{"id":834,"date":"2011-10-17T10:10:21","date_gmt":"2011-10-17T08:10:21","guid":{"rendered":"http:\/\/medwellness.thedigital.it\/?p=834"},"modified":"2016-01-12T10:43:38","modified_gmt":"2016-01-12T09:43:38","slug":"tubercolosi-una-malattia-che-spaventa-ancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/tubercolosi-una-malattia-che-spaventa-ancora\/","title":{"rendered":"Tubercolosi: una malattia che spaventa ancora."},"content":{"rendered":"<p><em>di Alessia Addari<\/em><\/p>\n<p>Definita dall\u2019OMS \u201c<strong>un problema globale di enormi proporzioni<\/strong>\u201d\u00a0la principale causa di mortalit\u02c6 con ben 2 miliardi di infetti nel mondo.<\/p>\n<p>La patologia tubercolare \u00e8 una delle pi\u00f9 antiche: tracce sono state riconosciute fin negli scheletri del neolitico ed era nota in Cina 3000 anni a.C. \u201cOgni anno &#8211; spiega <strong>Alfonso Altieri, Responsabile Nazionale del Gruppo di Studio \u201dTubercolosi\u201d dell\u2019Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri<\/strong> &#8211; se ne ammalano otto milioni, di cui due muoiono a causa della malattia, che \u00e8 la principale causa di morte nelle persone affette da HIV o AIDS. I dati italiani parlano di 7-8 nuovi casi per 100 mila abitanti, con 500-800 morti per anno, dati allarmanti e, purtroppo, ancora abbastanza stabili e gravati da una importante sottostima. In particolare, le Regioni del sud e delle Isole registrano solo il 10% dei casi totali, mentre Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Lazio ne detengono ben il 73%, senza contare le citt\u00e0 di Milano e di Roma, dove se ne registra la pi\u00f9 alta concentrazione, pari addirittura il 20% dei casi complessivi.<br \/>\nS<strong>econdo i dati appena forniti, \u00e8 corretto parlare di \u201cemergenza\u201d tubercolosi in Italia?<br \/>\n<\/strong>Al momento sono alcuni i fattori allarmanti presenti nel nostro Paese: <span style=\"text-decoration: underline\">dall\u2019invecchiamento della popolazione con le patologie ad essa correlate, ai flussi\u00a0migratori da paesi ad alta incidenza di tubercolosi, a cui si aggiunge poi la presenza di sacche di povert\u00e0 con degrado socio culturale<\/span>, che investono in particolare la popolazione straniera e irregolare, della quale \u00e8 per\u00f2 assai difficile valutare l\u2019incidenza della patologia. Inoltre, come nel resto dell\u2019Europa occidentale, la proporzione di persone nate fuori dal nostro Paese sul totale dei malati di tubercolosi \u00e8 andata via via aumentando nell\u2019ultimo decennio, essendo ormai prossima al 50%, con una diminuzione dei casi in persone provenienti dall\u2019Africa, a fronte di un incremento in soggetti che giungono dall\u2019Est europeo. Negli ultimi anni, infatti, si \u00e8 assistito ad un sensibile aumento del numero dei casi tra gli immigrati, passando da un 10% del 1995 a ben un 44% del 2005. Ci\u00f2, in particolare, a causa della crescita della popolazione straniera in Italia che, nel lasso di tempo in questione, \u00e8 passata da 700 mila a pi\u00f9 di 2 milioni. Numeri importanti, che testimoniano un rischio relativo per questi soggetti di contrarre la tubercolosi di circa 10-15 volte superiore rispetto alla popolazione italiana anche se, bisogna evidenziare, con un impatto praticamente nullo sul rischio di malattia nella popolazione autoctona. I dati sono, inoltre, inevitabilmente destinati a crescere per\u00a0la possibile migrazione dall\u2019Asia (Cina e India) e dall\u2019Africa sub sahariana dove i tassi di incidenza della malattia sono molto alti\u201d.<br \/>\n<strong>In che modo questa malattia pu\u00f2 essere trasmessa?<\/strong><br \/>\n\u201cLa tubercolosi polmonare &#8211; risponde Alfonso Altieri &#8211; \u00e8 una <span style=\"text-decoration: underline\">malattia infettiva contagiosa a trasmissione aerea<\/span>. Il paziente infetto diffonde i batteri tubercolari nell\u2019ambiente con i <span style=\"text-decoration: underline\">colpi di tosse e soltanto gli individui che sono a contatto stretto e prolungato possono contrarla ed eventualmente anche ammalarsi<\/span> (marito e moglie, genitori e figli, colleghi che condividono il medesimo luogo di lavoro per molte ore)\u201d.<br \/>\n<strong>Quanti individui si possono contagiare a fronte di una persona affetta da tubercolosi?<\/strong><br \/>\nPer ogni singolo caso di tubercolosi attiva si possono infettare ogni anno 10 soggetti esposti, ma non tutti ovviamente si ammalano. Per questo motivo \u00e8 fondamentale una diagnosi precoce ed un trattamento corretto. Il target globale dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 \u00e8 quello di diagnosticare almeno il 70% dei casi contagiosi per curarne almeno l\u201985%, in modo da ridurre la trasmissione della malattia e diminuire cos\u00ec il numero dei casi nel mondo .<br \/>\n<strong>Oltre all\u2019intradermoreazione di Mantoux, che per circa cento anni ha contribuito diagnosticare infezione tubercolare, quali altri test consiglierebbe?<br \/>\n<\/strong>Da qualche tempo si sono affiancati test immunologici su sangue che hanno il vantaggio di essere pi\u00f9 sensibili e precisi, non dipendenti dalla manualit\u00e0 dell\u2019operatore e non inficiati da concomitante malattia da micobatteri non tubercolari o da una precedente vaccinazione con BCG. Bisogna comunque sottolineare che questi ultimi non sono assolutamente in grado di elaborare una diagnosi di malattia, ma solo di un avvenuto contatto col micobatterio tubercolare, cos\u00ec come accade con l\u2019intradermoreazione di Mantoux .<br \/>\n<img class=\"alignright size-medium wp-image-836\" title=\"analisi web\" src=\"https:\/\/medwellness.thedigital.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/analisi-web-196x300.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessia Addari Definita dall\u2019OMS \u201cun problema globale di enormi proporzioni\u201d\u00a0la principale causa di mortalit\u02c6 con ben 2 miliardi di infetti nel mondo. 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