{"id":8077,"date":"2015-10-26T12:39:55","date_gmt":"2015-10-26T11:39:55","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=8077"},"modified":"2016-02-12T18:20:27","modified_gmt":"2016-02-12T17:20:27","slug":"salute-per-il-bene-di-pelle-e-capelli-occhio-a-cio-che-si-mangia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/salute-per-il-bene-di-pelle-e-capelli-occhio-a-cio-che-si-mangia-2\/","title":{"rendered":"SALUTE: PER IL BENE DI PELLE E CAPELLI, OCCHIO A CI\u00d2 CHE SI MANGIA"},"content":{"rendered":"<p><strong><b>Scegliere i cibi giusti \u00e8 importante, ma se parliamo di patologie tricologiche il trattamento farmacologico \u00e8 fondamentale. Dall\u2019\u00a0International Hair Research Foundation\u00a0i nuovi risultati sulla finasteride.<\/b><\/strong><\/p>\n<p><b><\/b><strong><b>Milano, ottobre 2015 &#8211;<\/b><\/strong>\u00a0La nuova frontiera per la cura della pelle? L\u2019alimentazione. Per avere cute sana e chiome fluenti, infatti, \u00e8 importante scegliere i cibi giusti. A confermarlo \u00e8 il\u00a0<strong><b>dottor Fabio Rinaldi, presidente dell\u2019IHRF \u2013 International Hair Research Foundation<\/b><\/strong>\u00a0\u2013 e\u00a0<strong><b>docente alla Sorbona di Parigi<\/b><\/strong>. Ma quali sono i 15 alleati naturali presenti sulle nostre tavole?<\/p>\n<p><strong><b>Cereali, pesce, carne<\/b><\/strong>\u00a0e\u00a0<strong><b>uova<\/b><\/strong>\u00a0contengono Taurina (che rinforza il capello e stimola la pigmentazione), Ornitina (che prolunga la vita dei capelli e riequilibra il contenuto idrolipidico della cute) e Niacina (che dilata i vasi capillari, facilitando l\u2019afflusso di sangue al cuoio capelluto).<\/p>\n<p><strong><b>Cavoli, broccoli, spinaci, pomodori, albicocche<\/b><\/strong>\u00a0e\u00a0<strong><b>agrumi<\/b><\/strong>\u00a0sono ricchi di Flavonoidi (che stimolano la funzionalit\u00e0 della rete vascolare bulbare). Mentre\u00a0<strong><b>frutti rossi, vino rosso<\/b><\/strong>\u00a0e\u00a0<strong><b>t\u00e9<\/b><\/strong>\u00a0contengono i Polifenoli (che proteggono il follicolo).<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 l\u2019immancabile\u00a0<strong><b>olio extravergine di oliva<\/b><\/strong>, fonte di Acido Oleico, appartenente alla famiglia degli acidi grassi omega-9; e la\u00a0<strong><b>frutta secca<\/b><\/strong>, ricchissima di Acido Linoleico che agisce come inibitore di un enzima strettamente correlato alla caduta dei capelli: l\u2019alfa-5-reduttasi.<\/p>\n<p>Se per\u00f2 la perdita dei capelli non \u00e8 un fenomeno sporadico o stagionale e tende ad aggravarsi nonostante gli accorgimenti alimentari e le cure, pu\u00f2 trattarsi di alopecia androgenetica. Questo problema, che affligge in particolare le donne durante la pubert\u00e0, dopo una gravidanza o in menopausa, si manifesta con un diradamento via via pi\u00f9 grave, fino a rendere visibile il cuoio capelluto. L\u2019alopecia androgenetica, insieme all\u2019alopecia areata, al defluvium telogenico e all\u2019alopecia cicatriziale, rappresenta uno dei casi pi\u00f9 complessi della patologia tricologica, ed \u00e8 oggetto di studio costante da parte del dottor Fabio Rinaldi e dei dermatologi dell\u2019IHRF, che negli ultimi 4 anni hanno raccolto e analizzato, in tal senso, centinaia di casi clinici tricologici. Il punto di partenza, in questi casi, \u00e8 la cura farmacologica. In particolare, per curare l\u2019alopecia androgenetica, bisogna puntare su farmaci anti-androgeni che riducono o bloccano l\u2019azione degli ormoni maschili sul follicolo. \u201c<em><i>La\u00a0<strong><b>finasteride<\/b><\/strong>\u00a0\u00e8 l\u2019unico farmaco registrato per la cura dell\u2019alopecia androgenetica, sin dal\u00a01990\u201d<\/i><\/em>\u00a0&#8211; spiega il dottor Fabio Rinaldi.\u00a0\u201c<em><i>Questo farmaco ha un\u2019azione chimica ormonale per bloccare la conversione del testosterone in diidrotestosterone nel bulbo pilifero, meccanismo che \u00e8 alla base della caduta dei capelli negli uomini e nelle donne<\/i><\/em>\u201d. Ma il dato sorprendente, secondo la ricerca presentata di recente dal dottor Rinaldi e dall\u2019IHRF, \u00e8 che contrariamente a quanto si pensa, il farmaco ed eventuali effetti collaterali, non sono in rapporto di causa-effetto. \u201c<em><i>Nel 2014 abbiamo iniziato uno studio retrospettivo su 215 soggetti maschi in buone condizioni di salute, che avevano sospeso l\u2019uso della finasteride da almeno tre mesi e dopo almeno 1 anno di assunzione del farmaco<\/i><\/em>\u201d afferma il dottor Rinaldi. \u201c<em><i>Sono stati valutati sintomi specifici come: valutazione della libido, disordini dell\u2019aeiaculazione, disturbi erettili, dolore ai testicoli, sintomi fisici, sintomi cognitivi e psicologici (depressione, ansia). Il 61,4% dei soggetti valutati riportava sintomi persistenti della sfera sessuale e non (in prevalenza diminuzione della libido, dolore ai testicoli, diminuzione della capacit\u00e0 di concentrazione e depressione) anche dopo 1 anno dalla sospensione del farmaco. Tutti i sintomi riportati sono poi stati valutati dagli specialisti di competenza per accertare l\u2019esatta incidenza. Nel globale, dopo la valutazione specialistica solo il 38,7 % dei soggetti mostrava dei sintomi obiettivabili. Questo significa che in pi\u00f9 del 22% (22,7%) dei soggetti che lamentava dei sintomi legati alla finasteride, non era possibile riconoscere un reale rapporto di causa effetto con il farmaco<\/i><\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Che sia dunque l\u2019ansia per la patologia tricologica o la paura degli effetti negativi del farmaco ad amplificare il problema? Di sicuro, un adeguato regime alimentare \u00e8 utile e a volte necessario per il benessere e la prevenzione di patologie della pelle e dei capelli. Importantissimo, dunque, \u00e8 sfruttare i principi attivi contenuti in modo naturale in molti alimenti e seguire le regole della \u201ccronodieta\u201d, che prevede pasti a intervalli regolari. Infatti, gli orari in cui vengono consumati i diversi alimenti influenzano l\u2019utilizzo, in termini di\u00a0 fonte energetica, dei singoli nutrienti, con benefici effetti preventivi e curativi nei confronti di patologie legate alla pelle e ai capelli. Attenzione, perci\u00f2, a cosa e come si mangia. La salute passa dalla tavola.<\/p>\n<p><strong><b>ALOPECIA ANDROGENETICA E CURA CON FINASTERIDE: COSA DICE\u00a0LA SCIENZA?<\/b><\/strong><\/p>\n<p><strong><b>I nuovi dati dell\u2019International Hair Research Foundation<\/b><\/strong><\/p>\n<p><strong><b>Milano, ottobre 2015<\/b><\/strong>\u00a0\u2013 \u201c<em><i>La finasteride \u00e8 l\u2019unico farmaco registrato per la cura dell\u2019alopecia androgenetica, sin dal\u00a01990\u201d\u00a0spiega il\u00a0<strong><b>dottor Fabio Rinaldi, presidente dell\u2019IHRF \u2013 International Hair Research Foundation<\/b><\/strong>\u00a0\u2013 e\u00a0<strong><b>docente alla Sorbona di Parigi<\/b><\/strong>.\u00a0\u201cNel mondo si vendono pi\u00f9 di 50 milioni di confezioni per curare la calvizie. Normalmente la cura dura per molti anni consecutivamente. La finasteride ha un\u2019azione chimica ormonale per bloccare la conversione del testosterone in diidrotestosterone nel bulbo pilifero, meccanismo che \u00e8 alla base della caduta dei capelli negli uomini e nelle donne.<\/i><\/em><\/p>\n<p><em><i>Gi\u00e0 numerosi studi hanno dimostrato effetti collaterali reversibili negli uomini che assumono la finasteride, come la diminuzione della libido e la riduzione della fertilit\u00e0. Raramente sono stati descritti casi irreversibili di impotenza e sterilit\u00e0. Le donne in et\u00e0 fertile non possono assumere questo farmaco per l\u2019alto rischio di patologia fetale.<\/i><\/em><\/p>\n<p><em><i>Da qualche anno si \u00e8 cominciato a considerare il rischio di effetti collaterali a lungo termine e irreversibili in uomini che hanno assunto la finasteride nei modi e nella posologia corretti per pi\u00f9 di due anni. Si \u00e8 individuata una sequela di sintomi irreversibili che \u00e8 stata definita \u201csindrome post-finasteride\u201d.<\/i><\/em><\/p>\n<p><em><i>Nel 2014 abbiamo iniziato uno studio retrospettivo su 215 soggetti maschi in buone condizioni di salute, che avevano sospeso l\u2019uso della finasteride da almeno tre mesi e dopo almeno 1 anno di assunzione del farmaco. Sono stati valutati sintomi specifici come: valutazione della libido, disordini dell\u2019eiaculazione, disturbi erettili, dolore ai testicoli, sintomi fisici, sintomi cognitivi e psicologici (depressione, ansia). Il 61,4% dei soggetti valutati riportava sintomi persistenti della sfera sessuale e non (in prevalenza diminuzione della libido, dolore ai testicoli, diminuzione della capacit\u00e0 di concentrazione e depressione) anche dopo 1 anno dalla sospensione del farmaco. Tutti i sintomi riportati sono poi stati valutati dagli specialisti di competenza per accertare l\u2019esatta incidenza. Nel globale, dopo la valutazione specialistica solo il 38,7% dei soggetti mostrava dei sintomi obiettivabili. Questo significa che in pi\u00f9 del 22% (22,7%) dei soggetti che lamentava dei sintomi legati alla finasteride, non era possibile riconoscere un reale rapporto di causa effetto con il farmaco.<\/i><\/em><\/p>\n<p><em><i>Forse si sta delineando la possibilit\u00e0 della reale esistenza di una sindrome post finasteride, anche se spesso l\u2019ansia per la patologia tricologica o per la paura degli effetti negativi del farmaco tende ad esagerare il problema.<\/i><\/em><\/p>\n<p><em><i>\u00c8\u00a0 significativo che il nostro sia il secondo studio scientifico sull\u2019argomento ( il primo pubblicato nel\u00a0 maggio 2015 su Am J Mens Health), mentre sui forum liberi l\u2019argomento impazza con valutazioni decisamente poco scientifiche, e con una comunicazione a nostro avviso forse pericolosa\u201d.<\/i><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scegliere i cibi giusti \u00e8 importante, ma se parliamo di patologie tricologiche il trattamento farmacologico \u00e8 fondamentale. 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