{"id":6959,"date":"2014-12-21T05:53:10","date_gmt":"2014-12-21T04:53:10","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=6959"},"modified":"2016-01-12T10:33:23","modified_gmt":"2016-01-12T09:33:23","slug":"arrivano-le-nuove-etichette-alimentari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/arrivano-le-nuove-etichette-alimentari\/","title":{"rendered":"Arrivano le nuove etichette alimentari"},"content":{"rendered":"<div class=\"section tools\">\n<p>Dal 13 dicembre sar\u00e0 obbligatorio dare informazioni pi\u00f9 dettagliate sui prodotti in vendita: nei supermercati, nei bar e nei ristoranti. Le etichette alimentari cambiano look: saranno pi\u00f9 precise, informate ed esigenti secondo il regolamento 1169 del 2011 dell&#8217;Unione Europea<strong>\u00a0<\/strong>che impone di fornire al consumatore i dettagli e le caratteristiche \u2018tecniche\u2019 del prodotto che metter\u00e0 nel carrello. Ma non solo: la nuova etichetta consentir\u00e0 anche di conoscere il valore nutrizionale (e salutare) degli alimenti prima di metterli nel piatto, secondo il Regolamento (CE) 1924\/2006. Quali saranno le conseguenze di questa piccola rivoluzione? I produttori avranno l\u2019obbligo di presentare con estrema chiarezza e leggibilit\u00e0 tutte le informazioni.\u00a0Nessun alimento avr\u00e0 pi\u00f9 &#8220;misteri&#8221;, in modo da permettere ai consumatori di scoprire con pi\u00f9 facilit\u00e0 i segreti dei prodotti esposti sugli scaffali nei supermercati.<\/p>\n<\/div>\n<p>Il primo decreto legislativo sull\u2019etichetta risale al 1992 e gi\u00e0 allora definiva un identikit del prodotto qualificandolo con nome, peso al netto, termini di scadenza, conservazione, istruzioni d\u2019uso dell\u2019alimento laddove necessarie, tasso alcolico in caso di bevande. Queste erano poi completate anche dal luogo e provenienza del cibo in questione e dalla quantit\u00e0 di alcuni ingredienti. Informazioni fondamentali che si troveranno ancora nell\u2019etichetta targata 2014, mentre spariranno le indicazioni sulla sede dello stabilimento di produzione e il lotto di appartenenza del prodotto. A favore per\u00f2 di dettagli ben pi\u00f9 utili e salutari.<\/p>\n<p><strong>LE NOVITA\u2019 &#8211;<\/strong>\u00a0La prima \u00e8 la <strong>leggibilit\u00e0 delle informazioni,<\/strong> all\u2019insegna della chiarezza e trasparenza. Perch\u00e9 le etichette 2014 dovranno riportare in maniera ben visibile (quindi con caratteri di stampa che ne consentano agevolmente la lettura) non solo le informazioni essenziali precedentemente citate, ma dovr\u00e0 anche riportare <strong>le propriet\u00e0 e caratteristiche naturalmente presenti nell\u2019alimento e\/o aggiunte chimicamente<\/strong>. Ovvero l\u2019elenco completo degli ingredienti con precise indicazioni di quelle componenti che potrebbero indurre intolleranze o allergie (vale a dire gli allergeni) ma soprattutto la dichiarazione nutrizionale dei cibi. Questo sia che si tratti di prodotti industriali sia di cibi pi\u00f9 freschi e facilmente deperibili, cio\u00e8 quelli che vanno acquistati e mangiati nell\u2019arco di poche ore.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Denominazione dell\u2019alimento<\/strong>: ovvero il nome del prodotto che si sta acquistando a chiare lettere. Ma non basta; insieme ad esso dovr\u00e0 essere indicato anche lo \u2018stato fisico\u2019 dell\u2019alimento, ad esempio \u2018in polvere\u2019 o \u2018liofilizzato\u2019, \u2018concentrato\u2019, \u2018congelato\u2019 e cos\u00ec via. Facendo chiari riferimenti anche al cambio di stato di un alimento: ad esempio se questo \u00e8 stato prima congelato e poi posto in vendita decongelato. Per gli alimenti preimballati, le informazioni obbligatorie devono figurare direttamente sulla confezione o su un&#8217;apposita etichetta e su ciascun prodotto nel caso in cui la confezione ne contenga pi\u00f9 di uno.<\/li>\n<li><strong>Elenco degli ingredienti e degli allergeni<\/strong>. Grazie alla nuova etichetta si potranno conoscere tutti i componenti che costituiscono un determinato alimento che verranno riportati in ordine decrescente di peso e in forma totale, ovvero senza esclusione, allergeni compresi. Questi ultimi, proprio perch\u00e9 numerosi (i pi\u00f9 diffusi sono i cereali contenenti glutine, i crostacei, le arachidi, il latte, la soia, la frutta con guscio) e causa di sensibilit\u00e0 o particolari reazioni organiche, vanno evidenziati sull\u2019etichetta con caratteri pi\u00f9 grandi e con colore differente, rispetto agli altri ingredienti, in modo che la loro presenza salti subito all\u2019occhio. E questo sia per prodotti confezionati, sfusi o offerti in mense e ristoranti (in questo caso gli allergeni dovranno essere indicati nel menu). Stessa regola anche per oli e grassi vegetali quali olio di cocco, di palma o grassi idrogenati: se presenti, la fonte di origine dovr\u00e0 essere indicata in un elenco a parte e ben visibile<\/li>\n<li><strong>Durabilit\u00e0 de prodotto.<\/strong> Sull\u2019etichetta si dovranno trovare sia la data di scadenza che il termine minimo di conservazione (TMC) i quali non vanno confusi. La prima indica infatti il tempo entro cui un alimento deve essere consumato per essere sicuro e nel caso si tratti di cibi altamente deperibili, la data dovr\u00e0 essere preceduta dalla dicitura \u2018<em>Da consumarsi entro<\/em>\u2019. Mentre il TMC indica \u2018preferibilmente\u2019 quando mettere il cibo in tavola. Questo significa che oltre la data X il cibo potr\u00e0 essere comunque consumato in sicurezza, senza cio\u00e8 che abbia sviluppato delle tossine ad esempio, ma che \u00e8 possibile abbia perso parte del suo sapore e colore originali (caratteristiche organolettiche).<\/li>\n<li><strong>Condizioni di conservazione ed uso.<\/strong> L\u2019etichetta deve chiaramente spiegare, sotto questa voce, come il prodotto deve essere correttamente conservato una volta aperto per non generare soprattutto problemi di salute, correlati ad esempio allo sviluppo di qualche tossina.<\/li>\n<li><strong>Paese di origine e luogo di provenienza.<\/strong> Sapere da dove provengono carni bovine, pesce, frutta e verdura, miele, olio extravergine di oliva era gi\u00e0 d\u2019obbligo ma la nuova etichettatura estende la norma anche a carni fresche e congelate suina, ovina, caprina e al pollame.<\/li>\n<li><strong>Dichiarazione nutrizionale<\/strong>. Senza nulla togliere alle altre credenziali, la dichiarazione nutrizionale resta quella pi\u00f9 importante per il consumatore, avvertendolo dei buoni e cattivi principi nutrizionali che sta mettendo in bocca e quindi delle potenziali qualit\u00e0 o dei rischi annessi e connessi. Le informazioni nutrizionali sull\u2019alimento in questione dovranno specificare obbligatoriamente il valore energetico riferito a 100 g\/100 ml dell\u2019alimento e espresso in kcal giornaliere, oppure alla singola porzione, la quantit\u00e0 di grassi contenuti, di acidi grassi saturi, di carboidrati, zuccheri, proteine e sale. Ma potranno anche essere completate con l\u2019indicazione delle quantit\u00e0 di uno o pi\u00f9 fra i seguenti elementi: acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi; polioli; amido; fibre alimentari; vitamine e sali minerali, questi due ultimi precisati in modo particolare se sono presenti in quantit\u00e0 significative.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>INDICAZIONI COMPLEMENTARI<\/strong> &#8211; Alcuni ingredienti contenuti nei cibi come caffeina, fitosteroli e fitostanoli o liquerizia, possono non essere adatti a tutti. A discrezione dell\u2019azienda, su questi ingredienti potranno essere fatte particolari precisazioni. Per esempio:<\/p>\n<p>&#8211; Caffeina: i prodotti che non siano t\u00e8, caff\u00e8, e che la contengono in quantitativi superiori a 150 mg\/l potranno riportare sulla confezione la dicitura \u2018<em>ad<\/em> <em>alto contenuto di caffeina<\/em>\u2019 ma anche \u2018<em>Non raccomandato per bambini e donne in gravidanza o nel periodo di allattamento\u2019<\/em>.<\/p>\n<p>&#8211; Fitosteroli e fitostanoli: gli alimenti a cui sono state aggiunte queste sostanze potranno riportare la scritta \u2018<em>addizionato di steroli\/stanoli vegetali<\/em>\u2019. Potr\u00e0 anche essere precisato che si tratta di un alimento ad uso esclusivo in dietoterapie per abbassare il colesterolo e che \u00e8 sconsigliato in donne in gravidanza o nel periodo di allattamento e nei bambino con meno di 5 anni.<\/p>\n<p>&#8211; Liquerizia: Dolciumi e bevande che la contengono in concentrazioni pari o superiori a 100 mg\/kg o 10 mg\/l potranno riportare la dicitura \u2018<em>contiene liquerizia<\/em>\u2019 subito dopo l\u2019elenco degli ingredienti.<\/p>\n<p>\u00a9 Fondazione Veronesi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 13 dicembre sar\u00e0 obbligatorio dare informazioni pi\u00f9 dettagliate sui prodotti in vendita: nei supermercati, nei bar e nei ristoranti. 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