{"id":5434,"date":"2014-08-27T05:23:23","date_gmt":"2014-08-27T03:23:23","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=5434"},"modified":"2014-07-21T10:00:11","modified_gmt":"2014-07-21T08:00:11","slug":"attenti-agli-zuccheri-semplici-nascosti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/attenti-agli-zuccheri-semplici-nascosti\/","title":{"rendered":"Attenti agli zuccheri semplici nascosti"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>Molti sono aggiunti, senza una ragione apparentemente chiara e pi\u00f9 difficili da riconoscere. Nascosti e pi\u00f9 pericolosi di quelli complessi, gli zuccheri semplici da qualche anno sono nel mirino di nutrizionisti, cardiologi e pediatri. Il motivo di questo interesse \u00e8 presto chiaro: gli zuccheri semplici giocherebbero un ruolo tutt\u2019altro che trascurabile nell\u2019insorgenza delle malattie cardiovascolari, tra i pi\u00f9 importanti problemi di sanit\u00e0 pubblica in Italia. Stando ai pi\u00f9 recenti dati Istat, infatti, per queste cause, in Italia, si registrano oltre 224mila decessi annui: pari al 38,8% del dato complessivo. Statistiche che, implicitamente, trovano conferme in un largo <a href=\"http:\/\/archinte.jamanetwork.com\/article.aspx?articleid=1819573\" target=\"_blank\">studio<\/a> pubblicato su <em>Jama Internal Medicine<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong><br \/>\nCOMPLICANZE CARDIOVASCOLARI &#8211;<\/strong> Le conclusioni dello studio americano, realizzato combinando le tendenze nazionali sul consumo di zuccheri raccolte tra il 1988 e il 2010 con i dati di analisi della mortalit\u00e0 per malattie cardiovascolari relativi ai diciotto anni compresi tra il 1988 e il 2006, hanno evidenziato come il <strong>consumo di una lattina al giorno di <a href=\"https:\/\/www.fondazioneveronesi.it\/articoli\/alimentazione\/troppi-zuccheri-e-calorie-gratuite-nei-soft-drink\">bevande zuccherate<\/a> aumenti di oltre un terzo il rischio di andare incontro a un evento cardiovascolare.<\/strong> Non soltanto bibite dolci, per\u00f2. I ricercatori, in linea generale, hanno trovato un legame tra una dieta con troppi zuccheri aggiunti (pi\u00f9 del 15% dell\u2019intake energetico quotidiano) e il rischio di andare incontro a un evento cardiovascolare. Dal momento che questi si trovano non soltanto in prodotti da forno dolci, ma anche in salse, succhi di frutta, caramelle, cereali per la prima colazione e condimenti, diventa molto difficile misurare il reale introito di zucchero quotidiano.<\/p>\n<p><strong>ZUCCHERI SEMPLICI &#8211;<\/strong> Gli zuccheri semplici hanno un basso peso molecolare e la caratteristica di essere subito assorbiti dall\u2019organismo, per poi finire nel torrente circolatorio: con un rapido incremento della glicemia e dei livelli di insulina nel sangue. <strong>Differiscono dagli zuccheri complessi, che sono invece quelli ad alto peso molecolare: come l&#8217;amido, in grado di dare energia in maniera pi\u00f9 lenta e modulata<\/strong>, cos\u00ec da evitare picchi glicemici e brusche sensazioni di fame (ci sono anche alimenti con amido, per esempio pane e riso che hanno un elevato indice glicemico, diventa difficile da spiegare ma questa affermazione non \u00e8 corretta). \u00abGli zuccheri semplici sono aggiunti agli alimenti per soddisfare il desiderio inconscio del nostro organismo di avere energia disponibile a breve termine &#8211; afferma Alberto Ritieni, docente di chimica degli alimenti all\u2019Universit\u00e0 Federico II di Napoli -. Danno molte calorie con poco sforzo metabolico e sono preferiti a livello sensoriale\u00bb. Riconoscerli non \u00e8 sempre facile. Se da una parte \u00e8 vero che il consumatore pu\u00f2 <strong>scoprirne il contenuto dalla lettura dell&#8217;etichetta nutrizionale estesa<\/strong> &#8211; i carboidrati sono riportati come valore totale ed \u00e8 poi specificata anche la quantit\u00e0 degli zuccheri semplici -, nell&#8217;etichettatura semplificata gli zuccheri sono riportati solo come unica voce. Un problema che a partire da dicembre dovrebbe essere risolto <strong>dall\u2019introduzione, in tutta Europa, delle nuove etichette, che dovranno necessariamente indicare l\u2019origine delle materie prime utilizzate<\/strong> e fare chiarezza sugli ingredienti: in primis zuccheri e oli vegetali.<\/p>\n<p><strong>I CONSUMI <\/strong>&#8211; Di zuccheri semplici abbonda soprattutto la dieta occidentale, oggi in realt\u00e0 sempre pi\u00f9 diffusa anche nel nostro Paese. A rendere meno chiaro il quadro \u00e8, poi, l\u2019assenza di indicazioni perentorie riguardanti il consumo degli zuccheri. Se l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 afferma che <strong>gli zuccheri semplici dovrebbero costituire meno del 10% del contributo energetico quotidiano<\/strong>, l\u2019American Heart Association cerca di fornire indicazioni pi\u00f9 precise: non pi\u00f9 di cento chilocalorie al giorno per le donne e centocinquanta per gli uomini. E in Italia? \u00abI nuovi Larn (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) fissano un <strong>limite al consumo di zuccheri entro il 15%<\/strong> dell\u2019energia totale &#8211; dichiara Monica Giroli, biologo nutrizionista dell\u2019ambulatorio di prevenzione dell\u2019aterosclerosi del Centro Cardiologico Monzino di Milano -. Il problema degli zuccheri \u00e8 legato a quelli aggiunti, non si tratta di limitare il consumo di frutta o latte e neppure di carboidrati complessi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>ZUCCHERI CONTRO GRASSI<\/strong> &#8211; Lo studio riaccende il \u201cdualismo\u201d zuccheri-grassi, in voga gi\u00e0 da qualche anno: <strong>quali dei due sono pi\u00f9 dannosi per la salute?<\/strong> \u00abUna classe di molecole non vince sull\u2019altra &#8211; chiosa Giroli -. Quanto ai grassi, occorre limitare l\u2019assunzione soprattutto di quelli trans e saturi: non, per essere chiari, l\u2019olio extravergine di oliva e gli acidi grassi omega 3 e omega 6 che troviamo in diverse fonti alimentari. Sono da limitare, invece<strong>, i prodotti da forno, soprattutto quelli industriali che possono contenere contemporaneamente zuccheri semplici e acidi grassi trans e saturi<\/strong>\u00bb. Ne va della salute del nostro cuore.<\/p>\n<p>Fonte Fondazione Veronesi \u00a9<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti sono aggiunti, senza una ragione apparentemente chiara e pi\u00f9 difficili da riconoscere. 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