{"id":5655,"date":"2014-04-12T07:23:04","date_gmt":"2014-04-12T05:23:04","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=5655"},"modified":"2016-01-12T10:37:39","modified_gmt":"2016-01-12T09:37:39","slug":"e-vero-che-esiste-la-dipendenza-da-facebook","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/e-vero-che-esiste-la-dipendenza-da-facebook\/","title":{"rendered":"E\u2019 vero che esiste la dipendenza da Facebook?"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>Risponde il Prof. Federico Tonioni, Coordinatore dell\u2019Ambulatorio dedicato all\u2019Internet Addiction Disorders, Policlinico Agostino Gemelli, Roma<\/p>\n<p>Non solo esiste una dipendenza dal web, ma anche da Facebook. \u00c8 quello che viene definito \u2018Information Deprivation Disorder\u2019 ed \u00e8 un nuovo disturbo psicologico che ingenera nelle forme pi\u00f9 serie agitazione, ansia, depressione, senso di irrequietezza e isolamento da un contesto reale, a favore di una comunicazione virtuale portata avanti e accresciuta per mezzo dei social network. Ad esserne maggiormente colpiti sono soprattutto i giovani e gli adolescenti, sempre pi\u00f9 affezionati alla rete dalla quale restano imbrigliati, facendo del chattare o della navigazione uno dei passatempi preferiti.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Non per questo il web deve essere condannato, gli vanno infatti riconosciuti diversi vantaggi (la rapidit\u00e0 dell\u2019informazione, ad esempio), ma specie nelle et\u00e0 in cui non si ha ancora acquisito la piena maturit\u00e0 \u2013 come quella adolescenziale, appunto \u2013 un rapporto sbagliato con la rete, che pu\u00f2 far scaturire un disagio di ordine mentale, \u00e8 un aspetto che non va trascurato. I primi segnali di una dipendenza dai social network sono evidenti: un tempo sempre pi\u00f9 protratto passato davanti alla rete a sfavore di relazioni reali e l\u2019affermazione di un senso di onnipotenza generato dalla possibilit\u00e0 di gestire e controllare il mondo o le amicizie virtuali pi\u00f9 facilmente, perch\u00e9 prive di rapporti dal vivo i quali invece sono spesso complicati, imprevedibili e complessi.<\/p>\n<p>Nelle <strong>situazioni pi\u00f9 gravi, si pu\u00f2 arrivare fino all\u2019assunzione e all\u2019identificazione con identit\u00e0 diverse: \u00e8 noto infatti il rapporto tra Facebook e false personalit\u00e0<\/strong>. Viste le implicazioni psicologiche del problema, il percorso di cura pi\u00f9 indicato per la dipendenza da internet \u00e8 una psicoterapia individuale o una psicoterapia di gruppo condivisa con altre persone che vivono la medesima problematica, rivolta soprattutto a risolvere sia aspetti di carattere puramente psicologico \u2013 stati di insonnia, sbalzi di umore, ansia \u2013 ma anche problemi fisici causati dal perdurare del tempo di fonte allo schermo, quali mal di schiena, difficolt\u00e0 alla vista e tunnel carpale.<\/p>\n<p>Di norma la terapia si snoda con un primo colloquio che consenta di inquadrare la problematica e di evidenziare eventuali patologie sottostanti, a cui seguono altri incontri sostenuti in caso di necessit\u00e0 anche da un supporto farmacologico e\/o da un trattamento riabilitativo di gruppo che permetta di imparare a riavvicinarsi nuovamente ad amici in carne e ossa. In ogni caso, ai primi campanelli di allarme, occorre rivolgersi ad un centro specializzato nella cura delle psicopatologie dell\u2019adolescenza.<\/p>\n<p>Fonte Fondazione Veronesi \u00a9<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Risponde il Prof. Federico Tonioni, Coordinatore dell\u2019Ambulatorio dedicato all\u2019Internet Addiction Disorders, Policlinico Agostino Gemelli, Roma Non solo esiste una dipendenza dal web, ma anche da Facebook. \u00c8 quello che viene<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5657,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9,46],"tags":[383,382,384],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5655"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5655"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5655\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5659,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5655\/revisions\/5659"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5657"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5655"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5655"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5655"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}