{"id":6018,"date":"2014-06-16T12:20:41","date_gmt":"2014-06-16T10:20:41","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=6018"},"modified":"2014-10-24T16:30:15","modified_gmt":"2014-10-24T14:30:15","slug":"diabete-linsulina-degludec-riduce-le-ipoglicemie-notturne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/diabete-linsulina-degludec-riduce-le-ipoglicemie-notturne\/","title":{"rendered":"Diabete: l\u2019insulina degludec riduce le ipoglicemie notturne"},"content":{"rendered":"<p><strong><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: normal\"><strong>San Francisco, 16 giugno 2014<\/strong>\u00a0\u2013 Nuovi dati presentati alle 74th\u00a0Scientific Sessions della American Diabetes Association (ADA) dimostrano che l\u2019insulina basale degludec (Tresiba\u00ae, Novo Nordisk) &#8211; rispetto all\u2019insulina glargine &#8211; riduce significativamente gli episodi di ipoglicemia notturni nelle persone con diabete di tipo 2, indipendentemente da come questi vengano identificati secondo le diverse definizioni attualmente in uso1. Questa riduzione, anche se non statisticamente significativa, si evidenzia anche nelle persone con diabete di tipo 11.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>La differenza nella definizione di \u201cepisodio di ipoglicemia notturno\u201d pu\u00f2 derivare dal periodo temporale considerato o dal limite dei livelli di glicemia. In questa analisi sono stati presi in considerazione: gli episodi di ipoglicemia, con valori di zuccheri nel sangue inferiori a 56 mg\/dl, con evidenza di sintomi; quelli considerati tali secondo la definizione dell\u2019ADA, che pone il valore soglia a 70 mg\/dl; e quelli con valore glicemico inferiore a 56 mg\/dl, avvenuti tra le 21:59 e le 5:59 di notte. In una precedente analisi, erano stati valutati solo gli episodi di ipoglicemia avvenuti tra mezzanotte e le 6 del mattino, con valori di glicemia inferiori a 56 mg\/dl auto-dichiarati dalle persone oggetto dello studio oppure gli eventi gravi che avessero richiesto un aiuto da parte di terzi.<\/p>\n<p>\u201cIl problema delle ipoglicemie \u00e8 molto diffuso e interessa e preoccupa molte persone con diabete\u201d afferma\u00a0<strong>Antonio Nicolucci<\/strong>, Responsabile del dipartimento di farmacologia clinica ed epidemiologia della Fondazione Mario Negri Sud. \u201cA spaventare di pi\u00f9 sono le ipoglicemie notturne, proprio perch\u00e9 quando si dorme non ci si rende conto dei sintomi e non si pu\u00f2 quindi intervenire per riportare il glucosio nel sangue a un livello sufficiente per il corretto funzionamento dell\u2019organismo. A tal proposito lo studio HYPOS-1 &#8211; prosegue Nicolucci &#8211; rivela che, fra coloro che riferiscono episodi di ipoglicemia, uno su quattro ha avuto almeno un episodio di ipoglicemia sintomatica notturno nel corso degli ultimi 12 mesi, vivendo sulla propria pelle tutti i sintomi che ne derivano.\u201d<\/p>\n<p>I dati presentati all\u2019ADA, analizzando un\u2019ampia casistica di possibili situazioni definibili come ipoglicemia notturna, mettono in luce come la riduzione del numero di questi eventi dovrebbe poi riscontrarsi effettivamente nella pratica clinica e non solo in condizioni di studio scientifico.<\/p>\n<p><strong>Nelle persone con diabete tipo 2 in trattamento per la prima volta con insulina<\/strong>, il rischio di ipoglicemia notturna con insulina degludec era inferiore rispetto ad insulina glargine del 27% (p&lt;0.05) considerando gli eventi secondo la definizione ADA, episodi sintomatici con glicemia inferiore a 70 mg\/dl tra mezzanotte e le 6 del mattino, e del 44% (p&lt;0.05) quando il valore soglia era inferiore a 56 mg\/dl.<\/p>\n<p><strong>Nelle persone con diabete tipo 2 in trattamento basal-bolus<\/strong>, il rischio di ipoglicemia notturna con insulina degludec era inferiore rispetto ad insulina glargine del 25% (p&lt;0.05) considerando gli episodi di ipoglicemia avvenuti tra mezzanotte e le 6 del mattino, con valori di glicemia inferiori a 56 mg\/dl auto-dichiarati dalle persone oggetto dello studio oppure gli eventi gravi che avessero richiesto un aiuto da parte di terzi, e del 32% (p&lt;0.05) valutando esclusivamente il valore soglia inferiore a 56 mg\/dl.<\/p>\n<p><strong>Nelle persone con diabete tipo 1<\/strong>, il tasso di ipoglicemie notturne con insulina degludec era numericamente inferiore rispetto ad insulina glargine del 9% considerando gli eventi secondo la definizione ADA, del 17% considerando quelli avvenuti tra mezzanotte e le 6 del mattino, con valori di glicemia inferiori a 56 mg\/dl auto-dichiarati dalle persone oggetto dello studio oppure gli eventi gravi che avessero richiesto un aiuto da parte di terzi.<\/p>\n<p><strong>Insulina degludec (Tresiba\u00ae)<\/strong><\/p>\n<p>Tresiba\u00ae\u00a0\u00e8 il nome commerciale a livello mondiale dell\u2019insulina degludec, registrata in Unione Europea, Argentina, Aruba, Bangladesh, Brasile, Cile, El Salvador, Giappone, Hong Kong, Islanda, Israele, India, Lichtenstein, Libano, Macedonia, Messico, Nepal, Norvegia, Russia, Sud Corea, Svizzera.<\/p>\n<p><em>Con sede in Danimarca, Novo Nordisk \u00e8 un gruppo farmaceutico internazionale da novant\u2019anni impegnato nell\u2019innovazione e leader nella cura del diabete. Novo Nordisk \u00e8 anche leader nel campo della cura dell\u2019emofilia, della terapia con ormone della crescita e della terapia ormonale sostitutiva. Novo Nordisk ha circa 38.000 dipendenti in 75 paesi e commercializza i suoi prodotti in pi\u00f9 di 180 nazioni. Per maggiori informazioni\u00a0<\/em><a href=\"http:\/\/m5r3b.mailrouter.it\/nl\/x5dxtz\/jwslg\/1?_t=f4967d38\"><em>www.novonordisk.com<\/em><\/a><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>San Francisco, 16 giugno 2014\u00a0\u2013 Nuovi dati presentati alle 74th\u00a0Scientific Sessions della American Diabetes Association (ADA) dimostrano che l\u2019insulina basale degludec (Tresiba\u00ae, Novo Nordisk) &#8211; rispetto all\u2019insulina glargine &#8211; riduce<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6037,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[25],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6018"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6018"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6018\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6032,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6018\/revisions\/6032"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6037"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}