{"id":5652,"date":"2014-04-11T06:16:51","date_gmt":"2014-04-11T04:16:51","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=5652"},"modified":"2016-01-12T10:37:40","modified_gmt":"2016-01-12T09:37:40","slug":"depressione-cause-diverse-per-uomini-e-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/depressione-cause-diverse-per-uomini-e-donne\/","title":{"rendered":"Depressione: cause diverse per uomini e donne"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>Uomini e donne non sono uguali nella depressione. Esiste <strong>addirittura una \u201cfotografia\u201d\u00a0 che mostra la differenza<\/strong>. \u00ab<strong>In una corsia maschile<\/strong> del settore psichiatrico si vedono<strong> i ricoverati ciascuno isolato nel suo letto<\/strong>, intento al computer o alla radiolina o che guarda il soffitto; <strong>nel reparto donne<\/strong>, le si vedono <strong>sedute sui letti che fanno gruppo<\/strong>, si raccontano a vicenda, si scambiano pareri e altre storie\u00bb. A spiegarlo \u00e8 il professor Massimo Biondi, ordinario di psichiatria e direttore del Dipartimento di Scienze psichiatriche e Medicina psicologica dell\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma, chiamato a commentare i risultati di una <strong>nuova ricerca sulle cause scatenanti di depressione e ansia in maschi e femmine.<\/strong> Cause che risultano in parte differenti, come diversi sono notoriamente alcuni sintomi e, molto, l\u2019incidenza.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>COPPIE DI GEMELLI<\/strong> &#8211; Kenneth Kendler, professore di psichiatria e di genetica alla Virginia Commonwealth University, ha preso sotto esame\u00a0 le vicende di <strong>1.057coppie di gemelli dizigoti di cui uno maschio e l\u2019altro femmina <\/strong>e li ha confrontati, dinanzi all\u2019avverarsi di una depressione, con <strong>20 fattori di rischio<\/strong>. Ha constatato, cos\u00ec, che <strong>ben 11 dei 20<\/strong> elementi <strong>non coincidevano<\/strong>. Per le donne, a innescare o no una caduta d\u2019umore patologica contano di pi\u00f9 il calore dei genitori, il neuroticismo, il divorzio, i supporti (e rapporti) sociali mentre sugli uomini hanno effetti negativi soprattutto gli abusi sessuali nell\u2019infanzia, l\u2019uso di droghe, il disturbo della condotta, precedenti di depressione maggiore, eventi della vita di forte stress soprattutto in ambito finanziario o riguardante il posto di lavoro o, ancora, d\u2019ordine legale.<\/p>\n<p>Il professor Kendler annota che forse la diversa eziologia di un disturbo dell\u2019umore in donne e uomini potrebbe spiegare una diversa risposta alla psicoterapia dei due generi, \u00abma questa \u00e8 una domanda per ora senza risposta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>DIVERSE RISPOSTE ALLO STRESS<\/strong> &#8211; Riprende Biondi: \u00abDi base, prima della malattia, ci sono <strong>nei due sessi un diverso assetto degli ormoni e dei neurotrasmettitori, una diversa situazione antropologica e sociale<\/strong>. E\u2019 interessante <strong>lo stile di fronte allo stress<\/strong>: <strong>l\u2019uomo lo affronta da solo<\/strong>, prende il problema per le corna, insomma impugna la clava. <strong>La donna tende a condividere<\/strong>, in genere con le compagne, ha una notevole abilit\u00e0 ad appoggiarsi a una rete sociale, quindi \u00e8 pi\u00f9 resiliente. Questa \u00e8 una strategia millenaria che d\u00e0 un\u2019arma in pi\u00f9 alle femmine\u00bb.<\/p>\n<p>Resta, per\u00f2, che <strong>le donne risultano soffrire di depressione il doppio degli uomini<\/strong>, in Italia il 15 per cento contro il 7,2.\u00a0 \u00abCerto, ma ci si chiede anche se le femmine non risultino di pi\u00f9 perch\u00e9 lo dicono di pi\u00f9, sono pi\u00f9 comunicative, chiedono di pi\u00f9 aiuto. <strong>I maschi<\/strong>, invece, dopo una ferita tendono a chiudersi e a <strong>rispondere con l\u2019aggressivit\u00e0, l\u2019impulsivit\u00e0, il ricorso a sostanze<\/strong>, quando non con comportamenti antisociali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>PER I MASCHI UN TEST A PARTE?<\/strong> &#8211; Tutti sintomi pi\u00f9 esternalizzanti che hanno indotto i ricercatori della Michigan University, l\u2019anno scorso, a <strong>creare una specifica scala, o test, per misurare i sintomi maschili della depressione<\/strong>. La consueta lista dei segnali di depressione potrebbe \u2013 questa l\u2019ipotesi \u2013 far sfuggire molti casi patologici maschili.<\/p>\n<p><strong>DA NOI LA FAMIGLIA AIUTA<\/strong> &#8211; In aggiunta a questi dubbi, il professor Massimo Biondi ne avanza un altro, basilare: \u00ab<strong>Tutto quanto sopra \u00e8 vero nella societ\u00e0 anglo-americana. Ma nella realt\u00e0 latina o giapponese o indiana? <\/strong>Si possono trasportare gli stessi risultati in una diversa cultura e societ\u00e0? Per esempio, <strong>da noi la famiglia continua a essere pi\u00f9 importante che in altri paesi<\/strong>, c\u2019\u00e8 meno mobilit\u00e0, quindi meno separazioni nello spazio delle parentele, fatto che avr\u00e0 dei difetti, ma ha pure il pregio di offrire una maggiore protezione. <strong>I cosiddetti \u201cbamboccioni\u201d <\/strong>ricevono dalla famiglia il sostegno dei soldi, ma anche un di pi\u00f9 affettivo e protettivo. Perch\u00e9 <strong>si trovano dentro una rete\u00a0 che gli d\u00e0<\/strong> \u2013 anche se sono senza lavoro, e dunque senza il conseguente ruolo &#8211; <strong>un\u2019appartenenza e un ruolo <\/strong>che rappresentano un rinforzo. In effetti, dai dati Istat, come tassi di prevalenza di depressione e suicidi, l\u2019Italia non va male, nel senso che <strong>abbiamo percentuali un po\u2019 pi\u00f9 basse che in altri paesi<\/strong>. Credo si debba ai legami pi\u00f9 intensi con la famiglia e la comunit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Fonte Fondazione Veronesi \u00a9<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uomini e donne non sono uguali nella depressione. 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