{"id":5380,"date":"2014-02-21T11:19:54","date_gmt":"2014-02-21T10:19:54","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=5380"},"modified":"2016-01-12T10:37:59","modified_gmt":"2016-01-12T09:37:59","slug":"lappello-di-veronesi-liberalizzare-la-cannabis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/lappello-di-veronesi-liberalizzare-la-cannabis\/","title":{"rendered":"L&#8217;appello di Veronesi: liberalizzare la cannabis"},"content":{"rendered":"<p>Se si deve ricorrere al proibizionismo significa che abbiamo fallito nella nostra azione educativa <em><br \/>\n<\/em><\/p>\n\n<p>Vorrei che si riaprisse anche in Italia il dibattito per la liberalizzazione delle droghe leggere. \u00c8 arrivato il momento di superare le barriere ideologiche e ammettere che proibire non serve a ridurre il consumo. La sentenza della Consulta, che dichiara incostituzionale la legge Fini-Giovanardi, dimostra, ancora una volta, la visione civilmente pi\u00f9 avanzata dei nostri giudici rispetto al Parlamento. Con la bocciatura della legge, che equiparava droghe pesanti e leggere e prevedeva pene fino ad 20 anni di reclusione, si \u00e8 calcolato che le condanne dovranno essere riviste per 10.000 detenuti, perch\u00e9 connesse all&#8217;uso di droghe leggere, dunque per reati di lieve entit\u00e0. \u00c8 un numero enorme, che corrisponde quasi alla met\u00e0 di tutti i reclusi per droga, complessivamente circa il 40% dei carcerati. Ora, si stima che circa il 50% dei nostri giovani faccia uso di cannabis, oltre a molti adulti. Significa che met\u00e0 dei giovani italiani \u00e8 criminale? Se fosse cos\u00ec, ci sarebbe un motivo in pi\u00f9 per ritenere la Fini-Giovanardi un totale fallimento. Mettere sullo stesso piano droghe leggere e pesanti \u00e8 antiscientifico.<\/p>\n<p>Lo spinello \u00e8 considerato dai giovani una droga &#8220;ludica&#8221; ed innocua e vietarlo serve solo a stimolare la loro propensione alla trasgressione. Ben diverso \u00e8 il contesto di chi affonda nell&#8217;eroina fino a rischiare la vita. E se anche pensiamo che la cannabis sia l&#8217;anticamera di sostanze pi\u00f9 pericolose, davvero crediamo che penalizzando il possesso di una dose possiamo interrompere la spirale di angoscia esistenziale che porta al baratro mortale della droga pesante? I dati ci dicono di no. Se fosse vero, le statistiche non mostrerebbero circa 200mila dipendenti da droghe pesanti in Italia, pi\u00f9 o meno come 10 anni fa. Rendere la cannabis un tab\u00f9 o un piccolo crimine non serve affatto ad affrontare il problema.<\/p>\n<p>Se si deve ricorrere alla proibizione, significa che abbiamo fallito nella nostra azione educativa. La droga \u00e8 un problema pi\u00f9 sociale e culturale, che penale e una legge che impone sanzioni pesanti o addirittura la prigione non pu\u00f2 risolverlo. Dobbiamo renderci conto che se rendiamo criminali i consumatori di droga, li obblighiamo soltanto ad uscire dalla legalit\u00e0 e dal controllo, senza che smettano di drogarsi.<\/p>\n<p>Del resto le esperienze di paesi europei come la Svizzera, l&#8217;Olanda e recentemente il Portogallo, che hanno adottato politiche di liberalizzazione nei confronti della droga, parlano chiaro: se liberalizziamo la droga, non ne aumentiamo l&#8217;uso, riduciamo invece la mortalit\u00e0 da overdose e la criminalit\u00e0 collegato alla produzione e allo spaccio. Secondo molti esperti la liberalizzazione estesa metterebbe in ginocchio i grandi trafficanti e le economie che si basano sul narcotraffico come quella talebana in Afganistan e quella colombiana in Sud America. Da noi, la mafia. Sono nato nel 1925, a Milano, non ho mai vissuto altrove. Posso quindi testimoniare che sin dal secondo dopo guerra sento parlare di lotta alla mafia da parte di tutti i governi, senza aver mai visto un minimo risultato. Io credo che per togliere potere alla mafia bisogna &#8220;tagliarle gli alimenti&#8221; e il suo sostentamento principale \u00e8 senza dubbio il traffico illegale di droga. Cito sempre l&#8217;esperienza americana degli anni &#8217;20: in soli tredici anni di divieto di consumo di alcol fiorirono in maniera esponenziale il consumo clandestino, il mercato nero gestito da bande criminali e il costo dell&#8217;alcol che faceva da volano alla criminalit\u00e0. Si calcola che la mafia incassi per la droga circa 60 miliardi di euro ogni anno. Un giovane che cade nella &#8220;dipendenza&#8221;, se non \u00e8 ricco, ha solo tre possibilit\u00e0 per procurarsi una dose: rubare, prostituirsi o spacciare. In ogni caso diventa un fuori legge.<\/p>\n<p>Ma se proibire \u00e8 deleterio, legalizzare non basta. Bisogna educare e trasmettere il principio non che la droga \u00e8 illegale, ma che ha un valore socialmente e individualmente negativo, informando tutti, a partire dalle scuole, sui rischi reali per la salute. Basta con le demonizzazioni quindi. \u00c8 anche il momento per ridare alla cannabis lo spazio che merita nella cura del dolore. Gi\u00e0 molte regioni hanno reso accessibile la cannabis ad uso terapeutico. \u00c8 assurdo, per il resto del Paese, rinunciare ad un potente antidolorifico solo perch\u00e9 ha la &#8220;colpa&#8221; di essere anche una sostanza stupefacente. Il dolore \u00e8 il pi\u00f9 grande nemico dei malati, annienta la loro dignit\u00e0, spegne le loro energia e la volont\u00e0 di combattere. Il dolore va affrontato con ogni mezzo a nostra disposizione. Anche con la cannabis.<\/p>\n<p><em>di UMBERTO VERONESI \u00a9 La Repubblica<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se si deve ricorrere al proibizionismo significa che abbiamo fallito nella nostra azione educativa Vorrei che si riaprisse anche in Italia il dibattito per la liberalizzazione delle droghe leggere. \u00c8<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5381,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[788],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5380"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5380"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5380\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5383,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5380\/revisions\/5383"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5381"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5380"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5380"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5380"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}