{"id":6477,"date":"2014-10-23T06:56:40","date_gmt":"2014-10-23T04:56:40","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=6477"},"modified":"2016-01-12T10:36:20","modified_gmt":"2016-01-12T09:36:20","slug":"chirurgia-plastica-estetica-non-sempre-e-buona-la-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/chirurgia-plastica-estetica-non-sempre-e-buona-la-prima\/","title":{"rendered":"Chirurgia plastica estetica: non sempre \u00e8 buona la prima"},"content":{"rendered":"<p>Chirurgia plastica estetica: il 16% delle operazioni effettuate per rimediare al primo intervento<br \/>\nLa mancata informazione del paziente \u00e8 il motivo principale per cui si riopera. Dall\u2019Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica un vademecum per medici e pazienti. Nell\u2019ambito della chirurgia plastica estetica pu\u00f2 capitare che l\u2019intervento non soddisfi le aspettative del paziente o che insorga qualche complicazione imprevedibile che rende necessario sottoporsi a un nuovo ritocco.<br \/>\nSecondo l\u2019indagine condotta dall<strong>\u2019Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe)<\/strong>, nel 2013 le operazioni secondarie, eseguite per rimediare a una precedente andata male, sono state il 16% di quelle eseguite a scopo estetico, pari a 37.884 interventi. Per tornare in sala operatoria, i pazienti si sono rivolti allo stesso dottore da cui sono stati operati la prima volta nel 31,1% dei casi, mentre la maggioranza (68.9%) ha preferito optare per un altro collega.<br \/>\n\u00abIl rapporto fra il chirurgo e un paziente che si rivolge a lui dopo essere stato operato da altri, rappresenta una situazione delicata e spinosa. Il secondo intervento deve essere gestito in maniera seria e professionale per evitare che si creino problemi per il primo chirurgo, il secondo operatore e, ancora di pi\u00f9, per il paziente\u00bb afferma il <strong>presidente di Aicpe, Mario Pelle Ceravolo.<\/strong><br \/>\nPer informare correttamente i pazienti ed evitare spiacevoli sorprese o disillusioni, Aicpe ha messo a punto una sorta di vademecum: \u00abLa chirurgia plastica non \u00e8 una disciplina perfetta: pur essendo una scienza medica oggettiva, agisce su individui diversi che reagiscono in maniera differente allo stesso trattamento \u2013 spiega il presidente di Aicpe -. Anche se ci si rivolge a un bravo chirurgo, il risultato pu\u00f2 non essere ottimale a causa di una reazione particolare dei tessuti del paziente o, pi\u00f9 spesso, di situazioni contingenti imprevedibili\u00bb.<br \/>\nIl primo consiglio di Aicpe, valido per medici e pazienti, \u00e8 avvalorare l\u2019importanza del consenso informato,un documento che porta il paziente a conoscenza dei rischi e delle complicazioni inerenti l\u2019operazione cui sta per sottoporsi. \u00abUn consenso che spieghi esaustivamente i rischi di ogni intervento \u00e8 una testimonianza di seriet\u00e0 da parte del chirurgo \u2013 dice Pelle Ceravolo -. Quindi non uno sgravio di responsabilit\u00e0, ma la testimonianza di aver accuratamente informato il paziente. Uno dei motivi pi\u00f9 frequenti dell\u2019insoddisfazione dei pazienti \u00e8 proprio la mancanza di informazione da parte del medico. Spesso la delusione \u00e8 la conseguenza pi\u00f9 di un fraintendimento tra le parti che di incapacit\u00e0 tecnica o di errori chirurgici. Non sempre \u00e8 facile capire e farsi capire, soprattutto quando si parla di estetica\u00bb.<br \/>\nSecondo consiglio, in caso di richiesta di risarcimento, evitare di andare in giudizio, in quanto tale modalit\u00e0 di solito finisce per essere svantaggiosa per entrambe le parti. \u00abTrovare un accordo transattivo \u00e8 il modo pi\u00f9 semplice ed economico per evitare una causa lunga e dispendiosa per tutti, e dagli esiti incerti\u00bb chiosa il presidente.<br \/>\nPer i pazienti non soddisfatti, la prima opzione del paziente \u00e8 farsi rioperare dallo stesso medico: \u00abDi solito \u00e8 lo stesso chirurgo plastico a proporre un secondo intervento correttivo, generalmente a condizioni economicamente pi\u00f9 vantaggiose di quanto farebbe un nuovo chirurgo \u2013 afferma il presidente Aicpe -. Se, per una serie di ragioni, si decide di non ricorrere allo stesso medico, \u00e8 bene scegliere un professionista di maggiore esperienza, accertandosi sulla sua capacit\u00e0 nel gestire casi gi\u00e0 operati, con il quale creare un nuovo rapporto di massima sincerit\u00e0 e fiducia. \u00c8 necessario approfondire con il secondo chirurgo tutti gli argomenti relativi alla dinamica dell\u2019insuccesso e alle aspettative del paziente, che a volte, per la delusione o la rabbia perde la capacit\u00e0 di ragionare con oggettivit\u00e0 e realismo. \u00c8 infine consigliabile che il paziente autorizzi il secondo operatore a entrare in contatto con il primo per conoscere quello che \u00e8 stato fatto e per avere altre informazioni che il paziente potrebbe non conoscere\u00bb.<br \/>\nQuando si perde la fiducia in un medico e si decide di rivolgersi a un altro, non si pu\u00f2 pensare che l\u2019ultimo possa risolvere perfettamente tutti i problemi e offrire una soluzione magica: \u00abUn secondo intervento \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile del primo, \u00e8 come un sarto che deve confezionare di nuovo un vestito tagliato male in precedenza \u2013 aggiunge Pelle Ceravolo -. Se errore c\u2019\u00e8 stato dev\u2019essere riconosciuto e il paziente risarcito delle spese affrontate e dei danni subiti. Tra tutte le parti deve per\u00f2 instaurarsi un rapporto onesto che giover\u00e0 ai due chirurghi operatori e ancora di pi\u00f9 al paziente che potr\u00e0 essere assistito dal nuovo professionista nella maniera migliore\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chirurgia plastica estetica: il 16% delle operazioni effettuate per rimediare al primo intervento La mancata informazione del paziente \u00e8 il motivo principale per cui si riopera. 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