{"id":5865,"date":"2014-05-17T06:41:17","date_gmt":"2014-05-17T04:41:17","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=5865"},"modified":"2015-12-09T16:19:50","modified_gmt":"2015-12-09T15:19:50","slug":"cuore-numeri-e-costi-in-crescita-per-lo-scompenso-cardiaco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/cuore-numeri-e-costi-in-crescita-per-lo-scompenso-cardiaco\/","title":{"rendered":"Cuore, numeri e costi in crescita per lo scompenso cardiaco"},"content":{"rendered":"<!--\n@page { margin: 2cm }\n\t\tP { margin-bottom: 0.21cm }\n-->\n<p>Scompenso cardiaco, quasi la met\u00e0 degli italiani over 50 non lo conosce. Nasce in italia <strong>AISC (associazione italiana scompensati cardiaci).<\/strong> La pi\u00f9 ampia indagine europea mai realizzata sullo scompenso cardiaco rivela una realt\u00e0 allarmante. Sono in migliaia gli italiani che rischiano di non riconoscere i sintomi dello scompenso. Tra gli intervistati, meno di una persona su 3 (27%) \u00e8 consapevole del rischio di sviluppare lo scompenso cardiaco e uno su 10 lo confonde con l\u2019infarto.<br \/>\nOltre 600 mila italiani vivono con lo scompenso cardiaco, ma fanno pi\u00f9 paura l\u2019infarto e i tumori. Eppure lo scompenso cardiaco acuto causa pi\u00f9 decessi di alcuni tumori in fase avanzata, come il tumore al seno e il tumore all\u2019intestino. Il 20-30% dei pazienti muore entro un anno dal verificarsi di un episodio acuto. Nasce in Italia <strong>AISC (Associazione Italiana Scompensati Cardiaci)<\/strong> la prima associazione pazienti dedicata allo scompenso cardiaco.\u00a0 AISC \u00e8 sceso\u00a0 in campo a Roma con il flash mob \u201cCuore in salute a passo di danza\u201d. Chiamati a raccolta gli over 60 romani, che hanno improvvisato una danza in Galleria Alberto Sordi per sensibilizzare sullo scompenso cardiaco.<\/p>\n<p>L\u2019Europa ha celebra in questi giorni le <strong>Giornate dello Scompenso Cardiaco<\/strong>, una condizione invalidante che si verifica quando il cuore non \u00e8 pi\u00f9 in grado di pompare una quantit\u00e0 sufficiente di sangue nell\u2019organismo. In Italia si attende un +25% dei casi nei prossimi 20 anni e oggi sono oltre 600mila gli italiani coinvolti. Numeri e costi in crescita se si considera che lo scompenso cardiaco \u00e8 la pi\u00f9 comune causa di ospedalizzazione per i pazienti con oltre 65 anni. Eppure, la pi\u00f9 ampia indagine europea mai realizzata sullo scompenso cardiaco rivela che quasi la met\u00e0 degli over 50 italiani (47%) non sa spiegare cosa sia lo scompenso cardiaco e 1 su 10 lo confonde con l\u2019infarto. Una mancanza di informazione preoccupante, perch\u00e9 secondo le stime 1 italiano su 5 svilupper\u00e0 lo scompenso cardiaco dopo i 40 anni, ma meno di 1 su 3 (27%) \u00e8 consapevole di questo rischio.<\/p>\n<p>L\u2019indagine, ha coinvolto 11.000 persone in Europa e 1.000 in Italia, a partire dai 50 anni di et\u00e0. Tra gli intervistati, 9 su 10 (91%) non hanno saputo riconoscere fino a tre sintomi comuni dello scompenso cardiaco e circa 1 su 5 (17%) ha dichiarato che aspetterebbe una settimana prima di rivolgersi al medico a fronte dei sintomi dello scompenso o non richiederebbe affatto il parere medico. Scarsa informazione che sommata all\u2019invecchiamento della popolazione, alla crescente obesit\u00e0 e stili di vita scorretti, rischia di aggravare nei prossimi anni un problema sanitario che oggi costa nel mondo oltre 45 miliardi di dollari, mentre in Italia rappresenta la seconda voce di costo, dopo il parto, per ospedalizzazioni.<\/p>\n<p>\u201cLa nascita dell\u2019Associazione Italiana Scompensati Cardiaci vuole essere l\u2019inizio di un percorso collettivo di impegno contro un problema sanitario in rapida crescita, che non pu\u00f2 pi\u00f9 rimanere inosservato. &#8211; spiega Oberdan Vitali, Presidente AISC \u2013 Sono tante le persone che come me affrontano ogni giorno le difficolt\u00e0 e i sintomi invalidanti dello scompenso cardiaco e che hanno vissuto l\u2019esperienza traumatica di un episodio acuto. Per questo ho deciso di impegnarmi per avviare la creazione di una rete di informazione e di supporto anche in Italia, come in altri Paesi europei, per affrontare questa vera e propria epidemia con le armi dell\u2019informazione e della prevenzione\u201d. Il primo passo di AISC sar\u00e0 all\u2019insegna del movimento che fa bene al cuore.<\/p>\n<p>Una condizione cronica da non sottovalutare perch\u00e9, se trascurata, pu\u00f2 evolvere in episodi acuti, che si manifestano con un\u2019improvvisa sensazione di soffocamento, un rapido aumento di peso dovuto all\u2019accumulo di liquidi nel corpo e un grave affaticamento. Ogni anno, solo negli USA e in Europa, si verificano 3,5 milioni di episodi di scompenso cardiaco acuto (AHF) e rispettivamente il 20% e il 30% circa dei pazienti muore entro un anno dal verificarsi dell\u2019episodio. Eppure, secondo i dati dell\u2019indagine, il 92% degli intervistati non \u00e8 a conoscenza della gravit\u00e0 dello scompenso cardiaco acuto. Nonostante i progressi nel trattamento di altre condizioni cardiache, per lo scompenso acuto non ci sono innovazioni importanti da quasi 20 anni.<\/p>\n<p>\u201cI dati di questa ricerca europea confermano la realt\u00e0 preoccupante che verifichiamo ogni giorno nella nostra attivit\u00e0 clinica. Lo scompenso cardiaco \u00e8 spesso sconosciuto e per questo sottovalutato. La prevenzione dello scompenso cardiaco e la gestione della condizione cronica richiedono il coinvolgimento in prima persona del paziente e dei suoi familiari, per adottare uno stile di vita corretto e porre una particolare attenzione ai sintomi dello scompenso, che spesso sono confusi con i normali segni dell\u2019invecchiamento e per questo sono trascurati, fino al manifestarsi di episodi acuti\u201d, spiega Salvatore Di Somma, Direttore Medicina d\u2019Urgenza e Pronto Soccorso, AO Sant\u2019Andrea &#8211; Sapienza Universit\u00e0 di Roma.<\/p>\n<p>\u201cQuando il paziente arriva al pronto soccorso \u2013 conclude Di Somma &#8211; il protocollo base consiste nel ridurre la dispnea e la quantit\u00e0 di liquidi in eccesso nell\u2019organismo, mediante la somministrazione di ossigeno e diuretici. Purtroppo questi trattamenti, che pur migliorano la sintomatologia del paziente, non producono un miglioramento della prognosi della patologia, come mostrano i dati sulle ri-ospedalizzazioni e in generale sulla mortalit\u00e0. Di fatto, dagli anni \u201970 non c\u2019\u00e8 stata evoluzione in termini farmacologici. Oggi, dopo tanto tempo, stiamo sperimentando una nuova molecola, serelaxina, che se utilizzata nelle prime ore dall&#8217;arrivo del paziente in pronto soccorso potrebbe avere effetti molto positivi sulla sopravvivenza del paziente stesso. Se gli studi in corso confermeranno i primi risultati, questo farmaco potrebbe costituire un nuovo strumento per migliorare la condizione di salute e di vita dei pazienti con scompenso cardiaco acuto\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scompenso cardiaco, quasi la met\u00e0 degli italiani over 50 non lo conosce. Nasce in italia AISC (associazione italiana scompensati cardiaci). 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