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Innovazione e informazione consapevole, i due pilastri della nuova medicina estetica

Innovazione e informazione consapevole, i due pilastri della nuova medicina estetica

28 maggio 2024 429 views

In un’epoca in cui la medicina estetica è diventata parte integrante della vita di milioni di persone, il Congresso Nazionale SIME rappresenta un’occasione privilegiata per fare il punto sugli elementi fondamentali che ne guidano lo sviluppo: l’innovazione scientifica, la corretta informazione del paziente e la responsabilità e tutela del medico estetico.

Cosa deve sapere (e cosa ha il diritto di chiedere) il paziente.

Nel rapporto medico-paziente, la comunicazione chiara e corretta non è solo buona prassi: è una garanzia giuridica, etica e professionale. Troppo spesso, purtroppo, i pazienti si affidano a slogan pubblicitari o “before & after” sui social, tralasciando aspetti fondamentali.

Cosa dovrebbe chiedere il  paziente prima di sottoporsi a un trattamento di medicina estetica.

Nel rapporto medico-paziente, la comunicazione chiara non è più opzionale. L’art. 32 della Costituzione Italiana tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo, ma è il consenso informato, sancito anche dalla Legge 219/2017, che concretizza tale diritto.

“Il consenso informato è un atto libero e consapevole, fondato su un’informazione completa, comprensibile e adeguata” (Legge 219/2017, art. 1, comma 3).

Checklist per un consenso informato.

1. Chi esegue il trattamento? È un medico abilitato, regolarmente iscritto all’Albo? Ha una formazione documentata in medicina estetica?

2.Il prodotto o dispositivo utilizzato è sicuro?È registrato come dispositivo medico (CE, FDA, ecc.)? È conforme alle normative AIFA o EMA?

3. Esistono alternative al trattamento proposto? Perché è stato scelto questo approccio? È realmente personalizzato?

4. Quali sono i rischi e le possibili complicanze? Devono essere esposti in modo chiaro, anche se rari.

5. Quanto durano gli effetti? È un trattamento temporaneo, permanente, cumulativo?

6. Qual è il costo complessivo del trattamento e dei follow-up?

7. Il medico fornisce un modulo di consenso informato scritto e dettagliato? Deve essere firmato da entrambe le parti.

8. È possibile verificare l’identità professionale del medico?

Verifica dell’iscrizione all’Albo come strumento concreto di tutela.

I casi di abusi da parte di operatori non medici o non abilitati sono in aumento. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) ha più volte ribadito che solo i medici possono eseguire trattamenti invasivi o iniettivi a fini estetici (FNOMCeO, Comunicazioni ufficiali, 2023).

“L’accesso alla professione medica, e l’esercizio di attività estetiche con valenza clinica, è subordinato all’iscrizione all’albo dei medici-chirurghi” (FNOMCeO, 2023).

Ogni cittadino ha il diritto e il dovere di verificare se chi propone un trattamento estetico è effettivamente un medico. Questo è possibile in pochi clic tramite i registri ufficiali online.

Tutelare il medico.

In medicina estetica la responsabilità non è solo clinica, ma anche giuridica. Come indicato dalla SIMLA (Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni), “la tracciabilità del trattamento, la firma del consenso informato e la copertura assicurativa specifica sono strumenti essenziali di difesa del medico” (SIMLA, Linee guida 2021).

Documentazione clinica per il medico.

1.Utilizzare sempre un modulo di consenso informato personalizzatoVa adattato al singolo trattamento, firmato da medico e paziente, e conservato in cartella.

2.Documentare ogni trattamento eseguito Allegare schede tecniche dei prodotti usati, dosaggi, date, foto pre/post trattamento.

3.Richiedere una assicurazione professionale specifica per la medicina estetica. Alcune polizze escludono trattamenti estetici: leggere sempre le clausole.

4.Evitare pubblicità ingannevoli o promozioni aggressive. La comunicazione deve essere sempre coerente con la normativa (art. 56 del Codice Deontologico).

5.Formazione continua certificata (ECM). Oltre che obbligatoria, è una garanzia di aggiornamento per il medico e una difesa in caso di contenziosi.

La responsabilità etica di fronte a richieste eccessive

Nel quotidiano della medicina estetica capita sempre più spesso di incontrare pazienti che, anche dopo trattamenti ben eseguiti e risultati soddisfacenti, chiedono ulteriori interventi in assenza di reali indicazioni medico/estetiche. In alcuni casi, queste richieste possono diventare sproporzionate o potenzialmente dannose, compromettendo l’armonia del volto o del corpo.

Questo fenomeno, noto anche come “sindrome da ritocco continuo” o in alcuni casi associabile a disturbi come la dismorfofobia o il body dysmorphic disorder (BDD), rappresenta un campanello d’allarme per il medico.

Sempre più pazienti sviluppano una forma di dipendenza da trattamenti estetici, con una richiesta continua di “correzioni”, anche quando non ve ne sia alcun bisogno. È dovere del medico, come indicato nelle Linee guida SIME-SIES 2022, riconoscere i segni di una dismorfofobia o di alterata percezione dell’immagine corporea.

“L’intervento del medico estetico deve fermarsi dove inizia il disagio psicologico. In questi casi è necessario il supporto di uno psicologo o psicoterapeuta clinico” (SIME-SIES, 2022).

La collaborazione interdisciplinare con psicologi o psicoterapeuti è non solo legittima, ma raccomandata. L’invio del paziente a uno specialista in salute mentale, quando appropriato, non è una rinuncia, ma una forma avanzata di cura.

Il ruolo del medico estetico in questi casi è clinico, perché è chiamato a valutare l’indicazione oggettiva di un trattamento e a rifiutare con fermezza se ritiene che i rischi superino i benefici, etico e relazionale, perché ha il dovere di orientare il paziente verso un percorso più adatto, che può includere il supporto di uno psicologo o psicoterapeuta, in un’ottica di collaborazione multidisciplinare.

Non si tratta quindi di giudicare, ma di accompagnare il paziente. Un medico che consiglia un consulto psicologico non si rifiuta di aiutare, ma amplia la sua capacità di cura. Fare network tra medicina estetica e psicologia clinica dovrebbe diventare parte integrante della professione, specialmente quando si intercettano segnali di disagio profondo.

La medicina estetica non deve essere solo un mezzo per cambiare l’apparenza, ma un percorso che valorizza la salute mentale, l’accettazione di sé e il benessere psico-fisico complessivo.

La medicina estetica, nella sua dimensione più nobile, è un atto medico a tutti gli effetti. Non può e non deve essere banalizzata. Solo attraverso l’innovazione guidata dalla scienza e la promozione di una cultura dell’informazione consapevole, è possibile costruire una relazione medico-paziente fondata sulla fiducia, sulla sicurezza e sul rispetto reciproco.

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admin

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