{"id":7508,"date":"2015-04-15T10:55:45","date_gmt":"2015-04-15T08:55:45","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=7508"},"modified":"2016-01-12T10:32:39","modified_gmt":"2016-01-12T09:32:39","slug":"colon-irritabile-un-paziente-su-dieci-e-depresso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/colon-irritabile-un-paziente-su-dieci-e-depresso\/","title":{"rendered":"Colon irritabile:  un paziente su dieci e\u2019 depresso"},"content":{"rendered":"<p>Un nuovo studio dell\u2019<strong>Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO)<\/strong> mostra come la sindrome del colon irritabile sia una patologia frequentemente associata a depressione e ansia. La ricerca rivela che sono donne tre pazienti su quattro e di giovane et\u00e0, in media 40 anni<\/p>\n<p>Un paziente con colon irritabile su dieci soffre di depressione a e quattro su dieci sono colpiti da ansia: lo mostrano i primi dati di uno studio della <strong>Associazione Italiana dei Gastroenterologi ed endoscopisti digestivi Ospedalieri (AIGO)<\/strong> su oltre 500 pazienti affetti da questa sindrome e in cura presso 26 centri AIGO. Si conferma, quindi, quanto questa malattia abbia gravi ripercussioni sulla qualit\u00e0 di vita delle persone affette. Inoltre, emerge come ad ammalarsi di sindrome di colon irritabile siano in prevalenza donne, il 73%, con un\u2019et\u00e0 media di circa 40 anni.<\/p>\n<p>Sottolinea <strong>Marco Soncini, coordinatore dello studio e consigliere nazionale dell\u2019Associazione Italiana dei Gastroenterologi ed endoscopisti digestivi Ospedalieri (AIGO):<\/strong> \u201cLo studio AIGO analizza la situazione sia dei pazienti appena diagnosticati (49,9% dei casi osservati) sia di quelli in cura gi\u00e0 da tempo (51,1%). Si dovrebbe presumere che chi \u00e8 gi\u00e0 in terapia dovrebbe avere una qualit\u00e0 di vita migliore ma purtroppo non \u00e8 cos\u00ec: infatti non emergono tra queste due categorie differenze di rilievo circa il modo in cui ogni paziente valuta la sua situazione. Ci\u00f2 indica che le terapie oggi disponibili non sono soddisfacenti perch\u00e8 non riescono a ridurre le loro difficolt\u00e0, controllando i sintomi della malattia\u201d.<\/p>\n<p>Spiega <strong>Antonio Balzano, presidente dell\u2019Associazione Italiana dei Gastroenterologi ed endoscopisti digestivi Ospedalieri (AIGO):<\/strong> \u201cCoerentemente con gli scopi dell\u2019Associazione, lo studio AIGO, oltre a stabilire quanto la sindrome del colon irritabile pesi sulla qualit\u00e0 della vita delle persone, \u00e8 importante perch\u00e9 intende verificare anche se le terapie prescritte per il controllo di questo disturbo siano conformi con quanto raccomandano le linee guida, che definiscono a livello internazionali gli strumenti pi\u00f9 adeguati per contrastarlo. Ci\u00f2 per verificare che ai pazienti siano sempre assicurate le migliori cure\u201d.<\/p>\n<p><strong>Lo studio<\/strong><br \/>\nOltre la met\u00e0 dei pazienti segnala che la sindrome li condiziona obbligandoli a cambiamenti di abitudini sia nella vita privata sia in quella lavorativa e relazionale.<br \/>\nPer cercare di misurare l\u2019intensit\u00e0 dei sintomi, i ricercatori hanno chiesto ai pazienti\u00a0 di indicare le difficolt\u00e0 che provano utilizzando una scala visuale, cio\u00e8 di indicare graficamente il livello del loro disagio riempiendo una porzione pi\u00f9 o meno ampia di una barra lunga 10 centimetri. L\u2019estremo a sinistra della retta rappresenta l\u2019assenza del sintomo mentre l\u2019altra estremit\u00e0 indica il massimo livello percepito.<br \/>\nEmerge quanto la patologia sia grave poich\u00e8 in media i pazienti hanno valutato il livello del loro dolore con una intensit\u00e0 pari a circa 5\/10 ed una percezione del gofiore intestinale di poco superiore (5.5\/10).<\/p>\n<p><strong>Colon irritabile: alcuni consigli per i pazienti<\/strong><br \/>\nPurtroppo gli alimenti in grado di peggiorare la situazione non sono comuni a tutti i pazienti, \u00e8 quindi necessario per il paziente effettuare un lavoro di inserimento o esclusione di cibi dalla dieta per rilevare quelli effettivamente causa di reazioni; tra gli alimenti a potenziale rischio vi sono:<br \/>\n\u00a7\u00a0 latte;<br \/>\n\u00a7\u00a0 dolcificanti (sorbitolo, fruttosio etc.);<br \/>\n\u00a7\u00a0 frutta (in particolare pesche, pere e prugne);<br \/>\n\u00a7\u00a0 verdura (cavoli, carciofi, spinaci, cipolla, rucola, cetrioli, sedano);<br \/>\n\u00a7\u00a0 spezie;<br \/>\n\u00a7\u00a0 caff\u00e8,<br \/>\n\u00a7\u00a0 the;<br \/>\n\u00a7\u00a0 Coca Cola e bevande contenenti caffeina;<br \/>\n\u00a7\u00a0 bibite gasate.<\/p>\n<p>In generale \u00e8 possibile indicare alcuni consigli per i pazienti:<br \/>\n\u00a7\u00a0 mangiare ad orari regolari e senza fretta;<br \/>\n\u00a7\u00a0 evacuare sempre alla stessa ora (preferibile al mattino dopo la colazione, quando interviene un riflesso fisiologico);<br \/>\n\u00a7\u00a0 praticare una moderata ma costante attivit\u00e0 fisica;<br \/>\n\u00a7\u00a0 evitare l\u2019uso eccessivo di farmaci, lassativi in particolare;<br \/>\n\u00a7\u00a0 evitare alcolici e cibi troppo speziati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo studio dell\u2019Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO) mostra come la sindrome del colon irritabile sia una patologia frequentemente associata a depressione e ansia. 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