{"id":6049,"date":"2014-06-17T20:36:39","date_gmt":"2014-06-17T18:36:39","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=6049"},"modified":"2014-12-09T11:18:59","modified_gmt":"2014-12-09T10:18:59","slug":"artrosi-dellanca-riconoscerla-e-curarla-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/artrosi-dellanca-riconoscerla-e-curarla-3\/","title":{"rendered":"Artrosi dell\u2019anca riconoscerla e curarla"},"content":{"rendered":"<p>La Coxartrosi o artrosi dell\u2019anca \u00e8 una patologia cronico-degenerativa della cartilagine dell\u2019anca dovuta a un\u2019usura dei capi articolari che si instaura progressivamente e compromette la normale deambulazione. Ne abbiamo parlato con l\u2019equipe del <b>Professor Vincenzo Salini, Direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologica dell\u2019Universit\u00e0 \u201cG. d\u2019Annunzio\u201d di Chieti.<\/b><\/p>\n<p><b>Cos\u2019\u00e8 la coxartrosi?<\/b><\/p>\n<p>L\u2019 artrosi dell\u2019anca, o coxartrosi, \u00e8 la malattia che pi\u00f9 comunemente colpisce l\u2019anca del soggetto adulto. \u00e8 una patologia a carattere cronico-degenerativo, che si instaura in maniera subdola e progressiva fino a diventare, in alcuni casi, fortemente invalidante. Possiamo immaginarla come una sorta di \u201cusura\u201d dell\u2019articolazione: lo strato di cartilagine che ricopre la testa del femore e la cavit\u00e0 acetabolare si assottiglia progressivamente fino a scoprire l\u2019osso sottostante che, reagendo ad uno \u201cstress\u201d eccessivo, produce escrescenze ossee appuntite, dette \u201costeofiti\u201d. Si raggiunge cos\u00ec un\u2019 alterazione della forma normale della articolazione con conseguente perdita della sue funzioni.<\/p>\n<p><b>Chi ne \u00e8 colpito?<\/b><\/p>\n<p>Normalmente la coxartrosi \u00e8 caratteristica dei pazienti con et\u00e0 intorno ai 60 anni. Ci\u00f2 accade soprattutto nelle sue forme primarie, cio\u00e8 non conseguenti a cause specifiche e definite. Se si considerano le forme secondarie, cio\u00e8 conseguenti a una precedente patologia, l\u2019et\u00e0 media di insorgenza pu\u00f2 ridursi fino ai 35-40 anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Quali sono le cause?<\/b><\/p>\n<p>La coxartrosi primitiva o primaria non \u00e8 legata a una causa specifica, o forse, pi\u00f9 correttamente, essa non \u00e8 ancora stata riconosciuta in maniera definita. Tuttavia i progressi eseguiti in ambito scientifico hanno portato a riconoscere diversi fattori che possono agire come concausa e che sono\u00a0 determinanti nella progressione della malattia. Ci\u00f2 non solo ci ha aiutato a comprendere meglio l\u2019evoluzione della patologia, ma ci permette quotidianamente di poterla trattare in maniera pi\u00f9 specifica e quindi efficace, con conseguente maggiore beneficio per il paziente. La coxartrosi secondaria pu\u00f2 dipendere da disordini locali come in caso di pregresse fratture del femore e\/o dell\u2019acetabolo, patologie congenite e malattie dell\u2019 infanzia, come la Displasia Evolutiva dell\u2019Anca e la malattia di Perthes o da problematiche sistemiche, come ad esempio le patologie autoimmuni (es: Artrite reumatoide) o eccessive e protratte somministrazioni di corticosteroidi.<\/p>\n<p><b>Come si manifesta?<\/b><\/p>\n<p>Il paziente lamenta un tipico dolore, localizzato a livello dell\u2019inguine e del gluteo, detto \u201ccoxalgia\u201d. Altrettanto caratteristica \u00e8 l\u2019\u201cirradiazione\u201d del dolore a livello della coscia, fino anche al ginocchio. La causa del dolore \u00e8 soprattutto \u201cmeccanica\u201d, cio\u00e8 conseguente all\u2019\u201cutilizzo dell\u2019articolazione\u201d. Pertanto il paziente ha difficolt\u00e0 a muovere l\u2019anca e ancor di pi\u00f9 a deambulare, mentre il dolore si riduce a riposo. Tipica \u00e8 la \u201crigidit\u00e0 al mattino\u201d, ossia la difficolt\u00e0 ad iniziare il movimento dopo l\u2019immobilit\u00e0 legata al riposo notturno. Il dolore, costante e progressivo, si associa spesso ad una \u201ccontrattura\u201d dei muscoli della coscia, soprattutto del gruppo responsabile della rotazione esterna dell\u2019arto inferiore. Il paziente ha infatti difficolt\u00e0 a ruotare la punta del piede verso l\u2019interno e semplici gesti come calzare una scarpa diventano molto faticosi oppure in alcuni casi addirittura impossibili.<\/p>\n<p><b>Quali esami sono utili?<\/b><\/p>\n<p>L\u2019insieme dei segni e dei sintomi propri del paziente affetto da artrosi dell\u2019anca \u00e8 fortemente caratteristico e suggestivo, soprattutto per \u201cocchi esperti\u201d. Tuttavia per una diagnosi di certezza, \u00e8 sufficiente una semplice radiografia del bacino e delle anche, meglio se eseguita in \u201cortostatismo\u201d, ossia \u201cin piedi\u201d.\u00a0 Nei casi pi\u00f9 complessi pu\u00f2 essere necessario ricorrere ad esami specifici quali T.A.C. o Risonanza Magnetica.<\/p>\n<p><b>Come si cura?<\/b><\/p>\n<p>Poich\u00e9 l\u2019articolazione dell\u2019anca \u00e8 molto \u201cprofonda\u201d, ossia \u00e8 avvolta da un\u2019importante quantit\u00e0 di tessuto muscolare e adiposo, le comuni terapie fisiche come ionoforesi o laser non sono molto efficaci. Il primo approccio \u00e8 sempre di tipo medico farmacologico. Esso si basa sull\u2019utilizzo di farmaci anti-infiammatori e analgesici al fine di ridurre il dolore e determinare, per quanto possibile, un miglioramento del quadro clinico del paziente. Purtroppo i farmaci assunti per via sistemica, soprattutto se per molto tempo, possono avere effetti collaterali anche importanti.\u00a0Al fine di ridurre tali complicanze, la terapia infiltrativa ossia la somministrazione diretta del farmaco, mediante una iniezione all\u2019interno dell\u2019articolazione, si presenta come una soluzione efficace e con minori effetti collaterali. Eseguiamo questa procedura avvalendoci dell\u2019ausilio di un ecografo, al fine di eseguire l\u2019infiltrazione con minore dolore e senza rischi per il paziente. Negli ultimi anni, la possibilit\u00e0 di somministrare direttamente all\u2019interno dell\u2019articolazione l\u2019Acido ialuronico, ci ha fornito un\u2019 arma efficace per il trattamento del paziente affetto da coxartrosi. L\u2019acido ialuronico \u00e8 una molecola fisiologicamente sintetizzata nel nostro corpo. Esso \u00e8 normalmente responsabile del \u201cbenessere\u201d dell\u2019articolazione. Pertanto nei pazienti affetti da artrosi la somministrazione intra-articolare di acido ialuronico ad alto peso molecolare \u00e8 finalizzata ad ottenere un trofismo della cartilagine ma soprattutto a creare all\u2019interno dell\u2019articolazione un effetto \u201ccuscinetto\u201d, al fine di ridurre il dolore meccanico, ossia legato alla deambulazione. In casi selezionati, come i pazienti \u201cgiovani\u201d, abbiamo da qualche tempo iniziato ad eseguire,\u00a0 con incoraggianti risultati, anche infiltrazioni eco-guidate con P.R.P.\u00a0 Tale sigla sta per \u201cplasma ricco di piastrine\u201d. Esso \u00e8 infatti un concentrato di fattori di crescita: si ottiene attraverso un processo di \u201ccentrifugazione\u201d del sangue dello stesso paziente, ottenuto mediante un comune prelievo, e pertanto privo di effetti collaterali quali reazioni allergiche o rigetto. La sua azione \u00e8 mirata a \u201crinvigorire\u201d la cartilagine, cercando di rallentare la sua degenerazione e quindi l\u2019evoluzione della malattia. Tuttavia, queste tecniche possono essere efficaci e permetterci di curare in maniera brillante solo alcuni tipi pazienti. La loro indicazione deve essere posta solo ed esclusivamente dallo specialista, al fine di evitare cure inutili o potenzialmente dannose.\u00a0Purtroppo, sebbene nella faretra del chirurgo ortopedico siano disponibili molte frecce da scagliare, al fine di offrire un approccio conservativo e soddisfacente per la cura del paziente affetto da coxartrosi, l\u2019unica terapia in grado di guarire un individuo malato \u00e8 l\u2019intervento chirurgico. Esso consiste, nella maggior parte dei casi, nell\u2019impianto di un\u2019artroprotesi, ossia nella ricostruzione \u201cde novo\u201d dell\u2019articolazione, mediante componenti articolari metalliche. In questo modo il paziente viene dotato di una \u201carticolazione nuova di zecca\u201d. L\u2019intervento chirurgico, rispetto al passato, pu\u00f2 essere oggi condotto con tecniche nuove. Esistono infatti approcci \u201cmini-invasivi\u201d, ossia si possono eseguire tagli pi\u00f9 piccoli, con conseguente riduzione del numero di complicanze e con risultati estetici migliori. L\u2019ultimo ritrovato in termini di chirurgia protesica \u00e8 la protesi \u201ccustom-made\u201d. In casi specifici, la protesi pu\u00f2 essere infatti realizzata \u201csu misura\u201d per il paziente, in base alle proprie specifiche caratteristiche. Normalmente la protesi viene scelta, come un vestito, in base alla \u201ctaglia del paziente\u201d (ossia forma e grandezza della sua anca). Nel caso della protesi custom made, non si sceglie tra taglie pre-esistenti, ma la protesi viene realizzata selettivamente per quel paziente, proprio come un abito su misura, in maniera sartoriale ed \u00e8 quindi adatta solo per lui e per nessun altro. Ci\u00f2, ci ha permesso di sottoporre ad intervento chirurgico, con brillanti risultati, anche pazienti con caratteristiche morfologiche particolari, soprattutto nei casi di coxartrosi secondarie, legate a malattie congenite e dell\u2019 adolescenza o a pregresse fratture.<\/p>\n<p><b>Quali consigli?<\/b><\/p>\n<p>Ricordiamoci per\u00f2 che in ogni caso, \u201cprevenire \u00e8 meglio che curare\u201d. Pertanto un corretto stile alimentare, una regolare attivit\u00e0 fisica, anche per raggiungere e mantenere il peso ideale, sono necessarie al fine di evitare una precoce sofferenza e degenerazione delle nostre articolazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Coxartrosi o artrosi dell\u2019anca \u00e8 una patologia cronico-degenerativa della cartilagine dell\u2019anca dovuta a un\u2019usura dei capi articolari che si instaura progressivamente e compromette la normale deambulazione. 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