{"id":6614,"date":"2014-11-06T11:47:37","date_gmt":"2014-11-06T10:47:37","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=6614"},"modified":"2016-01-12T10:36:18","modified_gmt":"2016-01-12T09:36:18","slug":"sud-nord-eppur-si-emigra-ancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/sud-nord-eppur-si-emigra-ancora\/","title":{"rendered":"Sud-Nord: eppur si emigra. Ancora"},"content":{"rendered":"<p>Il primo Rapporto sulle migrazioni interne realizzato dall\u2019<strong>Istituto di studi sulle societ\u00e0 del Mediterraneo del Cnr<\/strong> approfondisce un fenomeno che con la crisi ha ripreso vigore e coinvolge oltre un milione e mezzo di persone: soprattutto badanti, braccianti, professori, studenti. Lo spostamento dal Mezzogiorno interessa oltre 200 mila persone, in cerca di lavoro e migliore qualit\u00e0 della vita: Campania, Trentino-Alto Adige ed Emilia Romagna le regioni in proporzione pi\u00f9 coinvolte. Se ne parla domani presso la sede centrale del Cnr<\/p>\n<p>L\u2019argomento delle <strong>&#8216;migrazioni interne&#8217; in Italia<\/strong> nel dibattito pubblico \u00e8 ampiamente sovrastato da quello degli arrivi di stranieri. Emerge solo occasionalmente, in riferimento al dualismo economico e sociale Nord-Sud, senza che se ne affrontino nel profondo le dinamiche. Per la prima volta uno studio scientifico annuale si dedica interamente a questo tema: \u2018L\u2019arte di spostarsi. Rapporto 2014 sulle migrazioni interne in Italia\u2019, curato da Michele Colucci e Stefano Gallo dell\u2019Istituto di studi sulle societ\u00e0 del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Issm- Cnr). Ne emergono tre aspetti principali: il fenomeno coinvolge un milione e mezzo di persone nel 2012; il primato di Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige come destinazioni e della Campania come regione di partenza; l\u2019altissima mobilit\u00e0 degli stranieri; l\u2019importanza delle politiche pubbliche nel definire gli spostamenti.<br \/>\n\u201cLe migrazioni interne all\u2019Italia hanno una lunga storia ma negli anni pi\u00f9 recenti, a seguito della crisi economica, hanno ripreso vigore e intensit\u00e0\u201d, spiega Colucci. \u201cNel 2012 sono 1.556.000 le persone che hanno cambiato il proprio comune di residenza. Rispetto alle migrazioni della seconda met\u00e0 del secolo scorso, le pi\u00f9 potenti \u2018calamite\u2019 non sono Piemonte e Lombardia ma Emilia-Romagna e Trentino, in proporzione alle dimensioni. La prima ha \u2018guadagnato\u2019 10.273 persone dal resto d\u2019Italia, pari a un aumento del 2,4 per mille abitanti, il <strong>Trentino<\/strong> conta +3.004 persone, pari al 2,9 per mille\u201d.<br \/>\nL\u2019attrattiva dell<strong>\u2019Emilia-Romagna<\/strong> \u00e8 confermata dal primato nelle tre province di Bologna, Rimini e Parma \u201cche presentano un saldo migratorio positivo molto elevato (Bologna +4.131 persone, Rimini +1.271, Parma +1.268)\u201d, prosegue il ricercatore Issm-Cnr. \u201cLa regione \u00e8 scelta come meta privilegiata sia per le sue opportunit\u00e0 lavorative, sia per la qualit\u00e0 dei servizi che offre: nelle motivazioni alla base delle partenze c\u2019\u00e8 in testa la ricerca dell\u2019occupazione o di un lavoro migliore, ma cresce il miglioramento della qualit\u00e0 della vita e questo secondo elemento differenzia il fenomeno attuale da quello dell\u2019ultimo dopoguerra\u201d. In termini assoluti invece le quattro regioni con il maggior incremento demografico dovuto alle migrazioni interne sono <strong>Lombardia<\/strong> (+14.773), <strong>Lazio<\/strong> (+10.382),<strong> Emilia-Romagna<\/strong> (+10.273) e Toscana (+6.591). La provincia di <strong>Roma<\/strong> continua a essere un polo attrattivo e registra un saldo positivo di quasi 10.000 persone.<br \/>\nIl primato negativo va invece a <strong>Napoli<\/strong> e alla <strong>Campania<\/strong> e anche tra le aree di provenienza dei migranti interni, quindi, si registra un cambiamento rispetto ai decenni scorsi. \u201cIl valore medio degli spostamenti nel biennio 2011-2012 ci segnala che sono circa 25.000 i cittadini campani \u2018perduti\u2019 per trasferimenti in altre regioni italiane, un dato pari al -4,3 su mille abitanti. Seguono Puglia (-10.850 persone e -2,7\u2030), Sicilia (-9.910 e -2,0\u2030) e Calabria (-8.031 e -4,1\u2030). Tra le province del Mezzogiorno, i saldi negativi pi\u00f9 elevati in proporzione ai residenti si registrano a Napoli (-6,1 \u2030) e Vibo Valentia (-6,7\u2030), Reggio Calabria (-5,3\u2030), Caltanisetta e Foggia (-5,2\u2030), e Crotone (-5,1\u2030)\u201d, spiega Gallo. \u201cGli spostamenti dal Sud al Centro-Nord nel 2012 sono aumentati, raggiungendo 202.000 persone\u201d.<br \/>\nMa chi sono i migranti interni? \u201cGli stranieri, che tendono a spostarsi in proporzione maggiore: sono stati 258.871 nel 2012 a cambiare residenza, con un tasso di mobilit\u00e0 triplo rispetto agli italiani: il 64,3 per mille contro il 21,6, ma su distanze pi\u00f9 brevi, 96 km di media contro 126 km degli italiani. Le donne straniere tra i 50 e i 64 anni in particolare presentano tassi di mobilit\u00e0 elevatissimi, legati al lavoro di cura e domestico, in continuit\u00e0 con un dato presente fin dagli anni del miracolo economico\u201d, specificano i ricercatori.<br \/>\nUn altro comparto in cui la manodopera migrante \u00e8 determinante \u00e8 l\u2019agricoltura, coinvolgendo Campania, Calabria, Puglia, Sicilia e Piemonte. \u201cLe migrazioni coinvolgono poi insegnanti e studenti fuorisede spesso coinvolti in dinamiche ad alta frizione che chiamano direttamente in causa la politica\u201d, conclude Colucci. \u201cQuesto primo Rapporto si basa su un innovativo approccio multidisciplinare, senza il quale non \u00e8 possibile penetrare in un fenomeno cos\u00ec ricco. I dati rilevanti, peraltro, sono spesso sovrapponibili a quelli dei rapporti curati dal Sole24Ore o da Legambiente su qualit\u00e0 della vita urbana e servizi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo Rapporto sulle migrazioni interne realizzato dall\u2019Istituto di studi sulle societ\u00e0 del Mediterraneo del Cnr approfondisce un fenomeno che con la crisi ha ripreso vigore e coinvolge oltre un<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6615,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9],"tags":[478,198],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6614"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6614"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6614\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6616,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6614\/revisions\/6616"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6615"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6614"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6614"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6614"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}