{"id":2725,"date":"2012-08-06T10:49:01","date_gmt":"2012-08-06T08:49:01","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=2725"},"modified":"2016-01-12T10:41:37","modified_gmt":"2016-01-12T09:41:37","slug":"in-viaggio-vacanze-al-mare-ecco-come-sopravvivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/in-viaggio-vacanze-al-mare-ecco-come-sopravvivere\/","title":{"rendered":"In viaggio: vacanze al mare, ecco come sopravvivere"},"content":{"rendered":"<p><em>di Cristina Florio &#8211; humanitasalute.it<\/em><\/p>\n<p>Chi parte con le dovute precauzioni, ad esempio un kit del primo soccorso, ha con s\u00e8 tutto l\u2019occorrente per evitare il panico in caso di piccole emergenze. Ma cosa fare in caso di incidenti come una brutta caduta, un principio di annegamento o una banale scottatura? Lo abbiamo chiesto al Dottor Stefano Ottolini, Responsabile del Pronto Soccorso di Humanitas.<\/p>\n<p><strong>AL MARE<\/strong><br \/>\nIn caso di un principio di annegamento<br \/>\nSi definisce semi-annegamento il quadro clinico di una vittima che ha s\u00ec inalato acqua,ma che \u00e8 ancora viva e pu\u00f2 essere soccorsa e salvata. I principali segnali e sintomi sono: tosse (se \u00e8 accompagnata dall\u2019emissione di espettorato rosato o rosso \u00e8 indice di estrema gravit\u00e0); dolore al torace; respirazione corta e frequente; colorito bluastro della pelle (cianosi); raramente convulsioni; in casi particolarmente gravi si possono manifestare perdita di coscienza ed arresto cardiocircolatorio. Cosa fare in attesa dell\u2019arrivo dell\u2019ambulanza? &#8211; Rimuovere la vittima dall\u2019acqua al pi\u00f9 presto &#8211; somministrare ossigeno &#8211; procedere al ricovero ospedaliero urgente anche se le condizioni generale della vittima dovessero migliorare &#8211; mai tentare di vuotare i polmoni dall\u2019acqua: si potrebbe involontariamente indurre il vomito alla vittima, con pericolo di inalazione del materiale emesso.<br \/>\n<strong>IN CASO DI COLPO DI CALORE<\/strong><br \/>\nQuando fa molto caldo ed \u00e8 presente un tasso di umidit\u00e0 elevato l&#8217;organismo aumenta la produzione di sudore che evaporando rinfresca la superficie del corpo abbassando la temperatura interna. I liquidi che vengono eliminati con il sudore devono per\u00f2 essere tempestivamente integrati, altrimenti si verifica il colpo di calore. A essere a rischio sono in particolare le persone che praticano sport nonostante il caldo, chi ha l\u2019organismo pi\u00f9 delicato come bambini e anziani e chi ha problemi cardiovascolari e respiratori. Il primo disturbo \u00e8 un senso di malessere diffuso, seguito nell\u2019arco di brevissimo tempo da mal di testa anche intenso, nausea e battito cardiaco accelerato. Come reazione, compare spesso anche febbre oltre i 39\u00b0C, e a volte addirittura perdita dei sensi. Per evitare di arrivare allo svenimento \u00e8 importante agire subito ai primi sintomi. Cosa fare? \u201cLa prima regola \u00e8 di mettersi in un luogo all\u2019ombra, meglio se fresco e ventilato. Se \u00e8 possibile, fare delle spugnature con acqua fredda per ridurre il calore e bere a piccoli sorsi un paio di bicchieri di acqua minerale naturale a temperatura ambiente. Quindi, mangiare frutta (ottimi se non si \u00e8 allergici un paio di kiwi), oppure bere una spremuta di agrumi diluita con dell\u2019acqua minerale per reintegrare i sali perduti. Infine, \u00e8 fondamentale stare a riposo per una giornata e mangiare molta frutta e verdura in modo da aiutare il corpo a ritrovare le sue forze\u201d.<span style=\"color: #ff0000\"><strong><a href=\"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/spiaggia.inviaggio.jpg\"><img class=\" wp-image-2726 aligncenter\" title=\"spiaggia.inviaggio\" src=\"https:\/\/medwellness.thedigital.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/spiaggia.inviaggio-300x200.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/strong><\/span><br \/>\n<strong>ATTENZIONE AL SOLE<\/strong><br \/>\nIl sole in vacanza \u00e8 spesso sinonimo di \u201ctintarella\u201d ma bisogna non abusarne o comunque proteggersi perch\u00e9 in caso di scottature come \u00e8 meglio comportarsi? Innanzitutto \u00e8 bene sapere che la scottatura pu\u00f2 essere di due tipi: eritema e ustione. L\u2019eritema solare \u00e8 il primo gradino della scottatura: sono a rischio in particolare tutti quelli che hanno poche difese naturali contro il sole e in prima linea chi ha la carnagione chiara. I sintomi si manifestano in genere dopo un\u2019incongrua esposizione ai raggi solari: la pelle \u00e8 molto rossa, brucia, se si avvicina la mano alla zona colpita si avverte il calore che fuoriesce attraverso i \u00abpori\u00bb e si pu\u00f2 sentire un leggero dolore nelle zone pi\u00f9 arrossate. Cosa fare? \u201cPer migliorare lo stato della pelle &#8211; spiega il Dottor Ottolini &#8211; si deve fare subito una doccia con l\u203aacqua quasi fredda per detergere bene la pelle ed eliminare residui di creme solari e doposole. Quindi applicare un prodotto contro le scottature solari: ce ne sono anche a base di sostanze naturali, come la calendula. Se per\u00f2 c\u2019\u00e8 anche dolore, oppure se non c\u2019\u00e8 miglioramento nell\u2019arco di mezza giornata, utilizzare facendo attenzione a non eccedere e seguendo le indicazioni, controindicazioni, posologia e modalit\u00e0 d\u2019uso riportate nel foglietto illustrativo del prodotto, una crema o un\u2019emulsione a base di corticosteroidi. In genere nell\u2019arco di un paio di giorni l\u2019eritema si risolve, a patto per\u00f2 di non stare al sole e neppure sotto l\u2019ombrellone, dal momento che i raggi solari penetrano anche attraverso la tela\u201d. L\u2019ustione solare \u00e8 il secondo gradino della scottatura. Di solito \u00e8 legata a un\u2019esagerata esposizione ai raggi solari, succede per esempio a chi continua a stare al sole anche se ha gi\u00e0 un eritema. I sintomi sono gli stessi dell\u2019eritema solare, ma amplificati. La pelle infatti \u00e8 di un colore rosso-violaceo, fa male a toccarla ed \u00e8 leggermente gonfia. Spesso inoltre c\u2019\u00e8 qualche linea di febbre e brividi. Nell\u2019arco di mezza giornata la parte scottata si riempie di piccole bolle molli al tatto e piene di liquido trasparente. Cosa fare? \u201cLe bolle non vanno rotte &#8211; prosegue il Dottor Ottolini &#8211; perch\u00e9 si potrebbe infettare la pelle sottostante che \u00e8 molto delicata. Per lo stesso motivo \u00e8 bene non togliere l\u203aepidermide quando le bolle si rompono da s\u00e9, ma lavare la parte \u2018spelata\u2019 con un detergente fluido delicato a base di avena colloidale che ha un effetto lenitivo e asciugare con un telo di cotone morbido. Applicare due volte al giorno una crema cortisonica con antibiotico e in caso di febbre, assumere un farmaco ad esempio a base di paracetamolo (ma in questi casi \u00e8 bene consultare preventivamente un medico). Si pu\u00f2 tornare in spiaggia quando le bolle sono scomparse e non c\u203a\u00e8 pi\u00f9 l\u203aepidermide che le ricopriva. La parte del corpo che si \u00e8 ustionata \u00e8 per\u00f2 molto delicata e va protetta con una crema solare a fattore di protezione alta\u201d.<br \/>\n<strong>SE I NEMICI VENGONO DAL MARE<\/strong><br \/>\nE se un pesce velenoso rovina l\u2019uscita di snorkeling (immersione in superficie)? Sono molti i pesci che possono essere velenosi, persino nei nostri mari. Nel mediterraneo infatti ci sono lo scorfano, le razze, il pesce ragno, la tracina. Sono pesci particolari perch\u00e9 hanno la capacit\u00e0 di mimetizzarsi bene nella sabbia e tra le rocce in acque anche molto basse. Proprio per questo non \u00e8 cos\u00ec difficile calpestarne uno, oppure appoggiarci sopra inavvertitamente una mano. Non sono pesci aggressivi ma come tutti gli altri animali non bisogna n\u00e9 toccarli n\u00e9 disturbarli. La puntura di questi pesci rappresenta un\u2019esperienza difficile da dimenticare: il dolore infatti \u00e8 lancinante, intenso e pulsante. Man mano che trascorrono i minuti, il dolore si irradia a tutta la parte del corpo colpita e la zona diventa rossa e gonfia. Talvolta inoltre possono comparire febbre, malessere generale. Cosa fare? \u201cLa prima regola \u00e8 quella di immergere subito &#8211; per almeno trenta minuti &#8211; la parte ferita in acqua calda, la massima temperatura sopportabile prestando attenzione a non ustionarsi. Questo perch\u00e9 l\u2019acqua calda ha la capacit\u00e0 di inattivare la tossina; in mancanza di acqua calda, avvolgere la parte colpita in un fazzoletto e coprire con la sabbia calda; se per\u00f2 \u00e8 gi\u00e0 passato qualche minuto dal contatto, fare un impacco di acqua fredda che riduce l\u2019assorbimento del veleno. Quindi pulire subito la ferita: controllare se sono rimaste all\u2019interno della pelle delle spine e in tal caso rimuoverle con una pinzetta: \u00e8 un\u2019operazione che va fatta con molta delicatezza e cautela, per evitare una loro rottura, oppure che penetrino ancora di pi\u00f9 nella pelle. Infine, \u00e8 bene rivolgersi al medico: oltre a un farmaco antidolorifico, in genere viene prescritta una cura antibiotica per debellare il rischio di un\u2019infezione e talvolta anche la vaccinazione antitetanica\u201d. Che fare, invece, se si inciampa su un riccio di mare? \u201cTogliere i pezzi degli aculei rimasti nella pelle con l\u2019aiuto di una pinzetta a punta stretta e di uno spillo, dopo averli sterilizzati. Fare attenzione a non spezzare gli aculei e a toglierli completamente. Disinfettare con mercuro cromo oppure con una pomata antibiotica e applicare un cerotto\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cristina Florio &#8211; humanitasalute.it Chi parte con le dovute precauzioni, ad esempio un kit del primo soccorso, ha con s\u00e8 tutto l\u2019occorrente per evitare il panico in caso di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2727,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[24],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2725"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2725"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2725\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8901,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2725\/revisions\/8901"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2727"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2725"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2725"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2725"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}