{"id":6428,"date":"2014-10-15T10:48:07","date_gmt":"2014-10-15T08:48:07","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=6428"},"modified":"2016-01-12T10:36:22","modified_gmt":"2016-01-12T09:36:22","slug":"quando-il-cibo-diventa-patologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/quando-il-cibo-diventa-patologia\/","title":{"rendered":"Quando il cibo diventa patologia"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa realt\u00e0 diventa priva di speranza, non ci piacciamo, non riusciamo a cambiare in modo positivo, il nostro rapporto con il cibo muta fino a diventare patologia \u2013 spiega lo <strong>psicoterapeuta Giovanni Porta<\/strong> &#8211; Guarire si pu\u00f2 ma occorre capire da quale disagio ha origine il disturbo e imparare a farvi fronte in maniera costruttiva\u201d<\/p>\n<p>E\u2019 capitato a tutti di usare o di rifiutare il cibo perch\u00e9 si \u00e8 arrabbiati, si vive un momento di stress, per aiutarci a superare una situazione difficile. E\u2019 normale, ma quando questi comportamenti divengono abituali sorgono problemi seri. Lo psicoterapeuta Giovanni Porta, proprio in occasione della giornata mondiale dell\u2019alimentazione, ci spiega a cosa prestare attenzione in casa con noi stessi e con i nostri figli.<br \/>\n\u201c\u00c8 difficile descrivere in maniera generale i fattori che facilitano l\u2019insorgere dei disturbi del comportamento alimentare. \u2013 spiega &#8211; Il primo, e il pi\u00f9 ampiamente analizzato, riguarda la famiglia di origine. Non a caso, il periodo di pi\u00f9 frequente insorgenza di anoressia, bulimia e abbuffate incontrollate (binge eating) si situa in et\u00e0 adolescenziale, momento in cui il rapporto con la famiglia conosce una profonda trasformazione, che spesso mette in evidenza difficolt\u00e0 di relazione preesistenti. Ci sono famiglie in cui ai figli viene a mancare il pi\u00f9 necessario dei nutrimenti: l\u2019amore. Questo pu\u00f2 avvenire per ragioni che hanno a che fare con problematiche personali non risolte dai genitori e\/o con esigenze di vita non controllabili. I figli sviluppano e si abituano a convivere con un profondo senso di solitudine, quasi una impossibilit\u00e0 a sentirsi visti e riconosciuti, e pu\u00f2 capitare che alcuni cerchino di controllare in maniera ossessiva il proprio corpo per avere un illusorio senso di padronanza di fronte a una realt\u00e0 verso la quale si sentono impotenti, o almeno incapaci di ottenere ci\u00f2 che a loro interessa davvero\u201d.<br \/>\nMa le difficolt\u00e0 nel rapporto con la famiglia di origine, naturalmente, non sono l\u2019unica causa scatenante.<br \/>\n\u201cL\u2019adolescenza \u00e8 un periodo estremamente delicato nella vita di una persona, &#8211; continua &#8211; durante il quale il corpo di ognuno subisce profonde trasformazioni e le relazioni si complicano. \u00c8 il momento in cui per la prima volta si inizia ad avere a che fare con erotismo e sessualit\u00e0, e il desiderio di piacere a potenziali partner diventa pi\u00f9 pressante. Il cibo pu\u00f2 essere il luogo dentro il quale nascondersi e con il quale consolarsi (come nel caso delle abbuffate incontrollate) oppure qualcosa da evitare con attenzione: un nemico che rovina la nostra bellezza. Inoltre, tutti sappiamo quanto sia elevata la paura del giudizio, in questa fase della vita. La difficolt\u00e0 di adattarsi alle prime, a volte feroci forme di competizione tra coetanei, timidezza, problemi relazionali, difficolt\u00e0 a convivere con la frustrazione, rigidit\u00e0, scarsa autostima (con conseguente difficolt\u00e0 ad essere soddisfatti del proprio aspetto) ecc. sono tutti fattori personali che possono facilitare l\u2019insorgere di disturbi del comportamento alimentare. Alle volte si inizia per gioco, o come sperimentazione, e ci si trova poi ad avere a che fare con una vera e propria dipendenza.<br \/>\nCome nelle dipendenze da sostanze psicotrope, una cattiva abitudine (dimagrire troppo, vomitare, oppure abbuffarsi) diviene un comportamento di cui non si riesce pi\u00f9 a fare a meno. Diviene un modo \u201cmagico\u201d per dominare emozioni troppo spiacevoli o per avere l\u2019illusione di controllare situazioni che sfuggono di mano. Ma \u00e8 una magia di cui prima o poi si paga un conto salato.<br \/>\n\u00c8 importante che i genitori che si accorgono dell\u2019esistenza di forme di disagio nei propri figli e nelle proprie figlie non facciano finta di niente, ma trovino il modo di parlare con loro, senza condannarli ma anzi interessandosi ai loro vissuti, accompagnandoli magari verso un professionista con il quale valutare se iniziare un percorso d\u2019aiuto. Il primo passo \u00e8 rivolgersi a uno psicoterapeuta, o a un professionista della nutrizione (medico dietologo o nutrizionista). Meglio non aspettare che la situazione diventi di innegabile gravit\u00e0 per intervenire\u201d.<\/p>\n<p>In alcuni casi risultano molto efficaci interventi che coinvolgano l\u2019arte, mezzo che permette di esprimersi senza sentire direttamente la pressione del giudizio.<\/p>\n<p>Lo psicoterapeuta Giovanni Porta spiega nel dettaglio le pi\u00f9 comuni patologie legate al cibo.<\/p>\n<p>ANORESSIA e BULIMIA<br \/>\nNell\u2019anoressia, la persona tende a sparire per poter portare all\u2019evidenza di tutti il proprio dolore. \u00c8 un dolore inascoltato, taciuto, rifiutato dall\u2019intorno familiare e relazionale, che proprio per questo esplode in una patologia molto severa, che mette seriamente a rischio la vita di chi se ne ammala. Nell\u2019anoressia c\u2019\u00e8 l\u2019illusione che, se si pu\u00f2 controllare una pulsione basilare come la fame, allora si pu\u00f2 controllare tutto, persino il dolore, persino la disperazione, diventare forti e inattaccabili. Ma ogni tanto il controllo sulla fame ha cedimenti, ed ecco che \u2013 nel 75% dei casi \u2013 il disturbo anoressico \u00e8 accompagnato da sintomi bulimici, cio\u00e8 da abbuffate incontrollabili subito punite dal vomito auto-indotto, dalla rabbia con se stessi, dal senso di colpa. Spesso si crea un\u2019altalena di periodi in cui domina la rinuncia anoressica ed altri in cui domina la fame indomabile bulimica. Un\u2019alternanza di disperazioni espresse con modalit\u00e0 differenti. Perch\u00e9 quello da contattare e da risolvere \u00e8 il dolore alla base di questi disturbi: la solitudine, l\u2019incomunicabilit\u00e0, la disperazione di chi non trova di meglio che tentare di controllare il proprio corpo perch\u00e9 la realt\u00e0 \u00e8 ingiusta e incontrollabile, tanto che la rabbia diviene una compagna quotidiana indomabile e molto severa, una lente nera attraverso la quale guardare una realt\u00e0 priva di speranza e di spunti per un positivo cambiamento.<\/p>\n<p>OBESITA\u2019<br \/>\nAnche nell\u2019obesit\u00e0, come nella bulimia, il cibo diviene una vera e propria dipendenza. Mangiare serve a non sentire temporaneamente il dolore della propria vita, il dolore di non piacersi e non piacere, il dolore di sentirsi soli e non accettabili. Il grasso diviene una barriera con cui difendersi dalle proprie difficolt\u00e0, purtroppo, in maniera illusoria\u2026<\/p>\n<p>In tutti questi casi, \u00e8 fondamentale arrivare alle cause profonde del disagio personale, aiutando la persona a sentire le emozioni ritenute inascoltabili e a immaginare possibilit\u00e0 di cambiamento e miglioramento all\u2019interno della propria vita personale e relazionale. Arrivando a portare un po\u2019 di calore dove c\u2019era solo tanta desolazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa realt\u00e0 diventa priva di speranza, non ci piacciamo, non riusciamo a cambiare in modo positivo, il nostro rapporto con il cibo muta fino a diventare patologia \u2013 spiega lo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6429,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6428"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6428"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6428\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6430,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6428\/revisions\/6430"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6429"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6428"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6428"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6428"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}