{"id":3689,"date":"2013-02-01T16:31:32","date_gmt":"2013-02-01T15:31:32","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=3689"},"modified":"2016-01-12T10:40:47","modified_gmt":"2016-01-12T09:40:47","slug":"tumori-in-italia-ancora-troppe-disuguaglianze-nella-diagnosi-e-trattamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/tumori-in-italia-ancora-troppe-disuguaglianze-nella-diagnosi-e-trattamento\/","title":{"rendered":"Tumori in Italia:  ancora troppe disuguaglianze  nella diagnosi e trattamento"},"content":{"rendered":"<div><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: small\"><em>Un nuovo studio dell\u2019Istituto Nazionale dei Tumori di Milano evidenzia come la diagnosi precoce dei tumori e l&#8217;accesso a trattamenti adeguati non siano omogeneamente disponibili in Italia. E&#8217; prioritario ridurre le disuguaglianze fra nord e sud del Paese e migliorare l&#8217;organizzazione delle strutture oncologiche per la diagnosi e il trattamento<br \/>\n<\/em><\/span><span><strong><span style=\"text-decoration: underline\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Helvetica, Arial\"><span style=\"font-size: small\"><strong>Milano, 1 febbraio 2013 \u2013\u00a0<\/strong>Al Nord il 45% dei tumori della mammella \u00e8 diagnosticato a uno stadio precoce mentre al Sud le percentuali scendono, arrivando al 26% di Napoli e Ragusa, dove sono frequenti i casi che presentano gi\u00e0 metastasi al momento della diagnosi, pari rispettivamente a 9,6% e 8,1%. Sebbene a questa diagnosi ritardata corrisponda una differenza di sopravvivenza a cinque anni relativamente contenuta (89% al Nord a fronte dell\u201985% al Sud), la scoperta di un tumore allo stato iniziale \u00e8 un fattore di grande importanza per la paziente perch\u00e9 consente di ricorrere a trattamenti chirurgici meno invasivi e a terapie pi\u00f9 semplici, garantendo una migliore qualit\u00e0 di vita e un minore costo sociale. Per esempio, la probabilit\u00e0 che una donna colpita da tumore al seno residente a Napoli o Sassari sia trattata con un intervento di chirurgia demolitiva \u00e8 del 30-40% superiore alla media italiana complessiva.<\/p>\n<p>Questi sono alcuni dei dati che emergono, in merito a quattro tra le pi\u00f9 importanti forme tumorali (mammella, polmone, colon-retto e melanoma), dallo studio\u00a0<em>Eurocare 5 alta risoluzione \u2013 Italia,<\/em>\u00a0che l\u2019Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha pubblicato sul numero di dicembre della rivista internazionale\u00a0<em>Cancer Epidemiology<\/em>, analizzando dati sulla sopravvivenza e l\u2019adesione a linee guida internazionali per la diagnosi e terapia, in diverse aree del territorio italiano.<\/p>\n<p>Le differenze locali circa la sopravvivenza riflettono, infatti, il diverso utilizzo da parte delle strutture sanitarie degli strumenti diagnostici pi\u00f9 avanzati e delle terapie pi\u00f9 efficaci. Per determinare il livello qualitativo delle cure, lo studio ha individuato per ogni tumore strumenti di diagnosi e trattamenti raccomandati dalle linee guida internazionali dell\u2019<em>European Society for Medical Oncology<\/em>\u00a0e ha verificato se a livello locale questi standard erano rispettati.<br \/>\nSono stati analizzati i dati raccolti da 14 Registri tumore italiani: Biella, Ferrara, Modena, Romagna, Reggio Emilia, Firenze, Umbria, Latina, Napoli, Palermo, Ragusa, Sassari e Trapani.<\/p>\n<p>Sottolinea Milena Sant, responsabile della Struttura complessa di \u201cStudi descrittivi e programmazione sanitaria\u201d dell\u2019Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e coordinatrice dello studio: \u201cL\u2019adesione a standard diagnostico-terapeutici internazionali \u00e8 in generale soddisfacente al Centro-Nord e meno diffusa al Sud. Le ragioni sono molte e diverse: per il tumore della mammella, per esempio, l\u2019insufficiente applicazione di linee guida nelle aree di Sassari e Napoli \u00e8 attribuibile sia alla inadeguata disponibilit\u00e0 di strutture radioterapiche (che quindi induce il chirurgo ad effettuare trattamenti pi\u00f9 radicali al fine di prevenire le recidive loco regionali anche in assenza di radioterapia), che anche alla frammentazione di strutture sanitarie che trattano i pazienti oncologici. All\u2019opposto, la pi\u00f9 omogenea applicazione di trattamento adiuvante nel tumore del colon in stadio III trova riscontro in una adeguata diffusione e aderenza a linee guida, ma anche alla possibilit\u00e0 di eseguire questo trattamento in assenza di strutture radioterapiche\u201d.<\/p>\n<p>Osserva Marco Pierotti, direttore scientifico dell\u2019Istituto Nazionale dei Tumori di Milano: \u201cLo studio suggerisce che le disuguaglianze nella sopravvivenza dei pazienti oncologici, tuttora presenti in Italia, siano in larga parte motivate da disuguaglianze nella disponibilit\u00e0 di risorse e strutture sanitarie per il trattamento di pazienti oncologici, dalla disomogenea presenza dei programmi di screening e da una scarsa diffusione delle linee guida per diagnosi e trattamento. Queste disuguaglianze condizionano la migrazione dei pazienti del Sud verso le strutture sanitarie presenti nelle regioni del Centro-Nord, con conseguenti disagi e incremento della spesa sanitaria. Il potenziamento e l\u2019adeguamento delle strutture sanitarie presenti nel sud del paese contribuirebbero quindi a migliorare la performance dell\u2019intero sistema sanitario italiano\u201d.<\/p>\n<p><strong>Tumore del seno<br \/>\n<\/strong>Anche l\u2019adesione ai trattamenti raccomandati mostra differenze tra le aree italiane prese in esame: l\u2019utilizzo di radioterapia associato a chirurgia conservativa \u00e8 eseguito nel 52% delle pazienti a Modena ma solo nel 36-37% delle pazienti a Napoli e Sassari. Inoltre, la probabilit\u00e0 che una donna colpita da tumore al seno residente a Napoli o Sassari sia trattata con modalit\u00e0 conservative \u00e8 rispettivamente pari al 36,7% e 35,9%, cio\u00e8 del 30-40% inferiore alla media italiana complessiva (42,3%), a parit\u00e0 di et\u00e0 e stadio alla diagnosi, ed \u00e8 significativamente inferiore nelle pazienti anziane rispetto a quelle pi\u00f9 giovani (51% tra i 15 e i 54 anni a fronte del 17,2% oltre i 75 anni), anche se nella stessa area geografica e a parit\u00e0 di stadio. L\u2019utilizzo di trattamenti conservativi, inoltre, diminuisce significativamente con lo stato di avanzamento del tumore e dello stadio alla diagnosi: infatti, vi si ricorre nel 65,4% dei casi allo stadio I e solo nel 7,1% allo stadio IV.<\/p>\n<p><strong>Tumore del colon-retto<br \/>\n<\/strong>Per questa tipologia di tumore si registrano differenze geografiche analoghe a quelle riscontrate per il tumore della mammella: le percentuali delle diagnosi in stadio precoce del tumore sono pi\u00f9 basse nei registri di Sassari e Napoli (rispettivamente 12% e 10%) dove si rilevano anche i valori pi\u00f9 elevati di casi con metastasi alla diagnosi (rispettivamente 31,3% e 35,3%). Il numero di pazienti a cui sono diagnosticate metastasi \u00e8 minimo nelle aree di Modena (21,7%) e Biella (23,5%). Nei registri di Napoli e Ragusa, inoltre, si rilevano elevate percentuali di casi con stadio non noto (rispettivamente 8,5% e 14%). Sia per il tumore del colon sia per quello del retto, la migliore prognosi registrata nelle regioni del Centro-Nord (pari circa al 60%) rispetto a quelle del Sud (pari a circa il 50%) \u00e8 quindi da attribuire alla diagnosi in stadio precoce, a una maggiore adesione a standard diagnostico-terapeutici e a una maggiore presenza di programmi di screening organizzati.<\/p>\n<p><strong>Tumore del polmone<br \/>\n<\/strong>L\u2019utilizzo dell\u2019intervento chirurgico curativo nei pazienti con tumore polmonare in stadio I, rispetto alla media italiana (73,7%) risulta significativamente pi\u00f9 alta nel registro tumori della Romagna (90,9%) e pi\u00f9 bassa in quello di Biella (56%). La prognosi di questo tumore \u00e8 purtroppo infausta nella maggior parte dei casi: complessivamente in Italia solo il 15% circa dei pazienti sono vivi dopo 5 anni dalla diagnosi. Tuttavia, la sopravvivenza dei pazienti diagnosticati in stadio precoce, che quindi possono beneficiare di un intervento chirurgico, risulta notevolmente migliore della media: 50% circa dopo 3 anni dalla diagnosi.<\/p>\n<p><strong>Melanoma<\/strong><br \/>\nInfine, per il melanoma cutaneo, il 60,1% dei pazienti con tumore di spessore inferiore o uguale a 1 mm esegue l\u2019esame del linfonodo sentinella, con valori pi\u00f9 alti a Reggio Emilia (76,3%) e pi\u00f9 bassi a Ragusa (34,2%). L\u2019esecuzione di questa indagine non influenza direttamente la prognosi, ma consente \u2013 in caso di negativit\u00e0 dell\u2019esame \u2013 di risparmiare interventi demolitivi, con conseguente miglioramento della qualit\u00e0 di vita.<\/p>\n<p><strong>Il progetto Eurocare<br \/>\n<\/strong>Lo studio\u00a0<em>Eurocare 5 alta risoluzione \u2013 Italia\u00a0<\/em>nasce da un\u2019analisi dei dati locali dei differenti registri tumore italiani raccolti all\u2019interno del progetto\u00a0<em>European cancer registry-based study on survival and care of cancer patients (Eurocare),\u00a0<\/em>una ricerca coordinata dall\u2019Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e dall\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0, che dal 1989 raccoglie i dati della sopravvivenza della popolazione europea per tutte le neoplasie maligne, e che nella sua ultima edizione ha analizzato oltre 21 milioni di casi in 29 paesi dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><em>La Struttura complessa di \u201cStudi descrittivi e programmazione sanitaria\u201d dell\u2019Istituto Nazionale dei Tumori di Milano<br \/>\n<\/em>Il principale settore di attivit\u00e0 della struttura \u00e8 l\u2019analisi dei dati di sopravvivenza al cancro e delle variazioni di questa in aree geografiche diverse e in tempi diversi, raccolti e analizzati in particolare all\u2019interno del progetto\u00a0<em>Eurocare<\/em>. L\u2019unit\u00e0 \u00e8 responsabile, inoltre, degli studi Eurocare ad alta risoluzione, che approfondiscono i dati pi\u00f9 generali a livello locale e cercano di individuare le ragioni di dati di mortalit\u00e0 differenti tra aree geografiche diverse.<br \/>\nInoltre, la struttura partecipa ai seguenti progetti:\u00a0<em>EPAAC (European Parnership Action against Cancer)<\/em>, il progetto europeo internazionale volto alla produzione di indicatori epidemiologici sul cancro in Europa (incidenza, sopravvivenza, procedure diagnostico-terapeutiche, prevalenza e mortalit\u00e0);\u00a0<em>Eurochip<\/em>, per la definizione degli indicatori sanitari in campo oncologico e la promozione di azioni di sanit\u00e0 pubblica nella lotta ai tumori;\u00a0<em>Dynamo-hia<\/em>, inteso allo sviluppo di un pacchetto software che, attraverso modelli matematici, valuta l&#8217;impatto delle politiche sanitarie; \u00a0<em>Haemacare<\/em>\u00a0per la raccolta e l\u2019analisi di dati sulle neoplasie ematologiche;\u00a0<em>Concord<\/em>, per l\u2019analisi della sopravvivenza al cancro fra continenti.<\/p>\n<p><\/span><span style=\"font-size: xx-small\"><em>L\u2019Istituto Nazionale dei Tumori \u00e8 una fondazione di diritto pubblico e un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Fondato nel 1925, unisce in un\u2019unica struttura ricerca e cura: i medici, infatti, dedicano parte della loro attivit\u00e0 alla ricerca e sono presenti, inoltre, pi\u00f9 di 150 ricercatori.<br \/>\nDotato di 482 posti letto e 1920 dipendenti, l\u2019Istituto nel 2011 ha effettuato 22.899 ricoveri e oltre 1.103.000 tra prestazioni di laboratorio, diagnostiche e radioterapiche e visite ambulatoriali.<br \/>\nNell\u2019ambito della ricerca scientifica, i suoi ricercatori hanno prodotto nel 2011 450 pubblicazioni scientifiche per un valore di Impact Factor che in dieci anni \u00e8 quasi raddoppiato, passando da 1188 del 2002 a 2354 punti nel 2011.<br \/>\n<\/em><\/span><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo studio dell\u2019Istituto Nazionale dei Tumori di Milano evidenzia come la diagnosi precoce dei tumori e l&#8217;accesso a trattamenti adeguati non siano omogeneamente disponibili in Italia. 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