{"id":73,"date":"2011-03-01T16:31:38","date_gmt":"2011-03-01T16:31:38","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=73"},"modified":"2016-01-12T10:43:57","modified_gmt":"2016-01-12T09:43:57","slug":"intrappolati-nella-morsa-del-cibo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/intrappolati-nella-morsa-del-cibo\/","title":{"rendered":"Intrappolati nella morsa del cibo"},"content":{"rendered":"<h3>Oltre il 50% della popolazione italiana colpita da disturbi alimentari.<\/h3>\n<p>L\u2019Italia definita da molti il Belpaese, \u00e8 riconosciuta universalmen\u00adte anche terra del buon mangiare, per la qualit\u00e0 indiscutibile della sua cultura gastronomica, in particolare quella tradizionale. Ma alla salubrit\u00e0 della sua cucina non corrisponde un effettivo stato di be\u00adnessere della popolazione in ambito nutrizionale. Si assiste, soprat\u00adtutto da un ventennio a questa parte, ad una crescita esponenziale di patologie legate a disturbi alimentari.<br \/>\nL\u2019obesit\u00e0, la pi\u00f9 diffusa e disabilitante tra le patologie elencate, oltre a compromettere l\u2019individuo non solo sul piano della salute, a causa della sindrome plurimetabolica e delle sue complicanze, ma anche sul piano psico-sociale-relazionale, \u00e8 certamente la condizione de\u00adstinata ad incidere maggiormente sulla spesa sanitaria. Inoltre, poi\u00adch\u00e9 il 10-30% della popolazione obesa adulta \u00e8 affetta da disturbo da alimentazione incontrollata (BED = Binge Eating Disorder), un disturbo del comportamento alimentare, questa problematica si trova necessariamente ad interagire con l\u2019area clinico-metabolico-nutrizionale, con quella psicologico-psichiatrica ed infine con l\u2019area della chirurgia bariatrica.<br \/>\nPer quanto riguarda i disturbi dell\u2019alimentazione (anoressia nervo\u00adsa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata e al\u00adtri disturbi non altrimenti specificati) non esistono dati epidemio\u00adlogici precisi, anche perch\u00e9 si tratta di una gamma di disturbi molto eterogenei tra loro e solo i casi pi\u00f9 gravi arrivano alla diagnosi.<br \/>\nPer approfondire i varie aspetti di questa tematica, abbiamo intervi\u00adstato una delle voci pi\u00f9 autorevoli a livello nazionale in questo cam\u00adpo, il Professor Camillo Ezio Di Flaviano, Responsabile dell\u2019Unit\u00e0 di Riabilitazione Nutrizionale Multidisciplinare presso la Casa di Cura Villa Pini di Chieti.<br \/>\nProfessor Di Flaviano, quali sono le cause alla base di questo consistente aumento di patologie legate alla sfera nutrizionale, considerando che in Italia siamo strenui assertori della dieta me\u00additerranea?<br \/>\nIn taluni casi sussistono fattori di rischio familiare di tipo genetico, ed altri di tipo culturale ed ambientale, legati ai modelli proposti costantemente dai mass media che agiscono come pressioni psico\u00adlogiche su soggetti gi\u00e0 predisposti ad una forte vulnerabilit\u00e0 emoti\u00adva. Dunque una condizione di rischio multipla. Per quanto riguarda l\u2019obesit\u00e0, \u00e8 vero che la nostra tradizione culinaria \u00e8 sana, ma quando essa interagisce con un ambiente tecnologico e con uno stile di vita sedentario non \u00e8 sufficiente per arginare le influenze negative del \u201cmangiare globalizzato\u201d e il conseguente aumento di questi feno\u00admeni\u201d.<br \/>\nQuali sono le metodologie seguite nel suo reparto per curare que\u00adste patologie?<br \/>\nIn passato il trattamento dei Disturbi dell\u2019Alimentazione \u00e8 stato fo\u00adcalizzato sugli aspetti psicologici e sociali; recentemente \u00e8 emersa per\u00f2 l\u2019importanza degli effetti del digiuno e della malnutrizione, nel\u00adla perpetuazione dei sintomi e nella cronicizzazione del disturbo. Ci\u00f2 ha portato a considerare l\u2019aspetto riabilitativo (medico, nutrizionale e psicologico) una componente essenziale delprocesso terapeutico di tali patologie.<br \/>\nIl programma prevede pertanto un approccio multidisciplinare, cio\u00e8 la collaborazione di pi\u00f9 figure professionali. L\u2019\u00e9quipe \u00e8 composta da: medici (Internisti e consulente psichiatra dedicato), dietisti, psicologi psicoterapeuti, infermieri professionali, fisioterapisti, educatori, terapisti occupazionali.<br \/>\nL\u2019unit\u00e0 di riabilitazione nutrizionale presso la Casa di Cura Villa Pini dispone di alcuni posti letto abilitati al rico\u00advero per pazienti affetti da obesit\u00e0 di grado elevato e\/o complicata.<br \/>\nIl programma, che si divide in due fasi (ospe\u00addaliera e ambulatoriale), ha l\u2019obiettivo di aiu\u00adtare i pazienti a raggiungere e mantenere il loro peso ragionevole; sviluppando abilit\u00e0 di controllo del peso corporeo e modificando lo stile di vita. Il trattamento, pertanto, include le principali tecniche della terapia cognitivo comportamentale ed \u00e8 condotto da un\u2019\u00e9qui\u00adpe multidisciplinare (composta da medici, dietiste, psicologi e personale infermieristi\u00adco) all\u2019interno della quale tutti aderiscono allo stesso modello teorico e condividono le stesse strategie\u201d.<br \/>\nIn merito alle strategie, sono in atto inizia\u00adtive particolari che tengano alto il livello di attenzione su queste problematiche?<br \/>\nNel mese di maggio, si terr\u00e0 un congresso dal titolo \u201cLe buone pratiche nella riabilitazione nutrizionale residenziale\u201d, organizzato dal dipartimento di Villa Pini che dirigo e dal professor Gaetano Crepaldi, Direttore Scientifico della Fondazione Leonardo Onlus per le scienze mediche. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di condividere con i maggiori esperti del settore a livello nazionale le recenti guide di consenso nel trattamento riabilitativo di quelle che vengono chiamate \u201cpatologie nutrizionali emergenti\u201d. Un convegno che vuole confrontarsi inoltre con il governo regionale e nazionale, ai quali si chiede di fare la loro parte, colmando il vuoto normativo per quanto riguarda l\u2019accesso di questi pazienti ad un trattamento residenziale nei casi di una complessit\u00e0 clinica ma nel rispetto di quelle che sono le risorse disponibili, e creando una rete assistenziale di servizi integrati organizzata in pi\u00f9 livelli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre il 50% della popolazione italiana colpita da disturbi alimentari. 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