppi sanguigni), nonostante stili di vita sbagliati possano, a lungo andare, modificare organismi \u201cgeneticamente\u201d non predisposti all\u2019obesit\u00e0.<img class=\"aligncenter size-full wp-image-2110\" title=\"sind2\" src=\"https:\/\/medwellness.thedigital.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/sind2.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p><strong>Tutto ci\u00f2 per contrastare gi\u00e0 in et\u00e0 giovanile coloro che nel corso della loro esistenza avranno una \u201ctendenza\u201d, geneticamente definita, ad andare incontro alla Sindrome Metabolica. Da qui \u00e8 nata l\u2019applicazione di alimentazione, sport (fitness metabolico) e profilassi con integratori di nuova generazione, in un connubio straordinariamente efficace, per combatt ere una batt aglia ancor prima dell\u2019arrivo del \u201cnemico\u201d.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cambiamento degli stili di vita, unitamente al progresso socio tecnologico, sta creando delle nuove patologie che nascono come effetto negativo della diminuzione del movimento, dall\u2019aumento della quantit\u00e0 di cibo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2109,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[26,12],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2100"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2100"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2100\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2347,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2100\/revisions\/2347"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2109"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}