{"id":2482,"date":"2012-07-23T11:18:04","date_gmt":"2012-07-23T09:18:04","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=2482"},"modified":"2016-01-12T10:42:11","modified_gmt":"2016-01-12T09:42:11","slug":"alla-scoperta-di-una-malattia-insospettabile-l-ipotiroidismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/alla-scoperta-di-una-malattia-insospettabile-l-ipotiroidismo\/","title":{"rendered":"Alla scoperta di una malattia insospettabile: ipotiroidismo"},"content":{"rendered":"<p><em>Di Alessia Addari<\/em><\/p>\n<p><strong>Una malattia prevalentemente al femminile, che colpisce il 7-8% delle donne in premenopausa e arriva al 10-15% nel periodo post-menopausale, andando ad aggravare e a confondersi con alcuni disturbi tipici di questo periodo quali, irritabilit\u00e0, aumento del peso, perdita della memoria, difficolt\u00e0 di concentrazione, insonnia, dolori muscolari.<\/strong><\/p>\n<p>Appena 1 italiano su 5 conosce le malattie della tiroide, che colpiscono milioni di nostri connazionali. \u00c8 il primo dato che emerge dall\u2019indagine DOXA condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana di et\u00e0 superiore a 15 anni. L\u2019ipotiroidismo, la patologia tiroidea pi\u00f9 diffusa, da solo riguarda il 5% della popolazione italiana, un dato analogo, ad esempio, a una malattia come il diabete (4,9% gli Italiani che ne soffrono, secondo l\u2019ISTAT) giustamente oggetto di una grande attenzione sociale. Stiamo, infatti, parlando di oltre 2,5 milioni di persone. Tra gli intervistati da Doxa che affermano di conoscere le malattie della tiroide, spesso (51%) \u00e8 ancora presente un\u2019immagine da vecchie tavole anatomiche, con gozzi enormi che non si vedono pi\u00f9 e occhi sporgenti (37%), simili alle immagini cinematografiche di Marty Feldman. Queste immagini allontanano dal riconoscimento della reale importanza delle malattie della tiroide. Infatti, l\u2019ipotiroidismo \u00e8 ritenuto una malattia seria e limitante solo dal 7% degli italiani mentre in realt\u00e0 1 paziente su tre dichiara di soffrire di importanti disagi fisici. Una malattia apparentemente facile da riconoscere (secondo il 46% degli intervistati) viene in realt\u00e0 diagnosticata nella maggior parte dei casi molto tempo dopo l\u2019inizio dei primi sintomi, giustificando l\u2019appellativo di \u201cmalattia insospettabile\u201d, proprio perch\u00e9 si pensa all\u2019ipotiroidismo solo dopo aver escluso tutte le altre possibili malattie. Anche i dati sulla prevenzione inducono a riflettere, con il 70% degli italiani che dichiara di non aver mai fatto un controllo della funzionalit\u00e0 della tiroide. \u201cQuando la tiroide non funziona, tutto l\u2019organismo va in sofferenza\u201d &#8211; spiega Aldo Pinchera, studioso di fama internazionale, Professore Emerito di Endocrinologia, Universit\u00e0 di Pisa. \u201cLa tiroide contribuisce a regolare i processi metabolici, la contrattilit\u00e0 cardiaca, il tono dei vasi, i livelli di colesterolo, il peso corporeo, la forza muscolare, il trofismo della pelle e dei capelli, il ritmo delle mestruazioni, lo stato mentale e ancora tante altre funzioni: un delicato motore che deve lavorare al meglio per mantenere in perfetto equilibrio l\u2019organismo. Per questo motivo \u00e8 consigliato eseguire le prove di funzionalit\u00e0 tiroidea con una semplice analisi del sangue nei soggetti a rischio, quando c\u2019\u00e8 familiarit\u00e0, e in et\u00e0 neonatale o in gravidanza.<br \/>\n<strong>Con questo obiettivo ogni anno promuoviamo la Settimana della Tiroide, che nel 2012 si svolger\u00e0 dal 18 al 25 maggio, con iniziative dedicate proprio all\u2019informazione e alla prevenzione.<\/strong><br \/>\nTrattare bene l\u2019ipotiroidismo e in genere tutte le malattie della tiroide \u00e8 cruciale in gravidanza. &#8211; conclude il <strong>Professor Pinchera<\/strong> &#8211; Va anche sottolineata l\u2019estrema importanza della prevenzione e, in particolare, la corretta nutrizione in termini di iodio, soprattutto, e non solo, nella donna gravida. Il tema della iodioprofilassi sar\u00e0 al centro delle manifestazioni della settimana mondiale della tiroide indetta per la fine di maggio con il titolo <strong>La tiroide \u00e8 donna \u2013 La tiroide e la gravidanza<\/strong>\u201d. \u201cQuando la tiroide lavora poco, come appunto nell\u2019ipotiroidismo, anche le funzioni dell\u2019organismo rallentano\u201d &#8211; dice <strong>Paolo Vitti, Professore ordinario di Endocrinologia, Universit\u00e0 di Pisa<\/strong>. \u201cDi conseguenza si notano frequenza cardiaca pi\u00f9 lenta, facile sensazione di freddo e stanchezza, pelle pi\u00f9 secca, gonfiori, memoria pi\u00f9 labile, riflessi lenti, depressione e stitichezza. In 90 casi su cento, si tratta di una forma lieve, in grado di provocare sintomi sfumati. Per stabilire se nel sangue le quantit\u00e0 di ormoni tiroidei sono normali o alterate, occorre dosare T3, T4 e l\u2019ormone tireostimolante TSH. Quest\u2019ultimo \u00e8 prodotto da un\u2019altra ghiandola endocrina, l\u2019ipofisi, situata alla base del cervello, che ha il compito di controllare a sua volta l\u2019attivit\u00e0 della tiroide. Quando gli ormoni tiroidei aumentano nel sangue, l\u2019ipofisi produce meno TSH nel tentativo di ridurre l\u2019attivit\u00e0 tiroidea; se invece diminuiscono, ne produce quantit\u00e0 maggiori per stimolare la tiroide a lavorare di pi\u00f9. Per sostituire o integrare l\u2019ormone che la tiroide non produce e riportare a valori normali il T4 e il TSH e normalizzare le funzioni del corpo, \u00e8 necessario assumere farmaci a base di tiroxina (ormone tiroideo) in dosi che il medico stabilisce paziente per paziente\u201d.<br \/>\n<strong>I SINTOMI<\/strong><br \/>\nL\u2019ipotiroidismo si associa in modo caratteristico ad un rallentamento generalizzato delle funzioni corporee. Si osserva un rallentamento dell\u2019attivit\u00e0 fisica e di quella mentale, della funzione cardiovascolare, di quella gastrointestinale e di quella neuromuscolare. I sintomi tendono ad apparire gradualmente, nell\u2019arco di un lungo periodo di tempo. Il rallentamento del metabolismo negli anziani viene considerato un cambiamento naturale dovuto all\u2019et\u00e0; pertanto, una condizione di ipotiroidismo senile risulta spesso misconosciuta. I sintomi tipici dell\u2019ipotiroidismo sono: \u2022sensazione di freddo \u2022depressione, sbalzi d\u2019umore \u2022rallentamento del ritmo cardiaco \u2022sonnolenza diurna, anche dopo aver dormito tutta la notte \u2022stanchezza e affaticamento per attivit\u00e0 lieve, crampi e indolenzimento muscolare \u2022difficolt\u00e0 di concentrazione \u2022aumento di peso \u2022alterazioni del ciclo mestruale \u2022gonfiore diffuso da ritenzioni idrica \u2022stipsi \u2022cute secca e ruvida \u2022gonfiore del viso \u2022voce rauca \u2022caduta dei capelli, capelli secchi e fragili \u2022perdita di memoria (nelle persone anziane pu\u00f2 rappresentare l\u2019unico segno di ipotiroidismo) \u2022ritardo nella crescita e nello sviluppo quando la patologia si manifesta nell\u2019infanzia Questi sintomi possono peggiorare nel tempo man mano che la funzione della tiroide si va deteriorando, sino a giungere, negli stadi pi\u00f9 avanzati di malattia al, coma. A peggiorare il quadro clinico c\u2019\u00e8 un possibile atteggiamento del malato ad \u201cadattarsi\u201d e ad accettare una \u201cvita al rallentatore\u201d.<br \/>\n<strong>LE CAUSE<\/strong><br \/>\nLe cause principali di ipotiroidismo sono rappresentate da:<br \/>\n\u2022 Malattie autoimmuni. Accade quando il sistema immunitario che protegge il corpo dall\u2019invasione di infezioni scambia le cellule della tiroide ed i loro enzimi per invasori e li attacca. Di conseguenza la tiroide sotto attacco non \u00e8 pi\u00f9 in grado di produrre abbastanza ormoni. La tiroidite autoimmune, pi\u00f9 comune nelle donne che negli uomini, pu\u00f2 iniziare improvvisamente o pu\u00f2 svilupparsi lentamente nel corso degli anni. Le forme pi\u00f9 comuni sono la tiroidite di Hashimoto e la tiroidite atrofica.<br \/>\n\u2022 Rimozione chirurgica di parte o di tutta la tiroide. Alcune persone con noduli alla tiroide, od altre gravi malattie necessitano dell\u2019asportazione di parte o di tutta la tiroide. Se viene rimossa l\u2019intera tiroide, si stabilisce una condizione di ipotiroidismo. Se viene lasciata parte della ghiandola, questa potrebbe essere in grado di produrre abbastanza ormoni tiroidei da mantenere normali i valori del sangue.<br \/>\n\u2022 Radiazioni. Alcune persone con malattie gravi, gozzo nodulare o cancro alla tiroide, vengono curate con iodio radioattivo allo scopo di rendere inattiva la tiroide. Tutti questi pazienti possono perdere parte o tutta la funzione della tiroide.<br \/>\n\u2022 Ipotiroidismo congenito (cio\u00e8 presente fin dalla nascita). Alcuni bambini nascono senza la tiroide o con una ghiandola formata solo parzialmente. Alcuni hanno parte o tutta la tiroide nel posto sbagliato (tiroide ectopica).<br \/>\n\u2022 Tiroidite. La tiroidite \u00e8 un\u2019infiammazione della tiroide, causata, di solito, da un attacco autoimmune o da un\u2019infezione virale. La tiroidite pu\u00f2 far scaricare il suo intero \u201crifornimento\u201d di ormoni tiroidei nel sangue nello stesso tempo, causando un ipertiroidismo breve, seguito da una fase in cui la tiroide diventa ipoattiva come risposta.<br \/>\n\u2022 Farmaci come l\u2019amiodarone, il litio, l\u2019interferone alfa e l\u2019interleukina-2 possono impedire alla ghiandola tiroidea di produrre ormoni normalmente. Questi farmaci possono causare ipotiroidismo. \u2022 Iodio, in eccesso o in difetto. La tiroide deve avere iodio a sufficienza per poter produrre gli ormoni tiroidei. Lo iodio viene introdotto nell\u2019organismo con il cibo e arriva attraverso il sangue alla tiroide. Assumere troppo iodio tuttavia pu\u00f2 causare o peggiorare l\u2019ipotiroidismo.<br \/>\n\u2022 Danni all\u2019ipofisi. L\u2019ipofisi regola la produzione ormonale della tiroide. Quando l\u2019ipofisi \u00e8 danneggiata da un tumore, radiazioni o intervento chirurgico, potrebbe non essere pi\u00f9 capace di dare correttamente istruzioni alla tiroide e questa, a sua volta, potrebbe smettere di produrre ormoni a sufficienza.<br \/>\n\u2022 Rari disturbi alla tiroide. In alcune persone, a causa di rare malattie, si depositano nella tiroide sostanze anomale, danneggiandone la funzionalit\u00e0. Ad esempio l\u2019amiloidosi pu\u00f2 depositare proteine amiloidi, o l\u2019emocromatosi pu\u00f2 depositare ferro.<br \/>\n<strong>DIAGNOSI<\/strong><br \/>\nLa corretta diagnosi dell\u2019ipotiroidismo \u00e8 fatta valutando i sintomi, l\u2019anamnesi medica e di famiglia, il controllo della tiroide, la valutazione dei sintomi oggettivi presenti (quali pelle secca, riflessi e battito cardiaco lenti) e il controllo dei parametri ematici di TSH, FT4, FT3 attraverso dei semplici esami del sangue. In caso di diagnosi positiva \u00e8 importante avvertire i membri della propria famiglia poich\u00e8 le malattie della tiroide possono essere ereditarie.<br \/>\n<strong>LA TERAPIA<\/strong><br \/>\nL\u2019ipotiroidismo \u00e8 trattato con una terapia a base di ormoni tiroidei, ovvero di levotiroxina. Si tratta di un trattamento integrativo: il paziente assume quella quantit\u00e0 di ormone che il suo organismo non \u00e8 in grado di produrre autonomamente. Generalmente si inizia con una piccola dose che viene in seguito gradualmente aumentata fino al raggiungimento della dose appropriata. Stabilita la dose ottimale \u00e8 indispensabile controllare la funzionalit\u00e0 tiroidea periodicamente per valutare la costante adeguatezza della terapia. Un\u2019assunzione appropriata di levotiroxina \u00e8 praticamente priva di effetti collaterali e la maggior parte delle persone in terapia \u00e8 in grado di condurre una vita assolutamente normale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Alessia Addari Una malattia prevalentemente al femminile, che colpisce il 7-8% delle donne in premenopausa e arriva al 10-15% nel periodo post-menopausale, andando ad aggravare e a confondersi con<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8695,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[71],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2482"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2482"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2482\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2556,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2482\/revisions\/2556"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8695"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2482"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2482"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2482"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}