{"id":2683,"date":"2012-07-30T11:38:00","date_gmt":"2012-07-30T09:38:00","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=2683"},"modified":"2016-01-12T10:41:39","modified_gmt":"2016-01-12T09:41:39","slug":"quello-che-i-bambini-non-dicono-la-comunicazione-attraverso-il-disegno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/quello-che-i-bambini-non-dicono-la-comunicazione-attraverso-il-disegno\/","title":{"rendered":"Quello che i bambini non dicono: la comunicazione attraverso il disegno"},"content":{"rendered":"<p><em>a cura di Dottoressa Laura Di Marino, specialista in psicologia e psicoterapia<\/em><\/p>\n<p><strong>\u201cHo chiesto ad un bambino cosa fosse un disegno e lui mi ha risposto: un\u2019idea con intorno una linea\u201d B. Bozzetto<\/strong><\/p>\n<p>I<strong>n et\u00e0 pre-linguistica il disegno \u00e8 lo strumento espressivo utilizzato dal bambino. <\/strong>Lo sviluppo del grafismo infantile \u00e8 dipendente dalla capacit\u00e0 di controllo della motricit\u00e0 della mano, dallo sviluppo della vista e dalla coordinazione occhiomano. Inoltre lo sviluppo del linguaggio influisce significativamente sulla produzione grafica, in quanto difficilmente il bambino disegna spontaneamente oggetti che non \u00e8 in grado di denominare. Lo sviluppo del disegno infantile Intorno ai 18-20 mesi si hanno i primi tentativi grafici dei bambini ed i segni della matita, gli scarabocchi, sono caratterizzati dalla grande carica energetica che a questa et\u00e0 sovrasta di molto il limitato controllo motorio del bambino.<br \/>\n<strong>Intorno ai 2 anni<\/strong> il bambino si accorge che c\u2019\u00e8 un rapporto tra i suoi movimenti e i segni ottenuti e comincia a fare a suo piacimento linee verticali, orizzontali o circolari, l\u2019intenzione di controllare il gesto \u00e8 resa possibile dalla maturazione motoria e la matita viene mossa con movimenti guidati dallo sguardo.<br \/>\n<strong>Intorno ai 3 anni<\/strong> il bambino il bambino entra nella fase \u201cdello scarabocchio a significato\u201d ossia comincia a dare un nome al suo scarabocchio, gli attribuisce quindi dei significati disegnando non pi\u00f9 per il solo piacere del movimento ma per rappresentare sensazioni interne vissute intensamente. E\u2019 solo verso la fine del terzo anno di vita che i bambini iniziano a disegnare figure che assomigliano ad abbozzi di casa e di sole, tratteggiati seguendo il bordo del foglio.<br \/>\n<strong>Intorno ai 4 anni<\/strong> inizia la fase figurativa in cui gli scarabocchi acquistano organicit\u00e0 ed il loro significato \u00e8 comprensibile anche all\u2019adulto, emergono le prime schematiche figure umane.<br \/>\n<strong>Intorno ai 4 e i 5 anni<\/strong> il bambino disegna il primo abbozzo di tronco e spesso ci mette l\u2019ombelico, superata questa fase l\u2019omino \u00e8 riconoscibilissimo e oltre agli occhi, al naso e alla bocca, c\u2019\u00e8 il tronco da cui spuntano le braccia e le gambe, per ultime compaiono le orecchie e l\u2019occhio acquista il suo contorno portando nel centro il segno della pupilla. Il tronco si allunga e si allarga fino a diventare pi\u00f9 ampio della testa, le gambe e le braccia sono bidimensionali e qualche volta appaiono cenni di vestiario, con l\u2019omino quasi sempre rappresentato in posizione verticale.<br \/>\n<strong>Intorno ai 6 anni<\/strong> lo schema mentale che il bambino ha del proprio corpo \u00e8 pi\u00f9 completo e per questo l\u2019omino si arricchisce del collo e di due mani al fondo delle braccia. Generalmente le bambine includono nei loro disegni un maggior numero di dettagli (riferiti sia alla persona che all\u2019ambiente, come ad esempio fiori, giocattoli, animali) e la linea che rappresenta la terra, questa ambientazione che trasforma l\u2019omino anonimo in un personaggio \u00e8 indice di maturit\u00e0 e il fatto che le femmine la presentino in misura maggiore dei maschi \u00e8 in relazione alla effettiva precocit\u00e0 delle bambine di questa et\u00e0 rispetto ai loro coetanei maschi. Inoltre \u00e8 tipico di questo periodo l\u2019\u201deffetto trasparenza\u201d ossia il bambino riporta ci\u00f2 che per lui ha pi\u00f9 importanza e significato. Se per lui sono importanti sia l\u2019interno che l\u2019esterno della casa li disegna entrambi.<br \/>\n<strong>Intorno agli 8 anni<\/strong> compaiono i primi elementi spaziali di tipo \u201ceuclideo\u201d, cio\u00e8 il rispetto delle dimensioni reciproche tra gli elementi rappresentati, delle distanze o della prospettiva.<br \/>\n<strong>Intorno ai 9 anni<\/strong> si manifesta la \u201cfase della complessit\u00e0\u201d in cui il bambino diventa abile a raggruppare, categorizzare e ordinare secondo categorie logiche, riflettendo in seguito queste elaborazioni mentali nelle rappresentazioni grafiche con semplicit\u00e0 e spontaneit\u00e0.<br \/>\n<strong>Dai 10 ann<\/strong>i in avanti si manifestano graduali cambiamenti che testimoniano i progressi nella maturazione percettiva ed intellettiva e la rinnovata sensibilit\u00e0 nel rappresentare l\u2019esperienza. Intorno agli undici anni si ha un ulteriore progresso nelle rappresentazioni: i particolari e le sfumature sono dominanti, si esprime una certa prospettiva e la tridimensionalit\u00e0, avviene la personalizzazione delle figure umane caratterizzandone l\u2019espressione del viso e le caratteristiche sessuali, c\u2019\u00e8 la morbidezza delle linee per mostrare particolari oggetti e\/o avvenimenti, e poi l\u2019emergere dello spirito critico e quindi una risultante Immagine che tiene conto del mondo affettivo ed emotivo ormai evoluto del ragazzino.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Come osservare un disegno<\/strong><\/span><\/p>\n<p>L\u2019attenta analisi del disegno infantile pu\u00f2 dunque fornire un aiuto importante nella ricerca degli indicatori emotivi del bambino. Nell\u2019esaminare un disegno infantile bisogna prima di tutto tenere conto dell\u2019ambiente socio-culturale in cui il bambino \u00e8 cresciuto, del grado di sviluppo della sua tecnica grafica e del fatto che, fino all\u2019et\u00e0 di cinque-sei anni, egli \u00e8 portato a raffigurare le cose non per come le vede ma per come le conosce (realismo intellettuale). Una complessa simbologia indica in quali elementi grafici si possono ricercare le tracce di un disagio, di un malessere o forse solo di un carattere difficile: dal modo in cui il bambino occupa lo spazio nel foglio (che esprime le relazioni tra soggetto e ambiente circostante) alla qualit\u00e0 del tracciato delle linee e dei segni. Se il disegno ad esempio tende ad espandersi sul foglio il bambino dimostra di essere intelligente, vivace, portato all\u2019iniziativa e all\u2019entusiasmo. Se al contrario viene usata soltanto una piccola parte dello spazio, il bambino mostra paura, mancanza di sicurezza. Un disegno concentrato nella parte bassa del foglio denota senso pratico; se invece occupa la parte alta, sar\u00e0 indice di un soggetto dall\u2019intelligenza fantasiosa, ma timido e con la testa fra le nuvole. Ci sono poi altri particolari che possono fornire importanti informazioni: l\u2019orientamento degli elementi grafici verso la parte sinistra del foglio indica la ricerca della protezione materna, ma anche malinconia e introversione; verso destra, rappresenta fiducia nel futuro e un maggiore legame con il padre; le figure piccole rappresentano intelligenza acuta, attenta ai particolari, quelle grandi un\u2019intelligenza pi\u00f9 intuitiva e sommaria. Se le figure rappresentate sono chiare e ben definite, il bambino \u00e8 ubbidiente e tranquillo, se incompiute, \u00e8 capriccioso ed impulsivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Dottoressa Laura Di Marino, specialista in psicologia e psicoterapia \u201cHo chiesto ad un bambino cosa fosse un disegno e lui mi ha risposto: un\u2019idea con intorno una<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3292,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9,1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2683"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2683"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2683\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3293,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2683\/revisions\/3293"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3292"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2683"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2683"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2683"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}