{"id":2720,"date":"2012-08-06T10:29:11","date_gmt":"2012-08-06T08:29:11","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=2720"},"modified":"2016-01-12T10:41:38","modified_gmt":"2016-01-12T09:41:38","slug":"dieta-oloproteica-liposuzione-mirata-senza-bisturi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/dieta-oloproteica-liposuzione-mirata-senza-bisturi\/","title":{"rendered":"Dieta oloproteica, liposuzione mirata senza bisturi"},"content":{"rendered":"<p><em>Introduzione del Professore Giuseppe Castaldo<\/em><\/p>\n<p><strong>Sovrappeso e obesit\u00e0<\/strong> sono problemi sempre pi\u00f9 diffusi e da anni gli sforzi della medicina si sono concentrati nella ricerca rimedi adeguati, anche la dieta oloproteica va in questa direzione e rappresenta una vera e propria terapia, molto efficace nella cura del soprappeso e dell\u2019obesit\u00e0. I fondamenti teorici di questa dieta sono gli studi del <strong>Prof. Blackburn della Harvard University<\/strong> che, studiando i fenomeni metabolici che si presentano durante il digiuno, ha determinato con precisione i bisogni proteici dell\u2019organismo e ha dimostrato che una privazione calorica (cio\u00e8 un\u2019assenza completa di carboidrati) pu\u00f2 neutralizzare l\u2019effetto anabolico dell\u2019insulina sul metabolismo dei grassi, cio\u00e8 in altre parole l\u2019accumulo di adipe. Infatti senza insulina \u00e8 interferita la lipogenesi (la sintesi del grasso). <strong>Osservando i fenomeni che si verificano nel digiuno assoluto,<\/strong> Blackburn ha appurato che apportando delle piccole quantit\u00e0 di proteine si ottenevano dei leggeri cambiamenti nella risposta metabolica ed era possibile neutralizzare il bilancio azotato negativo (frutto della distruzione delle proteine), quindi i pericoli del digiuno assoluto potevano essere eliminati ingerendo delle proteine prive di carboidrati. Nel corso di questi studi Blackburn ha calcolato con precisione la quantit\u00e0 di proteine da assumere durante il digiuno per proteggere la massa magra ed \u00e8 arrivato alla conclusione che essa debba oscillare da 1,2 a 1,5 g per chilo di peso ideale (considerando che il fabbisogno normale giornaliero \u00e8 di 1 gr.). Ha dimostrato dunque che \u00e8 possibile raggiungere risultati importanti senza gli eccessi di proteine caratteristici delle diete iperproteiche ed \u00e8 nata cos\u00ec la dieta proteica di Blakburn che protegge l\u2019equilibrio azotato, la massa magra, e cancella la fame grazie allo stato di chetosi che l\u2019accompagna. Partendo dagli studi di Blakburn \u00e8 stata ideata e successivamente perfezionata alla fine degli anni \u201890 la Dieta Olioproteica. La dieta oloproteica \u00e8 stata elaborata da un equipe di studiosi italiani con a capo <strong>il Prof. Giuseppe Castaldo, responsabile U.O. di Dietologia e Nutrizione Clinica A.O.R.N. e di Alta Specialit\u00e0 \u201cSan Giuseppe Moscati\u201d di Avellino, che ha coniato per lei il termine di \u201cliposuzione alimentare\u201d,<\/strong> caratterizzata dai seguenti elementi innovativi: 1) utilizzo di aminoacidi stimolanti la sintesi del GH e di sieroproteine purificate con un apporto pari a 1,4 g per chilo di peso ideale in entrambi i sessi 2) una quota di glucidi oscillante tra i 10 e 20 g al giorno (sono i glucidi presenti nelle verdure) ed una quota di lipidi pari a 10 g al giorno (2 cucchiaini di olio extravergine di oliva) 3)assunzione delle quote proteiche per il 50% con specifici integratori e per l\u2019altro 50% con alimenti selezionati 4) durata di 21 al fine di ottenere una efficacia terapeutica senza effetti collaterali 5) integrazione con minerali alcalinizzanti per modulare l\u2019acidosi metabolica e le sue conseguenze cliniche determinate dalla produzione di sostanze acide quali i corpi chetonici 6) integrazione precisa di minerali ( in particolare potassio, magnesio e calcio) che vengono significativamente perduti durante il processo chetogenetico 7) supplementazione secondo un preciso protocollo di oligoelementi, vitamine, FOS, omega3, fitoterapici ad azione drenante ed uricosurica, epatoprotettiva e modulante l\u2019ipertono simpatico determinato frequentemente da tali tipologie dietetiche 8) inserimento della dieta oloproteica in un metodo dimagrante che prevede oltre la dieta oloproteica anche l\u2019utilizzo di diete ipocaloriche che si ispirano alla dieta mediterranea al fine di migliorare e stabilizzare il dimagrimento ed attuare un programma di rieducazione alimentare. Con la dieta oloproteica si ha la diminuzione del glucosio con conseguente attivazione del catabolismo dei trigliceridi presenti negli adipociti (cellule del grasso). La lipoproteinlipasi (un enzima in grado di scindere i trigliceridi) idrolizza i trigliceridi in acidi grassi e glicerolo, il glicerolo \u00e8 ossidato a livello del fegato in glucosio, il 40% degli acidi grassi prodotti vengono utilizzati direttamente nel lavoro muscolare, mentre l\u2019altro 60% subisce una betaossidazione a livello epatico con la formazione di Acetil-CoA. Dalla successiva sintesi di due molecole di Acetil-CoA si forma l\u2019acido acetacetico, questo si trasforma in acetone ed acido beta-idrossi-butirrico. Questi tre composti vengono denominati corpi chetonici. La formazione dei corpi chetonici produce molti effetti positivi nell\u2019organismo: forniscono l\u2019energia di cui ha bisogno nel corso della cura dietetica (si sostituiscono, come carburante, al glucosio), inoltre facilitano l\u2019utilizzazione degli acidi grassi liberi da parte del cervello, che trasforma la sua fonte energetica utilizzando per l\u201980% del suo metabolismo i corpi chetonici che sono trasportati dal sangue e che passano le membrane cellulari liberamente fornendo energia alle cellule. In pratica l\u2019organismo utilizza un carburante di riserva (i corpi chetonici) che attinge direttamente dal grasso accumulato, senza intaccare minimamente la massa magra. Durante la cura, l\u2019apporto quasi esclusivo di proteine che rappresenta un apporto calorico molto basso, obbliga l\u2019organismo ad utilizzare le proprie riserve di grasso (carburante di riserva). La formazione dei corpi chetonici \u00e8 la chiave metabolica che permette, sciogliendo il grasso, di ottenere i migliori risultati senza carenze energetiche e in perfetto benessere. I corpi chetonici non svolgono soltanto un ruolo energetico, infatti essi vengono utilizzati dal cervello anche per produrre effetti psicotonici e antidepressivi, con aumento delle facolt\u00e0 intellettive e miglioramento dell\u2019umore. I corpi chetonici, inoltre, stimolano il centro della saziet\u00e0, situato nell\u2019ipotalamo, inducendo un effetto fisiologico antifame e conseguente inibizione della sensazione di fame a partire dal secondo-terzo giorno dell\u2019inizio della dieta oloproteica. La dieta oloproteica non ricorre all\u2019apporto di farmaci, vengono infatti utilizzati esclusivamente integratori aminoacidico-proteici, minerali, vitamine ed altre numerose sostanze naturali per rendere sicuro ed efficace il metodo dimagrante, garantendo la salvaguardia della massa magra e del tono dei tessuti. Non \u00e8 una dieta che si pu\u00f2 improvvisare ma una vera e propria cura che va elaborata da un medico esperto e va seguita per un tempo limitato, 3 settimane, durante il quale \u00e8 garantita la perdita del 7-10% del peso di partenza. Per ottenere il risultato dell\u2019eliminazione del grasso viscerale si basa soltanto sulla fisiologia metabolica e pu\u00f2 essere utilizzata solo da parte di soggetti sani, o affetti da sindrome metabolica, o da segni di prediabete, nel rispetto di tutti i criteri medici. D\u2019altra parte anche correre \u00e8 un atto fisiologico, ma se si corre senza nessun allenamento e per un tempo superiore alle proprie possibilit\u00e0 di resistenza si pu\u00f2 andare incontro a conseguenze gravi. La dieta oloproteica va inserita in una adeguata strategia terapeutica, molto personalizzata e comunque, dopo le tre settimane, va sempre alternata ad una dieta ipocalorica, con un preciso rapporto tra proteine, carboidrati e grassi, e con una specifica indicazione della distribuzione del cibo nell\u2019arco della giornata, con uno schema che deve rispettare cinque pasti. Inoltre \u00e8 fondamentale associare un\u2019assunzione giornaliera di acqua non inferiore ai 2 litri.<br \/>\n<strong>La dieta oloproteica \u00e8 stata denominata \u201cliposuzione alimentare\u201d dal Prof. Castaldo perch\u00e9 il suo effetto \u00e8 sorprendente sulle adiposit\u00e0 localizzate,<\/strong> ovvero su quelle zone del corpo, maschile e femminile, dove il tessuto adiposo presenta un metabolismo diverso rispetto alle altre parti dell\u2019organismo. Il tessuto adiposo ha un metabolismo molto attivo che \u00e8 costituito da due sistemi enzimatici, quello della liposintesi che favorisce l\u2019accumulo di grasso, e quello della lipolisi che favorisce lo scioglimento della massa grassa. Questi sistemi enzimatici, nelle zone di adiposit\u00e0 localizzata, vengono attivati dagli ormoni. L\u2019insulina ed il cortisolo attivano la liposintesi a livello addominale. Nella donna, agisce anche l\u2019influenza degli ormoni femminili (estrogeni), che stimolano l\u2019accumulo di grasso creando in tal modo una riserva energetica utile per fornire acidi grassi durante la lattazione. Le zone pi\u00f9 interessate a questo accumulo sono i fianchi. Un approccio dietetico classico \u00e8 inefficace nei confronti delle adiposit\u00e0 localizzate. Nel 1997 due studiosi, T. M Loftus e M. D. Lane, hanno dimostrato che, sul piano genetico, l\u2019insulina e gli estrogeni agiscono nei meccanismi metabolici che portano all\u2019adipogenesi (cio\u00e8 all\u2019accumulo dei grassi), e nello stesso tempo hanno evidenziato il ruolo del GH (Growth Hormon, il cosiddetto ormone della crescita)) nei meccanismi di inibizione della adipogenesi. La conseguenza di queste scoperte \u00e8 che una dieta capace di ridurre i tassi circolanti di insulina e di aumentare i tassi nel sangue <a href=\"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/verdure.jpg\"><img class=\"alignright  wp-image-2722\" title=\"verdure\" src=\"https:\/\/medwellness.thedigital.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/verdure-295x300.jpg\" alt=\"\" \/><\/a>di GH \u00e8 in grado di ridurre le adiposit\u00e0 localizzate. La dieta oloproteica, continua a riscuotere un crescente consenso scientifico ed un grande successo tra le persone a cui \u00e8 stata prescritta. Questa terapia dietetica \u00e8 accompagnata da un\u2019ampia casistica e da molte sperimentazioni internazionali, in Italia i protocolli eseguiti hanno riguardato oltre ventimila casi e tutti con degli eccellenti risultati. Ma insieme alla dieta occorre correggere anche lo stile di vita e l\u2019eccessiva sedentariet\u00e0 camminando almeno mezz\u2019ora al giorno a passo sostenuto e in modo continuativo perch\u00e9 qualsiasi dieta, per dare i massimi risultati ha bisogno di essere accompagnata dal movimento e studi recenti hanno confermato che fare regolare attivit\u00e0 fisica aerobica migliora la insulinoresistenza presente costantemente nei soggetti obesi e riduce i livelli epatici di grassi in individui obesi sedentari, e conseguentemente il rischio di steatosi epatica non alcolica (accumulo di grasso nel fegato). L\u2019evidenza arriva da un gruppo di ricerca australiano che ha valutato le concentrazioni di grassi a livello ematico, epatico, addominale e muscolare, monitorandole attraverso indagini di risonanza magnetica e di spettroscopia protonica a risonanza magnetica (1H-MRS): lo svolgimento regolare per quattro settimane di attivit\u00e0 aerobica ha determinato una significativa riduzione volumetrica del tessuto adiposo a livello addominale, pari al 12%; un decremento nella concentrazione di trigliceridi a livello epatico (21%) e plasmatico (14%), pur senza alcuna diminuzione di peso corporeo. In conclusione la dieta oloproteica se correttamente attuata \u00e8 sempre efficace, assicura una rapida perdita di peso senza sensazione di stanchezza, senza perdita di tono muscolare e dell\u2019elasticit\u00e0 dei tessuti. Essa contribuisce alla cura della sindrome metabolica, ottenendo una normalizzazione delle alterazioni metaboliche, quali l\u2019ipercolesterolemia, l\u2019ipertrigliceridemia, l\u2019ipertensione arteriosa, la insulinoresistenza evidenziata dal miglioramento o dalla normalizzazione dell\u2019indice HOMA, contribuendo alla cura del diabete non insulino dipendente ed \u00e8 strumento fondamentale per curare l\u2019obesit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><span style=\"color: #ff0000\">I vantaggi della dieta oloproteica<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Sicurezza, essa infatti \u00e8 una terapia rigorosamente medica, la cui applicazione si conforma a norme rigorose seguite da medici esperti, in grado di valutare le indicazioni, le controindicazioni e i controlli necessari. Rapidit\u00e0 della perdita di peso, che motiver\u00e0 il paziente a portare a termine la cura. Mancanza della sensazione di fame, che si verifica a partire dal secondo-terzo giorno per la produzione di corpi che tonici, considerati anoressizzanti fisiologici. Protezione della massa muscolare, grazie all\u2019apporto ottimale di proteine ed aminoacidi; infatti la perdita di peso interessa esclusivamente la massa grassa, rispettando la massa magra, in particolare il miocardio (il muscolo cardiaco). Tolleranza ottima della cura, grazie alla propriet\u00e0 dei corpi chetonici che e all\u2019apporto di proteine il paziente conserva il suo tono muscolare, dinamismo e buonumore, aumentando la fiducia in se stesso e nella possibilit\u00e0 di essere in grado di prendersi cura della propria salute.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione del Professore Giuseppe Castaldo Sovrappeso e obesit\u00e0 sono problemi sempre pi\u00f9 diffusi e da anni gli sforzi della medicina si sono concentrati nella ricerca rimedi adeguati, anche la dieta<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2721,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2720"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2720"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2720\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2724,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2720\/revisions\/2724"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2721"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2720"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2720"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2720"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}