{"id":7776,"date":"2015-07-06T15:45:00","date_gmt":"2015-07-06T13:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=7776"},"modified":"2016-01-12T10:32:35","modified_gmt":"2016-01-12T09:32:35","slug":"endocrinologia-le-5-pratiche-da-usare-saggiamente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/endocrinologia-le-5-pratiche-da-usare-saggiamente\/","title":{"rendered":"Endocrinologia: le 5 pratiche da usare saggiamente"},"content":{"rendered":"<p><strong>Promosse da AME, Associazione Medici Endocrinologi, all\u2019interno del progetto \u201cFare di pi\u00f9 non significa fare meglio\u201d di Slow medicine<\/strong><\/p>\n<p>Milano, 6 luglio 2015 \u2013 Sono 5 le pratiche mediche identificate da AME, Associazione Medici Endocrinologi, a rischio di inappropriatezza, pratiche impiegate usualmente ma non supportate da prove di efficacia. \u201cConfortati dai risultati di studi e metanalisi, abbiamo selezionato le 5 pratiche cliniche endocrinologiche che non risultano efficaci, afferma\u00a0<strong>Rinaldo Guglielmi<\/strong>, Presidente AME, convinti che \u201cfare di pi\u00f9 non significa fare meglio\u201d. Questa convinzione ci ha anche portato ad aderire a Slow Medicine, rete di professionisti e cittadini per una cura sobria, rispettosa e giusta. Il primo progetto che ci vede impegnati \u00e8 quello relativo al fenomeno, sempre pi\u00f9 diffuso e sentito, del sovrautilizzo di esami diagnostici e di trattamenti. Il progetto Slow Medicine \u00e8 stato lanciato nel 2012 con il motto \u201cFare di pi\u00f9 non significa fare meglio\u201d, in analogia all\u2019iniziativa ChoosingWisely gi\u00e0 in atto negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Sono tanti gli esami e i trattamenti che continuano a essere prescritti ed effettuati per varie ragioni come l\u2019abitudine, per soddisfare pressanti richieste dei pazienti o per timore di conseguenze medico-legali. Poich\u00e9 queste pratiche rappresentano un vero e proprio spreco di risorse \u00e8 necessario agire in varie direzioni per ridurli, con la certezza che il paziente non avr\u00e0 alcun nocumento. Ci vuole una nuova consapevolezza e un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 da parte dei medici, sottoposti a forti pressioni da parte delle aziende, da colleghi \u201cscrupolosi\u201d che prescrivono molti esami e anche dagli stessi pazienti che sempre di pi\u00f9 si rivolgono al \u201cDottor Google\u201d e ordinano prescrizioni al medico invece di affidarsi alle sue competenze. Occorre anche che i cittadini si rendano conto che per la loro salute non sempre \u201cfare di pi\u00f9 significa fare meglio\u201d e che non sempre il medico che prescrive pi\u00f9 esami e prestazioni \u00e8 pi\u00f9 competente&#8221;.<\/p>\n<p>Il gruppo di lavoro \u201cAME per una Medicina Sostenibile\u201d coordinato da\u00a0<strong>Marco Attard,\u00a0<\/strong>UO Endocrinologia, Ospedale Cervello, Palermo, attraverso un lungo e complesso percorso basato sull\u2019esperienza clinica e sulle evidenze scientifiche, ha identificato le pratiche a rischio di inappropriatezza. \u201cOvviamente, asserisce il dr. Attard, l\u2019attuazione di queste pratiche non \u00e8 preclusa ma deve essere valutata volta per volta sulla base dei segni clinici, della storia del paziente e condividendo la decisione col paziente stesso\u201d.<\/p>\n<p>Il gruppo di lavoro ha pertanto stilato una lista che ha permesso di identificare le 5 pratiche che sarebbe meglio evitare di prescrivere ai propri pazienti:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Richiedere di routine l\u2019ecografia tiroidea nei soggetti senza segni e\/o sintomi di patologie tiroidee e non appartenenti a gruppi di rischio per carcinoma tiroideo<\/strong>; negli ultimi anni si \u00e8 registrato un notevole incremento di diagnosi di carcinoma tiroideo non associato ad aumento di mortalit\u00e0, evidenziando una condizione di\u00a0<em>overdiagnosis<\/em>. L\u2019esecuzione indiscriminata di ecografie non solo individua un numero elevato di noduli tiroidei privi di \u201cpeso patologico\u201d, ma pu\u00f2 causare ansia nel paziente e un aumento delle procedure diagnostiche e degli interventi chirurgici, con conseguente aumento dei costi per la collettivit\u00e0 e soprattutto con possibili danni per il paziente.<\/li>\n<li><strong>Ripetere l\u2019indagine densitometrica ossea a intervalli minori di due anni<\/strong>; i cambiamenti percentuali nella densit\u00e0 ossea prevedibili entro due anni grazie alle terapie o alla normale perdita di massa ossea nelle donne in menopausa, \u00e8 inferiore alla precisione di rilevamento della tecnica utilizzata.<\/li>\n<li><strong>Richiedere il dosaggio del testosterone libero nel sospetto diagnostico di ipogonadismo e di iperandrogenismo<\/strong>; sussistono delle problematiche analitiche per le metodiche attualmente in uso che non rendono utilizzabili i risultati ottenuti. \u00c8 pertanto preferibile basarsi sul testosterone totale.<\/li>\n<li><strong>Richiedere di routine il dosaggio della FT3 nei pazienti con patologia tiroidea<\/strong>; nella maggior parte dei casi il dosaggio del \u00a0TSH \u00e8 sufficiente per conoscere la funzione della tiroide. E\u2019 utile il dosaggio della \u00a0FT3, oltre alla FT4, solo se si riscontrano valori soppressi di TSH. Nel monitoraggio della terapia sostitutiva dell\u2019ipotiroidismo con levotiroxina il dosaggio della FT3 non \u00e8 necessario \u00a0per valutare l\u2019adeguatezza della posologia, salvo casi particolari.<\/li>\n<li><strong>Trattare indiscriminatamente con levotiroxina i pazienti con gozzo nodulare<\/strong>; l\u2019efficacia clinica del trattamento si realizza solo in una minoranza di pazienti e dopo un \u00a0trattamento molto \u00a0lungo. La terapia soppressiva con levotiroxina, per\u00f2, porta ad una condizione di tireotossicosi subclinica \u00a0che \u00e8 rischiosa specialmente per le donne in menopausa e per gli anziani (rischio di osteoporosi ed aritmie). La terapia va quindi presa in considerazione solo in casi particolari ed in soggetti giovani.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Promosse da AME, Associazione Medici Endocrinologi, all\u2019interno del progetto \u201cFare di pi\u00f9 non significa fare meglio\u201d di Slow medicine Milano, 6 luglio 2015 \u2013 Sono 5 le pratiche mediche identificate<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7777,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[71],"tags":[778],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7776"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7776"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7776\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7778,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7776\/revisions\/7778"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7777"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7776"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7776"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7776"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}