{"id":4425,"date":"2013-07-01T09:45:43","date_gmt":"2013-07-01T07:45:43","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=4425"},"modified":"2016-01-12T10:39:40","modified_gmt":"2016-01-12T09:39:40","slug":"fibre-alimentari-un-prezioso-alleato-della-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/fibre-alimentari-un-prezioso-alleato-della-salute\/","title":{"rendered":"Fibre alimentari. Un prezioso alleato della salute"},"content":{"rendered":"<p>Al 73\u00b0 Congresso dell\u2019American Diabetes Association, la pi\u00f9 importante assise internazionale di diabetologia che si \u00e8 tenuta a Chicago dal 21 al 25 giugno, la professoressa <strong>Angela Albarosa Rivellese<\/strong>, membro della <strong>Societ\u00e0 Italiana di Diabetologia (SID<\/strong>) e professore di Medicina Interna presso l\u2019<strong>Universit\u00e0 \u2018Federico II\u2019 di Napoli<\/strong>, ha tenuto una lettura sugli effetti delle diete ricche in fibre vegetali nei confronti delle alterazioni metaboliche che caratterizzano la fase postprandiale. Il periodo post-prandiale pu\u00f2 rappresentare una condizione di rischio aggiuntivo per il diabete e le malattie cardiovascolari, viste le alterazioni che si producono a livello della glicemia e dei trigliceridi. Diversi studi hanno dimostrato una correlazione tra i livelli di glicemia dopo un pasto e l\u2019aumento del rischio di malattie cardiovascolari. Anche l\u2019aumento dei trigliceridi\u00a0 dopo un pasto rappresenta un importante fattore di rischio per malattie cardiovascolari, in quanto provoca disfunzione endoteliale, uno stato di infiammazione subclinica e aumenta lo stress ossidativo. Dei semplici interventi sulla dieta possono aiutare a contenere le escursioni della glicemia e dei trigliceridi che si verificano dopo i pasti e a ridurre cos\u00ec il rischio di sviluppare diabete e malattie cardiovascolari. \u201cLa dieta moderna \u2013 afferma il professor Stefano Del Prato, presidente della Societ\u00e0 Italiana di Diabetologia, SID &#8211; \u00e8 diventata pi\u00f9 appetibile ma meno ricca di fibre. Quindi non solo mangiamo di pi\u00f9, ma mangiamo anche peggio, con il risultato che si ingrassa pi\u00f9 facilmente e aumenta ancora di pi\u00f9 il rischio di obesit\u00e0, diabete e malattie cardiovascolari\u201d.<\/p>\n<p><em>Cosa succede nel nostro organismo dopo un pasto?<\/em><br \/>\nLo stato post-prandiale \u00e8 una condizione molto complessa caratterizzata da alterazioni sia del metabolismo glucidico che lipidico che si correlano ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari e di diabete. Quando si assume un pasto, anche nella persona normale, si assiste ad un fisiologico aumento della glicemia, dell\u2019insulina e dei lipidi (i trigliceridi). Naturalmente quando l\u2019alimentazione \u00e8 sbagliata, cio\u00e8 \u00e8 ricca di carboidrati semplici e di grassi, questi aumenti sono pi\u00f9 marcati. E quindi a lungo andare (anche perch\u00e9 nella societ\u00e0 moderna si passa pi\u00f9 tempo nello stato post-prandiale che a digiuno), si pu\u00f2 avere un rischio aumentato di alcune malattie croniche, come l\u2019obesit\u00e0 e il diabete, oltre che di malattie cardio e cerebrovascolari.<\/p>\n<p><em>Come ci si pu\u00f2 proteggere da queste pericolose escursioni di glicemia e trigliceridi dopo i pasti?<\/em><br \/>\nLe alterazioni della glicemia e dei trigliceridi che caratterizzano il periodo post-prandiale possono essere modulate in maniera positiva, migliorando la qualit\u00e0 e la quantit\u00e0 dei cibi che introduciamo. Abbiamo visto, effettuando studi sia nei soggetti diabetici che nella popolazione generale, che assumendo una dieta pi\u00f9 ricca in legumi, cereali integrali, frutta e vegetali \u2013 quindi pi\u00f9 ricca in fibre \u2013 nel periodo post-prandiale si osserva una riduzione sia della glicemia che dei trigliceridi, rispetto a soggetti che assumono una dieta povera di fibre. Quindi, con opportune, semplici scelte alimentari si possono ridurre queste alterazioni che ci espongono ad un maggior rischio di diabete, obesit\u00e0 e malattie cardiovascolari.\u00a0 \u201cE\u2019 curioso notare \u2013 commenta il professor Stefano Del Prato \u2013 come questi alimenti siano caratteristici della cosiddetta \u2018dieta mediterranea\u2019, che nonostante le numerose riprove del suo effetto favorevole sullo stato di salute, e\u2019 stata progressivamente abbandonata dalla nostra popolazione\u201d.<\/p>\n<p><em>Le fibre sono tutte uguali?<\/em><br \/>\nEsistono diversi tipi di fibre. Alcune hanno un effetto maggiore sul metabolismo, quindi sulla glicemia e sui lipidi; altre invece regolano maggiormente la velocit\u00e0 del transito intestinale. Ad esempio le fibre contenute nei legumi, nella frutta e nella verdura sono prevalentemente di tipo idrosolubile e migliorano la glicemia in fase post-prandiale. In uno degli studi pi\u00f9 recenti fatto dal nostro gruppo, abbiamo inoltre dimostrato che anche le fibre insolubili, come quelle contenute nei cereali integrali, e che si riteneva non avessero un grosso effetto sul metabolismo, sono invece in grado di\u00a0 provocare una riduzione sia dell\u2019insulina che dei trigliceridi in fase post-prandiale.<\/p>\n<p><em>Qual \u00e8 l\u2019apporto giornaliero consigliato di fibre?<\/em><br \/>\nPer la popolazione generale si consiglia un apporto di fibre di 30-35 grammi al giorno, che poi equivale ad assumere un piatto di legumi o di pasta e legumi 2-3 volte la settimana, uno o due abbondanti piatti di verdura nella giornata e due-tre pezzi di frutta al giorno. Tra i cereali \u00e8 bene scegliere quelli meno raffinati, come ad esempio il pane integrale e la pasta integrale.<\/p>\n<p><em>Ma come fanno le fibre a ridurre la glicemia postprandiale?<\/em><br \/>\nI meccanismi attraverso i quali le fibre agiscono sono diversi. Uno dei pi\u00f9 importanti \u00e8 che le fibre possono interferire con l\u2019assorbimento dei nutrienti, in particolare dei carboidrati e questo aiuta a ridurre la glicemia post-prandiale. Va sottolineato inoltre che le fibre riducono la glicemia nella prima parte del periodo post-prandiale, mentre a distanza di 5-6 ore dal pasto mantengono la glicemia a livelli leggermente pi\u00f9 elevati; questo \u00e8 molto importante soprattutto nelle persone con diabete, perch\u00e9 aiuta a prevenire le ipoglicemie tardive post-prandiali, frequenti nei diabetici in trattamento. Le fibre insomma mantengono la curva della glicemia post-prandiale pi\u00f9 piatta rispetto a quello che avviene nei soggetti che seguono un\u2019alimentazione povera di fibre. Ritornando ai possibili meccanismi, a livello intestinale le fibre possono formare delle soluzioni viscose e quindi ritardare l\u2019attacco dei carboidrati da parte degli enzimi intestinali; permanendo pi\u00f9 a lungo nell\u2019intestino, questi carboidrati possono influenzare la secrezione di alcuni ormoni intestinali, quali colecistochinina e GLP-1, che vanno ad influenzare in modo favorevole il senso di fame. Dopo un pasto ricco di fibre, infatti, aumenta il senso di saziet\u00e0. Le fibre inoltre distendono lo stomaco e rallentano lo svuotamento gastrico; anche questo contribuisce ad aumentare il senso di saziet\u00e0. Nell\u2019ultima parte dell\u2019intestino le fibre sono attaccate dagli enzimi digestivi e questo va ad influenzare favorevolmente la microflora intestinale (il cosiddetto microbiota), facendo prevalere i batteri dotati di effetti favorevoli contro l\u2019obesit\u00e0, il diabete e le altre malattie metaboliche. Le fibre, attaccate dai microbi intestinali, producono anche acidi grassi a catena corta, che a loro volta hanno un effetto favorevole sul controllo della fame e migliorano il controllo glicemico e il metabolismo dei lipidi. \u201cLe abitudini alimentari \u2013 commenta il professor Del Prato \u2013 come ha ben dimostrato la professoressa Rivellese hanno importanti risvolti sullo stato di salute. Sarebbe quindi raccomandabile che una adeguata educazione alimentare venisse iniziata in et\u00e0 scolare, magari rendendola proprio una materia di studio, da inserire nel curriculum scolastico. Semplici abitudini alimentari, come quella di potenziare il contenuto di fibre nella dieta, hanno infatti riflessi incredibili su tutta una serie di meccanismi che possono ridurre o aumentare il rischio di malattia\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al 73\u00b0 Congresso dell\u2019American Diabetes Association, la pi\u00f9 importante assise internazionale di diabetologia che si \u00e8 tenuta a Chicago dal 21 al 25 giugno, la professoressa Angela Albarosa Rivellese, membro<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4426,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,9],"tags":[274,273],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4425"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4425"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4425\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4427,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4425\/revisions\/4427"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4426"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4425"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4425"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4425"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}