{"id":4929,"date":"2013-11-13T09:35:45","date_gmt":"2013-11-13T08:35:45","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=4929"},"modified":"2016-01-12T10:38:50","modified_gmt":"2016-01-12T09:38:50","slug":"obesita-ho-un-problema-e-quindi-mangio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/obesita-ho-un-problema-e-quindi-mangio\/","title":{"rendered":"Obesit\u00e0: ho un problema e quindi mangio"},"content":{"rendered":"<p>Quando il cibo diventa risposta allo stress e alle situazioni negative: i consigli dello psicoterapeuta per aiutarci ad uscirne. &#8220;L&#8217;aumento di peso eccessivo peggiora la qualit\u00e0 della vita e la stima di noi stessi, oltre a darci complicazioni a livello di salute.&#8221; &#8211; spiega lo <strong>psicoterapeuta Giovanni Porta<\/strong> &#8211; &#8220;Per uscirne occorre capire che la soddisfazione dei propri bisogni emotivi non passa solo dalla tavola. Non \u00e8 facile, ma riconoscere il problema \u00e8 il primo passo per iniziare a stare meglio&#8221;.<\/p>\n<p>Gli obesi in Italia sono il 10,1% della popolazione (secondo dei dati Istat del 2009) cio\u00e8 quasi 6 milioni di persone. C&#8217;\u00e8 una percentuale di obesit\u00e0 lievemente maggiore negli uomini che nelle donne (11,1 % vs 9,2%). Una persona si considera obesa se il suo peso corporeo eccede del 60% il suo peso ideale, obesa in maniera severa se il suo peso eccede del 100% il suo peso ideale.<br \/>\n&#8220;Nell&#8217;obesit\u00e0 c&#8217;\u00e8 una profonda influenza di fattori psicologici. &#8211; spiega lo psicoterapeuta Giovanni Porta &#8211; Le persone obese hanno infatti, in molto casi, sviluppato una vera e propria dipendenza dal cibo. In altre parole, assumono cibo come risposta a moltissime situazioni di stress o anche di dispiacere della loro vita. Hanno difficolt\u00e0 ad ascoltare e riconoscere le proprie sensazioni ed emozioni rispondendo alla maggior parte di esse come si trattasse di fame, ed avendo come conseguenza il fatto di ingrassare, senza aver in alcun modo risposto ai propri bisogni. Inoltre, la condizione di obesit\u00e0 complica non poco la vita di relazione, tanto che molte persone obese si sentono spesso frustrate, con bassa autostima, incapaci di suscitare interesse e reazioni positive nel sesso opposto. Alcuni, per evitare ulteriori rifiuti, conducono una vita decisamente ritirata, che non fa che creare spazio fertile all&#8217;ulteriore eccessiva assunzione di cibo&#8221;.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 unanime accordo nella comunit\u00e0 scientifica sul fatto che l&#8217;aumento eccessivo di peso sia proporzionale ad un peggioramento della qualit\u00e0 di vita della persona, e sul fatto che la condizione di obesit\u00e0 sia legata in maniera indissolubile a serie complicazioni in fatto di salute.<br \/>\nNegli ultimi anni, molti studi si sono interrogati sull&#8217;ereditariet\u00e0 dell&#8217;eccesso di peso: i risultati sono discussi, in quanto ci sarebbe s\u00ec una componente genetica, ma non tale da spiegare se non in misura minore l&#8217;obesit\u00e0. L&#8217;elemento centrale sarebbe la trasmissione tra generazioni di cattive abitudini alimentari. Secondo dati dell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.associazioneitalianaobesita.it\/\" target=\"_blank\"><strong>AIO (Associazione Italiana Obesit\u00e0<\/strong><\/a>) &#8220;solo il 5% dei casi di obesit\u00e0 \u00e8 causato da disfunzioni di tipo ormonale&#8221;. In altre parole, nella grande maggioranza dei casi l&#8217;obesit\u00e0 si pu\u00f2 combattere. Ma come?<br \/>\nL&#8217;approccio che ha dato maggiori frutti \u00e8 caratterizzato dalla collaborazione di professionisti della nutrizione e della psicologia.<br \/>\n&#8220;Il primo passo per rompere questo circolo vizioso \u00e8 aiutare la persona obesa a entrare in contatto con le proprie emozioni e sensazioni, e aiutarla a riscoprire che la soddisfazione dei suoi bisogni non passa necessariamente attraverso il cibo. &#8211; continua Giovanni Porta &#8211; Le emozioni sono come le spie che si accendono sul cruscotto dell&#8217;auto mentre stiamo guidando, e ognuna di esse indica una necessit\u00e0. Prendiamo ad esempio la tristezza, sotto la quale si nasconde la mancanza di qualcosa che per noi \u00e8 importante. Se mi sento triste perch\u00e9 ho voglia di parlare con un amico e condividere i miei vissuti, l&#8217;unica cosa che mi far\u00e0 smettere di essere triste \u00e8 parlare con un amico. Se affronto la situazione mangiando (cosa che l\u00ec per l\u00ec sembra calmare il mio stato emotivo) ben presto la sensazione di piacere si esaurir\u00e0, e mi ritrover\u00f2 ugualmente triste, e avr\u00f2 anche acquisito peso, cosa deleteria per la mia autostima. Imparare a riconoscere e soddisfare le proprie esigenze emotive ed affettive \u00e8 un pre-requisito importante per mantenere elevato il livello di motivazione necessario a conseguire il dimagrimento. Sostenere una persona con bassa autostima significa aiutarla a compiere le azioni che ritiene buone per s\u00e9: nel caso dell&#8217;obeso, dimagrire. Man mano che la persona acquista un senso di auto-efficacia, che cio\u00e8 inizia a veder ripagati i propri sforzi, sar\u00e0 sempre meno difficoltoso mantenersi motivata, e lo stesso processo virtuoso potr\u00e0 essere esportato ad altri ambiti della propria vita, tanto da effettuare finalmente quelle conquiste socio-relazionali da tanto tempo sognate&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando il cibo diventa risposta allo stress e alle situazioni negative: i consigli dello psicoterapeuta per aiutarci ad uscirne. &#8220;L&#8217;aumento di peso eccessivo peggiora la qualit\u00e0 della vita e la<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4930,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,9],"tags":[361,312],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4929"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4929"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4929\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4931,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4929\/revisions\/4931"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4930"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}