{"id":4576,"date":"2013-09-04T10:22:25","date_gmt":"2013-09-04T08:22:25","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=4576"},"modified":"2016-01-12T10:39:27","modified_gmt":"2016-01-12T09:39:27","slug":"ruolo-terapeutico-degli-estrogeni-nel-parkinson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/ruolo-terapeutico-degli-estrogeni-nel-parkinson\/","title":{"rendered":"Ruolo terapeutico degli estrogeni nel Parkinson"},"content":{"rendered":"<p>La malattia di Parkinson \u00e8 presente in tutto il mondo e in tutti i gruppi etnici. Si riscontra in entrambi i sessi, ma con una lieve prevalenza in quello maschile. Da anni si discute sulla possibilit\u00e0 che la causa della ridotta prevalenza della malattia nel sesso femminile sia da imputare al possibile ruolo \u201cprotettivo\u201d degli estrogeni, i principali ormoni sessuali femminili. La possibilit\u00e0 che essi costituiscano un efficace strumento terapeutico rimane oggetto di studio. Questo e altri aspetti della patologia saranno approfonditi il <strong>30 Novembre<\/strong> prossimo, in occasione della<strong> V Giornata Nazionale di sensibilizzazione sul Parkinson,<\/strong> promossa dal Comitato Limpe e Dismov-Sin.<\/p>\n<p>Nelle donne vi \u00e8 una maggiore quantit\u00e0 di terminazioni nervose dopaminergiche rispetto agli uomini e quando sviluppano la malattia presentano pi\u00f9 frequentemente forme con tremore che sono generalmente ad andamento pi\u00f9 lento e meno grave. Da numerosi studi recenti si evince che nella donna solitamente le forme di Parkinson sono meno gravi, perch\u00e9 protetta dagli ormoni femminili.<br \/>\nGli ormoni sessuali influenzano infatti in maniera significativa il sistema dopaminergico, che risulta alterato nella patologia. I ricercatori stanno iniziando a comprendere l\u2019effetto degli estrogeni sul suo sviluppo e sulla sua progressione e le ricerche pi\u00f9 attuali suggeriscono l\u2019esistenza di un rapporto inverso fra l\u2019esposizione a essi nel corso della vita e il rischio di sviluppare la malattia.<br \/>\nE\u2019 stato osservato che gli estrogeni modulano la trasmissione dopaminergica, promuovendo la presenza di dopamina tra i neuroni.<br \/>\nLe evidenze sperimentali ottenute in laboratorio sono molto promettenti. Negli animali da esperimento come i topi, nei quali il patrimonio genetico \u00e8 sovrapponibile a quello dell\u2019uomo per l\u201985%, gli estrogeni aiutano le cellule nervose a riparare i danni dovuti all\u2019et\u00e0 e, cosa ancor pi\u00f9 importante, facilitano i neuroni, soprattutto nell\u2019area nigrostriatale, a produrre una migliore e maggiore quantit\u00e0 di neurotrasmettitori. Gli estrogeni aumentano quindi la presenza di dopamina che diminuisce nel Parkinson, riducendo cos\u00ec il danno indotto dalla patologia.<br \/>\nIl ruolo neuroprotettivo degli estrogeni \u00e8 determinato anche dalla loro capacit\u00e0 di abbassare la produzione dell\u2019interleuchina 6 (IL-6). L\u2019IL-6 \u00e8 una proteina che agisce a livello sia pro sia anti-infiammatorio. Ha il compito di stimolare la risposta immunitaria, per esempio durante un&#8217;infezione o in seguito a un trauma o altri danni tissutali che portino a infiammazione. Dati recenti hanno dimostrato il ruolo che l\u2019infiammazione gioca nella patogenesi della malattia e quest\u2019ultima sembra proprio essere indotta da aumentati livelli di IL-6. Da tempo nell\u2019ambito della ricerca si \u00e8 assodato quanto sia indispensabile cercare di identificare meccanismi e molecole in grado di diminuirne i livelli. Questo \u00e8 il motivo per cui la scoperta sulla capacit\u00e0 degli estrogeni di diminuire il danno tissutale nei pazienti con Parkinson, \u00e8 la strada che viene maggiormente percorsa da molti studiosi.<\/p>\n<p>\u201cLa comprensione delle basi cellulari e molecolari delle differenze di sesso nella fisiologia del cervello e le risposte agli estrogeni &#8211; sostiene il <strong>Prof. Ubaldo Bonuccelli Direttore UOC Neurologia-AOUP del Dipartimento Neuroscienze-Universit\u00e0 di Pisa e parte del Comitato Limpe e Dismov-Sin,<\/strong> promotore della Giornata Nazionale \u2013 pu\u00f2 essere importante per comprendere la natura e le origini della condizione patologica sesso-specifica che risulta nel Parkinson e per la possibile progettazione di nuovi agenti terapeutici a base di ormoni che potrebbero avere ottimale efficacia negli uomini e nelle donne\u201d.<\/p>\n<p>La terapia con estrogeni potrebbe rivelarsi utile per la cura di diversi disordini cerebrali, tra cui il Parkinson. Ci sono molti studi in letteratura che sottolineano l\u2019esistenza di differenze nella morfologia, nella neurochimica e nella funzionalit\u00e0 cerebrale tra uomini e donne.<br \/>\nLa terapia estrogenica pu\u00f2 dare benefici generali, sulle vampate di calore, sull\u2019umore, il sonno, i dolori articolari, la salute urogenitale, la sessualit\u00e0, ma anche benefici specifici sulla salute del cervello.<br \/>\nE\u2019 stato inoltre dimostrato che la riduzione precoce dei livelli di estrogeni possa essere associata a un aumento del rischio di sviluppare la malattia. Un dato rilevante pubblicato da Walter Rocca e i suoi collaboratori della Mayo Clinic, ci indica che le donne che hanno subito una asportazione delle ovaie, entrando quindi precocemente in menopausa, hanno un rischio maggiore di sviluppare il Parkinson. Senza di essi sembra che il cervello invecchi prima e molto peggio. Assumere gli estrogeni non significa comunque distruggere la malattia, ma la terapia ormonale ha l\u2019importante vantaggio di consentire una progressione della patologia pi\u00f9 graduale e quindi meno aggressiva.<\/p>\n<p>In definitiva, studiare l\u2019origine delle differenze cerebrali tra uomo e donna e le risposte sesso-specifiche agli estrogeni, \u00e8 fondamentale per capire suscettibilit\u00e0, prevalenza, progressione e gravit\u00e0 del Parkinson. Raggiungere queste informazioni \u00e8 determinante per poter avviare terapie personalizzate sesso-specifiche che potrebbero portare a una migliore condizione e miglior decorso nel Parkinson.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La malattia di Parkinson \u00e8 presente in tutto il mondo e in tutti i gruppi etnici. 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