{"id":2425,"date":"2012-07-19T12:23:15","date_gmt":"2012-07-19T10:23:15","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=2425"},"modified":"2016-01-12T10:42:12","modified_gmt":"2016-01-12T09:42:12","slug":"ictus-cerebrale-identificato-un-nuovo-gene-sentinella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/ictus-cerebrale-identificato-un-nuovo-gene-sentinella\/","title":{"rendered":"Ictus cerebrale: identificato un nuovo gene sentinella"},"content":{"rendered":"<p>Nel mondo ogni 40 secondi un individuo viene colpito da ictus, patologia che rappresenta tutt\u2019ora la terza causa di morte e la prima di invalidit\u00e0 permanente. Il numero di infarti cerebrali, in futuro, per\u00f2, potrebbe essere ridotto grazie ai risultati, pubblicati on line su Nature Genetics, di un <strong>grande studio internazionale focalizzato sulla ricerca delle cause genetiche dell\u2019ictus cerebrale ischemico.<\/strong><br \/>\nLo studio, promosso da un gruppo internazionale di scienziati appartenenti al The International Stroke Genetics Consortium ed al Wellcome Trust Case Control Consortium 2, ha analizzato un\u2019enorme massa di dati genetici di circa 50.000 persone di origine europea, delle quali circa 10.000 affetti da ictus ischemico. Lo studio ha ricevuto un contributo importante dal gruppo <strong>Malattie Cerebrovascolari della Fondazione Istituto Neurologico \u201cCarlo Besta\u201d, diretto da Eugenio Parat<\/strong>i, che, grazie alla comparazione con un gruppo di soggetti sani partecipanti allo studio Procardis presso il Dipartimento di Ricerca Cardiovascolare dell\u2019Istituto Mario Negri di Milano, diretto da Maria Grazia Franzosi, ha potuto confermare anche nella popolazione Italiana questo tratto genetico identificativo della patologia aterosclerotica dei grossi vasi. \u201cL\u2019analisi dei risultati \u2013 sostiene Giorgio Boncoraglio, della Fondazione Istituto Neurologico \u201cCarlo Besta\u201d, Responsabile per la parte italiana dello studio &#8211; ha permesso di identificare un nuovo polimorfismo, ovvero una differenziazione, nel gene HDAC9 sul cromosoma 7p21 associato all\u2019ictus cerebrale ischemico, in particolare in quei soggetti che sviluppano infarti cerebrali dovuti alla stenosi o all\u2019occlusione delle grosse arterie del collo e della testa (arterie carotidi, arterie vertebrali, arteria basilare). Questa scoperta &#8211; aggiunge Giorgio Boncoraglio -, apre una serie di possibilit\u00e0 applicative nella prevenzione dell\u2019ictus cerebrale e nella personalizzazione della terapia. Per i soggetti sani, per i quali si parla di prevenzione primaria, la conoscenza di un tratto genetico predisponente impone una maggior attenzione nel controllo dei fattori di rischio, quali il fumo, l\u2019obesit\u00e0, la mancanza di esercizio fisico, la pressione alta, il diabete o il colesterolo elevato, e della loro eventuale correzione farmacologica. La ricerca ha inoltre evidenziato una eterogeneit\u00e0 genetica nei diversi sottotipi di ictus ischemico che, con ulteriori studi, potrebbe portare all\u2019identificazione di nuove e pi\u00f9 mirate terapie per i soggetti malati, verso i quali va adottata una prevenzione secondaria\u201d.<\/p>\n<p>&#8220;Ad oggi l\u2019ictus rappresenta un problema medico-sociale gravissimo e largamente irrisolto, nonostante i recenti progressi nell\u2019ambito di diagnosi precoce, terapia trombo litica, creazione di stroke unit e riabilitazione. La sua incidenza, inoltre, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione \u00e8 in continuo aumento\u201d. Maria Grazia Franzosi &#8211; Dipartimento di Ricerca Cardiovascolare dell\u2019Istituto Mario Negri di Milano&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mondo ogni 40 secondi un individuo viene colpito da ictus, patologia che rappresenta tutt\u2019ora la terza causa di morte e la prima di invalidit\u00e0 permanente. 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