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Le rughe?
 Per gli uomini italiani sono parte della propria identità

Le rughe?
 Per gli uomini italiani sono parte della propria identità

8 ottobre 2019 9402 views

Il 94% degli uomini italiani intervistati ritiene molto o abbastanza importante avere una pelle del viso sana e tonica ma anche che le rughe non rappresentino un problema da nascondere. 
La propensione a un trattamento dermatologico è maggiore nei quarantenni, purché non vi siano effetti collaterali e i risultati siano veloci.

Attenti alla propria immagine e alla propria salute, ma non in modo maniacale. Questo si potrebbe pensare osservando i dati dell’indagine realizzata da Kleresca, azienda attiva in campo dermatologico, sul rapporto degli uomini italiani con il proprio viso a partire da un campione rappresentativo della popolazione.

Prendersi cura della pelle è una priorità

La salute della pelle del viso è argomento a cui gli uomini prestano sempre più attenzione: avere una pelle sana e tonica, indipendentemente dall’età e dai segni del tempo, è “abbastanza importante” per il 52% degli intervistati e per il 43% è addirittura prioritario. Un italiano su due tra i 36 e i 45 anni ritiene “molto importante” che la pelle abbia un aspetto sano.

Per oltre la metà degli intervistati il benessere del viso è strettamente legato allo stile di vita: il 52% afferma infatti che avere un tenore attivo ed equilibrato è il modo migliore di prendersi cura della pelle. Il 38% invece utilizza creme specifiche. Dati molto diversi rispetto a quelli della controparte femminile: le donne si affidano alle creme nel 74% dei casi mentre solo il 20% considera seguire uno stile di vita bilanciato come il modo più efficace per mantenere una pelle in salute.

“Gli uomini sono certamente più attenti alla salute ed all’aspetto della pelle del viso rispetto al passato, specialmente quelli tra i 36 e 45 anni che si trovano a fare i conti con i primi segni del tempo”, commenta dottor Gianluigi Simonelli, Specialista Dermatologo.

Segni del tempo: un’espressione della propria identità a cui non rinunciare

Secondo i risultati dell’indagine, l’avanzare del tempo non rappresenta in genere un problema per gli uomini italiani. Solo l’11% degli intervistati vive con disagio rughe e linee sottili, tanto da sentire la necessità di coprirle, mentre per il 33% non sono un problema e per ben il 56% fanno parte integrante della propria identit

Quest’ultimo dato sale al 64% quando ci si
focalizza sulla fascia d’età 46-65, che mostra un approccio più sereno verso i segni del tempo rispetto agli uomini tra i 36 e i 45 anni. Un risicato 6% del primo gruppo considera le rughe un’imperfezione da nascondere contro il 16% del secondo gruppo.

D’altro canto, la fascia 36-45 è quella che si mostra più aperta a ricorrere a trattamenti dermatologici o chirurgici qualora non si fosse soddisfatti dell’aspetto della pelle del viso, con un dato che si attesta al 40% contro una media del 31%. Gli uomini tra i 46 e i 65 si mostrano più restii: solo il 25% sarebbe disposto a sottoporsi a questo tipo di trattamenti, mentre ben il 45% si dice contrario, soprattutto a causa di possibili effetti collaterali.

Effetti collaterali? No, grazie

Non sorprende quindi che per il 40% degli uomini intervistati da Kleresca la principale caratteristica del “trattamento ideale” è appunto di non
avere effetti collaterali (dato che sale al
48% per la fascia d’età 46-65). Si aspetta

invece un risultato immediato il 30% degli uomini, mentre per il 21% non deve provocare dolore o fastidio. Quasi un uomo su dieci, il 9% degli intervistati, desidera che le persone non si accorgano che si sia sottoposto al trattamento: un’apprensione di carattere sociale condivisa solo dal 4% delle donne che hanno preso parte all’indagine.

“Anche se gli approcci alla cura della pelle sono diversi tra uomini e donne, oggi quello che li accomuna è il desiderio di ottenere un aspetto complessivo sano e luminoso e allo stesso tempo il più possibile naturale”, spiega il dottor Simonelli. “In campo dermatologico sono stati fatti passi avanti in questo senso anche con lo sviluppo di nuove tecnologie come la biofotonica”.

Questa tecnologia sfrutta la luce, sottoforma di energia luminosa fluorescente, per riattivare e stimolare i naturali processi biologici delle cellule della cute, portando a un aumento della produzione di collagene fino al 400%*, migliorando l’incarnato, nonché attenuando i segni del tempo.

“L’energia luminosa fluorescente ha un’elevata sicurezza, con un fastidio minimo e pochi effetti collaterali transitori”, aggiunge il dottor Simonelli. “I risultati, in termini di pelle più tonica e radiosa, si notano sin dall’inizio del trattamento, con un miglioramento nel lungo periodo della texture e della qualità globale della cute”.

 

A cura della Redazione Medwellness

21° Congresso Internazionale di Medicina e Chirurgia Estetica SIES rughe salute uomo
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