{"id":5216,"date":"2014-01-25T07:03:27","date_gmt":"2014-01-25T06:03:27","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=5216"},"modified":"2016-01-12T10:38:33","modified_gmt":"2016-01-12T09:38:33","slug":"dimagrire-con-il-mentolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/dimagrire-con-il-mentolo\/","title":{"rendered":"Dimagrire con il mentolo"},"content":{"rendered":"<p>In uno studio appena pubblicato sulla <strong>rivista inglese \u00abMolecular and Cellular Endocrinology<\/strong>\u00bb un gruppo di ricercatori del <strong>Dipartimento di Medicina dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova<\/strong>, coordinati dal <strong>Dr. Marco Rossato della Clinica Medica 3 diretta dal prof. Roberto Vettor,<\/strong> ha individuato i meccanismi molecolari la cui attivazione regola la trasformazione del tessuto adiposo bianco in tessuto adiposo con caratteristiche simili a quelle del tessuto adiposo bruno in grado di bruciare i grassi immagazzinati al suo interno producendo calore.<\/p>\n<p>\u00abUna delle molecole in grado di indurre questa trasformazione \u00e8 il mentolo \u2013 spiega il dottor Rossato -, noto a tutti per la capacit\u00e0 di evocare una sensazione di freddo una volta a contatto con cute e mucose. Questa sostanza di derivazione vegetale e nota da migliaia di anni, stimola le cellule del tessuto adiposo bianco a consumare i grassi producendo calore. <b>Il mentolo \u00e8 utilizzato diffusamente nell\u2019industria alimentare, cosmetica e farmaceutica e sembra privo di effetti collaterali nell&#8217;uomo e rappresenta pertanto una possibile nuova strategia per la cura dell&#8217;obesit\u00e0<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>Lo studio padovano ha dimostrato come il tessuto adiposo bianco abbia dei sensori in grado di \u201csentire\u201d direttamente il freddo senza la mediazione del sistema nervoso. Questi sensori, attivabili dal mentolo e da altre molecole simili, sono in grado di aumentare il metabolismo del tessuto adiposo bianco portando al consumo dei grassi depositati al suo interno e alla produzione di calore.<\/p>\n<p>L&#8217;obesit\u00e0&#8217; rappresenta una patologia a rischio per lo sviluppo di malattie importanti quali diabete, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di neoplasie. Le strategie per la cura dell&#8217;obesit\u00e0 sono rappresentate principalmente dalle modificazioni dello stile di vita quali la dieta ipocalorica e l&#8217;aumento dell&#8217;esercizio fisico che spesso si rivelano scarsamente efficaci per mancanza di una costante aderenza a tali aspetti. Anche se sono stati proposti in passato numerosi farmaci per la cura dell\u2019obesit\u00e0, non ne esiste alcuno attualmente in grado di portare ad una riduzione significativa e duratura del peso corporeo e, nei casi di obesit\u00e0 grave, si pu\u00f2 anche arrivare alla chirurgia.<\/p>\n<p>Una delle strategie teoricamente in grado di portare ad una riduzione del peso corporeo \u00e8 rappresentata dalla possibilit\u00e0 di aumentare il consumo dei grassi depositati nel tessuto adiposo. Nell&#8217; uomo infatti sono presenti due tipi di tessuto adiposo denominati bianco e bruno: il tessuto adiposo bianco che rappresenta il tessuto di accumulo dei grassi e il tessuto adiposo bruno che rappresenta il tessuto in grado di bruciare i grassi depositati nel bianco producendo energia per le attivit\u00e0 cellulari e calore. A tale proposito alcune recenti teorie mettono in relazione l&#8217;obesit\u00e0 con il riscaldamento globale ed \u00e8 noto come questi due elementi siano progressivamente in aumento nelle ultime decadi, confermando una loro possibile interrelazione.<\/p>\n<p>\n<p>\n<p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In uno studio appena pubblicato sulla rivista inglese \u00abMolecular and Cellular Endocrinology\u00bb un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Medicina dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova, coordinati dal Dr. Marco Rossato della Clinica<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5217,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5216"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5216"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5216\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5218,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5216\/revisions\/5218"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5217"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5216"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5216"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5216"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}