{"id":6112,"date":"2014-06-20T12:14:11","date_gmt":"2014-06-20T10:14:11","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=6112"},"modified":"2014-06-20T12:14:11","modified_gmt":"2014-06-20T10:14:11","slug":"i-mondiali-di-calcio-in-brasile-insegnamo-ai-bambini-i-valori-dello-sport","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/i-mondiali-di-calcio-in-brasile-insegnamo-ai-bambini-i-valori-dello-sport\/","title":{"rendered":"I Mondiali di calcio in Brasile: insegnamo ai bambini i valori dello sport"},"content":{"rendered":"<p>Oggi pomeriggio tutti davanti alla tv: a Recife si gioca Italia \u2013 Costa Rica.<\/p>\n<p>La<strong> Societ\u00e0 Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS<\/strong>) invita i genitori a non trasformarsi in veri e propri hooligans<br \/>\nTra qualche ora la Nazionale scende in campo a Recife per il secondo impegno della sua avventura al mondiale brasiliano. Alle 13.00 locali, le 18.00 in Italia, gli uomini di Prandelli affrontano la Costa Rica. E allora ecco che il tifo pallonaro \u00e8 pronto a celebrare le gesta degli azzurri: dai pi\u00f9 grandi ai pi\u00f9 piccoli, televisioni accese ed occhi puntati sull\u2019Arena Pernambuco, pronti a saltare di gioia per una parata di Buffon o per un gol di Balotelli.<br \/>\nIl calcio \u00e8 da sempre tra gli sport pi\u00f9 popolari e diffusi tra i bambini e i Mondiali che si stanno disputando a passo di samba offrono lo spunto per rispondere ad alcuni interrogativi: perch\u00e9 uno sport che appassiona, riunisce le persone in un vissuto di appartenenza e di identit\u00e0 collettiva e celebra l&#8217;orgoglio nazionale, diventa talvolta catalizzatore di provocazioni, scontri e perfino tragedie? In quale modo l\u2019atteggiamento dei genitori influenza quello dei figli? E come questi ultimi dovrebbero accostarsi allo sport traendone insegnamenti di vita anzich\u00e9 pretesti per comportamenti aggressivi e devianti?<br \/>\n\u201c<strong>Lo sport &#8211;<\/strong> a<strong>fferma Piercarlo Salari, pediatra di consultorio a Milano e membro della Societ\u00e0 Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS)<\/strong> &#8211;<strong> \u00e8 un momento educativo importante<\/strong> da promuovere con uno spirito basato sull\u2019identificazione e il sostegno della propria squadra e al tempo stesso sui principi della convivenza civile, sulla consapevolezza che gli uomini, da qualunque parte dello stadio giochino o guardino, siano tutti da rispettare come noi stessi. Per primi i genitori devono imparare a vivere lo sport in modo tranquillo e sereno, rendendo l\u2019agonismo interessante e piacevole e ricordando che si tratta pur sempre di un gioco. \u00c8 altrettanto importante mantenere un atteggiamento positivo ed equilibrato in rapporto ai risultato, insegnare ai propri figli che saper perdere \u00e8 molto pi\u00f9 difficile ed importante che saper vincere, perch\u00e9 nello sport, cos\u00ec come nella vita, il pi\u00f9 delle volte non si vince e dopo una caduta bisogna sapersi rialzare\u201d. \u201cLa partita &#8211; aggiunge<strong> Stefania Bianchi, psicologa e psicoterapeuta presso l\u2019Associazione ProXXima a Milano<\/strong> &#8211; assume per gli spettatori significati di tipo simbolico e comunicativo, dove l&#8217;aggressivit\u00e0 diventa una forma di lotta mimata e simulata, senza poi dimenticare il fascino e l\u2019attrazione esercitati dai giocatori che ostentano maggiore aggressivit\u00e0. I bambini e ragazzi sono fortemente influenzati dall&#8217;ambiente in cui vivono, soprattutto dai comportamenti dei propri genitori e degli adulti di riferimento: assimilano immediatamente il loro comportamento senza la consapevolezza che sia corretto o no, e tendono a riproporlo. Imitazione e apprendimento in queste fasce di et\u00e0 hanno un ruolo preminente nella formazione della personalit\u00e0 e nello sviluppo di modalit\u00e0 relazionali: i minori hanno infatti bisogno di punti di riferimento e di modelli da seguire. Inoltre, gli adolescenti sono alla ricerca di una identit\u00e0 sociale attraverso l\u2019aggregazione in un gruppo di coetanei che li promuove e li sostiene nell\u2019interazione con il mondo degli adulti: l&#8217;insieme dei coetanei sviluppa in loro una sicurezza legata al senso di appartenenza sperimentandosi in codici di relazione e regole che devono seguire per essere inseriti nel gruppo stesso\u201d.<br \/>\n<strong>Spetta dunque ai genitori il compito di creare un clima \u201cda partita\u201d che sia occasione di svago e divertimento, non di aggressivit\u00e0 e competizione violenta<\/strong>, e favorisca un vissuto di appartenenza e di identit\u00e0 collettiva, senza sfociare nella lotta al nemico avversario. \u201cIl consiglio \u2013 conclude Bianchi &#8211; \u00e8 favorire un clima di ascolto e comunicazione sia durante sia dopo la partita: il dialogo con i propri figli pu\u00f2 favorire il confronto e la condivisione riguardo a scene e a temi pi\u00f9 aggressivi, spiegando e sottolineando l\u2019importanza del rispetto delle regole e delle persone. L\u2019ascolto e la comprensione dei vissuti dei propri figli, al contrario, permettono ai genitori di accoglierne i pensieri e i dubbi e al tempo stesso di aiutarli a esprimere le emozioni forti riguardo a quanto hanno assistito e di chiarire le situazioni facendo emergere l\u2019esame di realt\u00e0 e la consapevolezza di ci\u00f2 che \u00e8 giusto oppure no: \u00e8 importante confrontarsi con i bambini su temi quali agonismo e competizione, vittoria e sconfitta, sentimenti legati all\u2019esito della partita in modo da permettere loro di comprenderne il vero significato\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi pomeriggio tutti davanti alla tv: a Recife si gioca Italia \u2013 Costa Rica. 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