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Matrimoni gay a New York: richieste in crescita dall’Italia

Matrimoni gay a New York: richieste in crescita dall’Italia

8 novembre 2014 4653 views

Organizzare un matrimonio a New York è più semplice di quanto si potrebbe pensare. «Da qualche anno riscontriamo un aumento nelle richieste di coppie, sia etero che gay, che decidono di “dire sì” lontano dall’Italia» afferma Roberta Braga, responsabile Turismo di CartOrange.
Se per le coppie etero il matrimonio all’estero è un’alternativa alla cerimonia tradizionale, per le coppie gay italiane è una scelta obbligata e New York è una delle destinazioni preferite: «Si tratta di una città aperta e multietnica, molto organizzata e attenta alle esigenze di tutti. Inoltre, rispetto ad altre città europee, non richiede il vincolo della residenza per il matrimonio» spiega la Braga.
I costi per la cerimonia dipendono ovviamente dalle esigenze degli sposi, ma possono rivelarsi piuttosto contenuti. Qualche esempio? Il “pacchetto base” per il matrimonio a Central Park parte da 2.500 euro, cifra che include l’affitto della location, un wedding coordinator, cerimonia privata in italiano, documentazione legale, trasferimenti dall’hotel al comune di New York per l’ottenimento della licenza, un fotografo a disposizione per un’ora e il cd con le foto in alta risoluzione spedito a casa.
Proprio questa è la formula scelta da Roberto e Paolo, coppia di Parma che ha già avuto un certo risalto sui media e che, dopo 16 anni di convivenza, ha deciso di unirsi in matrimonio nella Grande Mela con un gruppo ristretto di amici: «Ci siamo sposati il 18 settembre al Bow Bridge a New York – spiega Paolo -. È stata davvero una giornata bellissima, che rimarrà per sempre nei nostri ricordi». Per l’organizzazione, Roberto e Paolo si sono rivolti a Raffaella Bompani, la consulente di viaggio di Parma. «Raffaella è la “nostra” consulente di viaggio CartOrange, punto di riferimento per i nostri viaggi – afferma Paolo-. Ormai ci conosce e sa quali sono i nostri gusti ed esigenze, per questo è stato inevitabile coinvolgerla anche in questo evento dove, oltre a organizzare il viaggio, la cerimonia e il ricevimento, ci ha anche supportato prima della partenza, gestendo le inevitabili ansie e dubbi. Ha pensato a ogni dettaglio, prevedendo anche un “piano B” al coperto in caso di pioggia, e ci ha suggerito dei dettagli che hanno reso il matrimonio davvero speciale, dalla limousine al cantante gospel che è stata la mia sorpresa per Roberto». Il giorno del “sì”, tutto si è svolto in modo impeccabile: «La mattina del matrimonio una macchina ci è venuta a prendere in albergo per accompagnarci in Municipio per il disbrigo delle pratiche – ricorda ancora Paolo -. Sono davvero organizzatissimi: noi eravamo la coppia numero 46 ed erano appena le 9.40. La cerimonia vera e propria si è svolta a Central Park con un officiante che parlava italiano e tutti sono stati molto attenti e delicati. Abbiamo avuto il fotografo a disposizione per un’ora e, dopo una settimana, abbiamo ricevuto a casa il dvd con le foto. Prima del matrimonio, in Italia avevamo organizzato una festa di addio al celibato in Italia con amici e parenti. Come regalo abbiamo scelto una lista viaggi: non sappiamo ancora dove andremo, ma di certo sappiamo chi lo organizzerà».

Italia matrimoni gay new york
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