{"id":9028,"date":"2016-01-25T13:02:09","date_gmt":"2016-01-25T12:02:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.medwellness.it\/?p=9028"},"modified":"2016-07-04T16:27:28","modified_gmt":"2016-07-04T14:27:28","slug":"inquinamento-nemico-della-pelle-e-delle-chiome","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.medwellness.it\/en\/inquinamento-nemico-della-pelle-e-delle-chiome\/","title":{"rendered":"Inquinamento, nemico della pelle e delle chiome"},"content":{"rendered":"<p>Con il freddo e la mancanza di pioggia, l\u2019inquinamento nelle citt\u00e0 aumenta. I cittadini respirano peggio ma non tutti sanno che l\u2019inquinamento atmosferico e lo smog possono danneggiare i capelli, provocandone addirittura la perdita. Lo spiega il <strong>dottor Fabio Rinaldi, dermatologo e Presidente dell\u2019International Hair Research Foundation e docente alla Sorbona di Parigi<\/strong> che sul tema sta conducendo delle ricerche. \u201cIl fusto dei capelli \u2013 spiega <strong>Fabio Rinaldi, presidente dell\u2019Ihrf<\/strong> \u2013 \u00e8 come una spugna, che assorbe tutto quel che c\u2019\u00e8 nell\u2019atmosfera attraverso la cuticola esterna, compresi odori, fumo di sigaretta, polveri sottili, metalli pesanti, gas di scarico e quant\u2019altro ammorba l\u2019aria delle nostre citt\u00e0\u201d. Il danno degli inquinanti \u00e8 duplice: estetico innanzitutto, ma non solo. Le sostanze nocive si depositano sui capelli e vengono assorbite, rendendoli pi\u00f9 brutti e pi\u00f9 opachi. \u201cOsservandoli al microscopio \u2013 spiega il dermatologo \u2013 si vede bene che sono destrutturati, perch\u00e9 le cellule delle cuticole esterne protettive perdono la loro compattezza\u201d. Risultato? Chiome pi\u00f9 fragili, indebolite, che si spezzano con estrema facilit\u00e0. Le giornate piovose e nebbiose, poi, aumentano la destrutturazione e favoriscono la penetrazione degli inquinanti. Tuttavia, a preoccuparci di pi\u00f9 dovrebbe essere il fatto che le sostanze tossiche assorbite dai capelli finiscono per depositarsi sulla pelle del cuoio capelluto, provocando irritazioni e dermatiti.E la situazione peggiora in inverno, quando ozono, PM10 e monossido di carbonio sono alle stelle. Lo confermano anche i dati raccolti dai dermatologi dell\u2019IHRF, durante la campagna \u201cCosa respirano i tuoi capelli\u201d. \u201cNel 38% delle persone che abbiamo visitato in novembre e che avevamo controllato in luglio \u2013 dice Rinaldi \u2013 abbiamo riscontrato a livello del cuoio capelluto le presenza di una dermatite irritativa, assente durante il periodo estivo, quando il tasso di inquinamento dell\u2019aria \u00e8 decisamente inferiore\u201d. Inoltre, gli specialisti si sono accorti che il grado maggiore di irritazione si osserva proprio nei giorni in cui i livelli degli inquinanti toccano le punte massime.\u201cLe parti esposte del corpo sono continuamente sottoposte al danno dell\u2019inquinamento e quindi, a soffrire di pi\u00f9 sono la pelle del cuoio capelluto, del viso e delle mani. In particolare il cuoio capelluto \u00e8 a grave rischio di infiammazione causato dall\u2019inquinamento con possibili conseguenze di malattie della cute e perdita dei capelli importanti. In questi periodi, bisognerebbe valutare lo stato di infiammazione del cuoio capelluto (spesso si confonde l\u2019irritazione da inquinamento con la forfora), ed \u00e8 consigliabile controllare bene l\u2019igiene con lavaggi quotidiani con shampoo specifici antiinfiammatori, magari a base di zeolite\u201d.<br \/>\nCome difendersi? \u201cPrima di tutto, lavando spesso i capelli\u201d risponde il dermatologo. Spesso s\u00ec, ma quanto? La frequenza dello shampoo \u00e8 soggettiva, ma quella giusta varia da un lavaggio quotidiano a due &#8211; tre alla settimana. \u201cMeglio una volta in pi\u00f9 che in meno \u2013 avverte l\u2019esperto &#8211; e comunque, specie per chi abita in una grande citt\u00e0, \u00e8 assolutamente consigliabile lavarli al massimo ogni 3 giorni.. Che i lavaggi troppo frequenti danneggino i capelli, infatti, \u00e8 un falso mito, da sfatare. Al contrario, spiega Rinaldi: \u201cFare spesso lo shampoo con il prodotto giusto \u2013 delicato, a pH neutro, con l\u2019indicazione \u201cper lavaggi frequenti\u201d \u2013 \u00e8 la prima mossa per allontanare dalle nostre chiome e dal cuoio capelluto, oltre allo sporco, tutte le sostanze inquinanti\u201d. Una spazzolata lunga ed energica, invece, non solo non \u00e8 particolarmente utile, ma pu\u00f2 essere addirittura dannosa, perch\u00e9 favorisce la rottura del capello se questo \u00e8 gi\u00e0 destrutturato per via dell\u2019inquinamento atmosferico.<br \/>\n\u201c\u00c8 fondamentale \u2013 risponde l\u2019esperto \u2013 soprattutto in inverno, trattare i capelli dopo lo shampoo, una o due volte alla settimana, con creme e balsami che servono a mantenere compatta la cuticola esterna, riducendo cos\u00ec la penetrazione degli inquinanti e proteggendo il fusto: prodotti a base di sostanze ristrutturanti della cheratina, come gli aminoacidi taurina e ornitina, sostanze chelanti, che sono in grado di \u201ccatturare\u201d letteralmente molti agenti nocivi, trasportandoli via con s\u00e9 durante il risciacquo, e qualche principio attivo che riduca l\u2019infiammazione e l\u2019irritazione della pelle. In farmacia si trovano vari prodotti di buona qualit\u00e0 con queste caratteristiche. La strategia funziona. Lo dimostrano i dati emersi nella seconda settimana di visite effettuate durante la campagna. \u201cTra le persone che avevamo visto in luglio e si sono ripresentate in novembre \u2013 spiega Rinaldi \u2013 quelle che hanno seguito i nostri consigli, utilizzando con regolarit\u00e0 questi prodotti, avevano chiome pi\u00f9 sane e il cuoio capelluto molto meno irritato di chi non lo aveva fatto\u201d.<br \/>\nAltra buona regola \u00e8 quella di proteggere la testa con un cappellino quando si esce di casa, anche per evitare dannosi sbalzi di temperatura. \u201cSoprattutto chi passa molto tempo all\u2019aria aperta \u2013 ribadisce il dermatologo \u2013 non deve dimenticarsi di indossare un cappello.\u00a0 In questo modo, si riduce il pi\u00f9 possibile il contatto tra la capigliatura e le sostanze inquinanti\u201d. Inoltre: \u201cLe temperature pi\u00f9 dannose alla cute &#8211; sottolinea Rinaldi &#8211; sono quelle pi\u00f9 fredde, ma in questo periodo la secchezza dell\u2019ambiente \u00e8 un problema serio per la pelle che non deve essere sottovalutato.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il freddo e la mancanza di pioggia, l\u2019inquinamento nelle citt\u00e0 aumenta. 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