{"id":4026,"date":"2013-04-09T11:05:16","date_gmt":"2013-04-09T09:05:16","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=4026"},"modified":"2016-01-12T10:40:29","modified_gmt":"2016-01-12T09:40:29","slug":"gli-italiani-non-rinunciano-ai-farmaci-divisi-invece-sulle-medicine-alternative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/gli-italiani-non-rinunciano-ai-farmaci-divisi-invece-sulle-medicine-alternative\/","title":{"rendered":"Gli italiani non rinunciano ai farmaci. Divisi invece sulle medicine alternative"},"content":{"rendered":"<p>Secondo l\u2019<a href=\"http:\/\/www.unisalute.it\" target=\"_blank\"><strong>Osservatorio Sanit\u00e0 di UniSalute<\/strong><\/a> solo il 23% cerca di contenerne l\u2019utilizzo e assumerli solo se strettamente necessario.<br \/>\nIl 51% si affida esclusivamente alla medicina tradizionale e il 45% sembra propenso ad affiancarvi le soluzioni alternative.<\/p>\n<p>Agli italiani piacciono i farmaci. Che sia perch\u00e9 prescritti dai medici ogni volta che si fanno visitare (41%) o perch\u00e9 ne fanno un uso regolare slegato dal comparire di un malanno (28%), tre quarti degli italiani hanno una relazione salda con i medicinali. Solo il 23% afferma infatti di impegnarsi per farne a meno e prenderli solo quando strettamente necessario. Questo \u00e8 quanto rilevato dall\u2019ultima indagine1 realizzata dall\u2019Osservatorio Sanit\u00e02 di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria, che ha voluto indagare la propensione degli italiani ad assumere medicine.<br \/>\nUn dato che conferma quanto emerso da altri precedenti studi, secondo cui nei primi 9 mesi del 2012 gli italiani hanno acquistato oltre 1 miliardo e 300 milioni di confezioni di medicinali \u2013 una media di 22 confezioni a testa \u2013 per una spesa farmaceutica totale, considerando anche quelli acquistati e distribuiti dal SSN, di 19,2 miliardi di euro (Rapporto 2012 \u201cUso dei farmaci in Italia\u201d dell\u2019Aifa). A farne un utilizzo quasi quotidiano sono in particolare le regioni del Nord Ovest (33%) mentre pi\u00f9 moderazione si registra al Sud (19%). Ma forse tra gli italiani comincia anche a farsi largo l\u2019idea di voler ridurre l\u2019assunzione di tutte queste soluzioni chimiche se, come rileva un altro dato dall\u2019indagine dell\u2019Osservatorio UniSalute, il 45% degli italiani sembra propenso ad affiancare\u00a0 alla medicina tradizionale le soluzioni alternative, come l\u2019omeopatia o le cure ayurvediche. A propendere per questo tipo di terapie pi\u00f9 naturali sono in particolare le donne (54%) e gli italiani tra i 30 e i 55 anni (54%). La met\u00e0 del campione (51%) resta per\u00f2 fedele esclusivamente alle classiche terapie mediche e il dato aumenta se a rispondere sono gli uomini (63%) e le persone sopra i 55 anni. \u201cTradizionalisti\u201d si scoprono essere soprattutto gli abitanti del Nord Ovest (61%).<br \/>\nMa torniamo al rapporto tra italiani e farmaco. Cosa fanno una volta prescritto ed acquistato il medicinale? Ben il 60% degli italiani consulta il foglietto illustrativo, il famoso bugiardino, per saperne di pi\u00f9. A questi si aggiunge un 10% (in particolare gli uomini, 15%) che si affida al web per cercare informazioni su possibili effetti collaterali. Solo il 30% degli intervistati si fida ciecamente dell\u2019indicazione del medico senza porsi altre domande.<br \/>\nI farmaci sono sicuramente uno strumento importante nella cura di una malattia. L\u2019utilizzo cos\u00ec massiccio da parte della popolazione italiana, se da una parte pu\u00f2 essere legato ad un fattore anagrafico (l\u2019Italia \u00e8 un paese con sempre pi\u00f9 anziani) dall\u2019altro \u00e8 dovuto ad una cattiva propensione di affidarsi ai medicinali al primo sintomo di malessere. Una maggiore educazione ad un utilizzo dei farmaci solo quando strettamente necessario porterebbe benefici non solo alla salute dei cittadini ma a quella dello stesso Sistema Sanitario Nazionale, costretto a fare i conti con una sempre pi\u00f9 drastica riduzione delle risorse.<\/p>\n<p>1 Indagine CAWI condotta dall\u2019istituto di ricerca Nextplora ad inizio febbraio 2013 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d\u2019et\u00e0 (over 30), sesso ed area geografica.<\/p>\n<p>2 L\u2019Osservatorio Sanit\u00e0 di UniSalute, avviato nel 2002 con l\u2019obiettivo di monitorare il mondo della sanit\u00e0 integrativa, si occupa oggi anche della percezione degli italiani su temi quali prevenzione, fiducia, competenza, conoscenza dei servizi sanitari pubblici e privati, oltre che sul ruolo del welfare sanitario in azienda.<\/p>\n<p><strong>UniSalute<\/strong> \u00e8 la prima Compagnia in Italia ad occuparsi esclusivamente di assicurazione sanitaria in modo unico ed innovativo attraverso il lavoro di 560 persone, tra cui 45 medici presenti in azienda e oltre 8.100 strutture sanitarie convenzionate presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualit\u00e0 con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Societ\u00e0.<br \/>\nOgni cliente UniSalute ha dietro di s\u00e9 la forza di 4,3 milioni di assicurati e di una \u201ccentrale di acquisto\u201d che garantisce un controllo qualificato e costante della qualit\u00e0: 9 clienti su 10 consigliano la struttura in cui hanno effettuato le cure. La rete di strutture sanitarie convenzionate \u00e8 diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale e comprende ospedali, case di cura, poliambulatori, centri diagnostici e fisioterapici, studi odontoiatrici e di psicoterapia.<br \/>\nFondata dal Gruppo Unipol nel 1995, UniSalute ha il primato nazionale nella gestione dei Fondi Nazionali di categoria, delle Casse Professionali e delle Casse aziendali.<br \/>\nwww.unisalute.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo l\u2019Osservatorio Sanit\u00e0 di UniSalute solo il 23% cerca di contenerne l\u2019utilizzo e assumerli solo se strettamente necessario. 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