{"id":5742,"date":"2014-04-30T06:10:47","date_gmt":"2014-04-30T04:10:47","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=5742"},"modified":"2016-01-12T10:37:35","modified_gmt":"2016-01-12T09:37:35","slug":"dipendenza-da-facebook-il-rischio-dopamina-ogni-like-un-piccolo-orgasmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/dipendenza-da-facebook-il-rischio-dopamina-ogni-like-un-piccolo-orgasmo\/","title":{"rendered":"Dipendenza da Facebook? Il rischio dopamina: ogni &#8220;like&#8221; un piccolo orgasmo."},"content":{"rendered":"<p>Cresce la sindrome del \u2018Mi Piace\u2019, il 53% degli utenti si connette per accedere ai Social, il 6% ammette di esserne dipendente, per molti utenti Facebook ha un potere quasi ipnotico.<br \/>\nLe nuove tecnologie sono entrate profondamente all\u2019interno della nostra quotidianit\u00e0 radicalizzando certi comportamenti e dando vita a nuove forme di dipendenza, si tratta di disturbi psicologici che generano nei casi pi\u00f9 gravi ansia e depressione. In particolare, la dipendenza dai social network continua a mietere vittime, soprattutto in Italia che, con oltre 21 milioni di utenti, registra in percentuale pi\u00f9 utilizzatori di social network al mondo, con l\u201986% dei navigatori. A subire maggiormente di questo disagio sono soprattutto gli adolescenti, il 22% di questi dichiara di passare ore davanti al computer, soprattutto per connettersi a Facebook, mentre ben il 53% degli utenti si connette alla rete da cellulare per accedere ai social network.<\/p>\n<p>Uno studio di IMR Ricerche realizzato su un campione di 100 persone con metodo cawi (computer-assisted web interviewing) ha rilevato che il 38% degli intervistati ammette di \u2018esagerare\u2019 nell\u2019utilizzo dei social, il 6% ammette di esserne \u2018dipendente\u2019, mentre una buona parte degli intervistati crede che i Social abbiano un potere quasi \u2018ipnotico\u2019, tanto da esserne legati anche senza che vi sia un effettivo e razionale interesse, infine il 20% ammette di avere avuto problemi \u2018relazionali\u2019 derivanti dall\u2019uso smodato di questi strumenti.<\/p>\n<p>\u201cDal 2008, anno in cui Facebook \u00e8 sbarcato in Italia, \u00e8 aumentato dell\u20198% il numero di persone che si rivolge a noi per risolvere il problema da dipendenza dei social network &#8211; dichiara Armando Stano, Segretario Generale <strong>A.I.D.A. &#8211; Accademia Internazionale \u2018Stefano Benemeglio&#8217; delle Discipline Analogiche<\/strong>. L\u2019utente medio ha tra i 30 e i 45 anni, spesso a rivolgersi a noi sono madri preoccupate per i loro figli che trascorrono sempre pi\u00f9 tempo in rete. Del resto i dati parlano chiaro, e quando chiediamo qual \u00e8 la motivazione principale che spinge l\u2019individuo a reiterare il suo comportamento, il 5% dichiara di navigare su Facebook per dimenticare i suoi problemi personali, il 3% trova nel social network un profondo senso di appagamento dovuto dal consenso sociale generato dal \u2018Mi Piace\u2019, per questo i soggetti che hanno pi\u00f9 successo su Facebook, sono quelli che rischiano di pi\u00f9 la dipendenza. Secondo uno studio condotto dall\u2019Universit\u00e0 del North Carolina, ogni volta che riceviamo un \u2018Mi Piace\u2019, infatti, il nostro organismo rilascia una piccola scarica di dopamina, il neurotrasmettitore che viene coinvolto nei fenomeni di dipendenza. L\u2019addiction disorder, la dipendenza da Internet e, in particolare, da Facebook, porta l\u2019individuo fuori dalla realt\u00e0, in un vortice di ostentazione del s\u00e9, di sovraesposizione della propria identit\u00e0 che per\u00f2 \u00e8 totalmente costruita, fittizia. Il 2% delle persone che si rivolgono a noi dichiara di provare invidia per le foto sorridenti e felici dei propri amici, ci\u00f2 li spinge a postare immagini di s\u00e9 in compagnia di persone o comunque in situazioni piacevoli, per dimostrare di non essere da meno\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSpesso tale dipendenza nasconde dei disagi pi\u00f9 profondi, l\u2019obiettivo delle discipline analogiche sta nell\u2019aiutare chi soffre a ricollegarsi con il proprio inconscio, aiutare a gestire le proprie emozioni attraverso il linguaggio dell\u2019inconscio, un prezioso strumento di orientamento agendo sulle cause e non sul sintomo, riequilibrando cos\u00ec la sfera emotiva\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cresce la sindrome del \u2018Mi Piace\u2019, il 53% degli utenti si connette per accedere ai Social, il 6% ammette di esserne dipendente, per molti utenti Facebook ha un potere quasi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5743,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9,68],"tags":[383,382],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5742"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5742"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5742\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5744,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5742\/revisions\/5744"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5743"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5742"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5742"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5742"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}