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Dalle protesi di ginocchio innovative alla realtà virtuale in sala operatoria

Dalle protesi di ginocchio innovative alla realtà virtuale in sala operatoria

11 marzo 2026 414 views
Dalle protesi di ginocchio innovative alla realtà virtuale in sala operatoria, alle soluzioni mini-invasive e biologiche: le nuove frontiere dell’ortopedia dal Congresso AAOS 2026
Protesi di ginocchio di nuova generazione progettate per replicare la biomeccanica naturale dell’articolazione, chirurgia dell’anca sempre meno invasiva, tecnologie di realtà virtuale e aumentata per guidare gli interventi e nuove strategie biologiche per migliorare la riparazione dei tendini della spalla. Sono alcune delle principali innovazioni emerse all’Annual Meeting dell’American Academy of Orthopaedic Surgeons (AAOS), uno dei più importanti appuntamenti scientifici internazionali nel campo dell’ortopedia e traumatologia, che si è appena svolto a New Orleans (USA).
A guidare la delegazione italiana è stato il Prof. Pietro Simone Randelli, Presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT), Direttore della Clinica Ortopedica dell’Istituto Gaetano Pini e Ordinario di Ortopedia presso l’Università degli Studi di Milano, invitato come relatore al simposio internazionale sull’innovazione nella chirurgia ortopedica dal presidente dell’AAOS Prof. Annunziato Amendola.
“Il congresso AAOS rappresenta uno dei principali momenti di confronto scientifico internazionale per la nostra disciplina”, ha commentato il Professor Randelli. “Anche quest’anno sono emerse innovazioni che stanno cambiando profondamente la pratica clinica: da un lato tecnologie sempre più sofisticate che migliorano la precisione chirurgica, dall’altro un’attenzione crescente alla biomeccanica naturale delle articolazioni e alla biologia dei tessuti, con l’obiettivo di ottenere risultati sempre migliori per i pazienti”.
Tra i temi di maggiore interesse emersi dal congresso vi sono importanti sviluppi nel campo della chirurgia protesica del ginocchio e dell’anca, delle tecnologie digitali applicate alla chirurgia ortopedica e della chirurgia della spalla con soluzioni biologiche.
Uno dei temi più discussi ha riguardato l’evoluzione del design delle protesi totali di ginocchio, in particolare i sistemi più innovativi a pivot mediale, ideati originariamente dal Professor Michael Freeman. Queste protesi sono progettate per replicare più fedelmente la biomeccanica naturale del ginocchio: durante il movimento, infatti, l’articolazione ha un punto di rotazione stabile nel compartimento mediale del ginocchio, mentre la regione laterale del femore compie un movimento di scorrimento. Riprodurre la biomeccanica del ginocchio umano in modo più fedele grazie alle nuove protesi sta consentendo di ottenere diversi vantaggi.
Negli ultimi anni questo tipo di impianto si sta diffondendo sempre di più nella pratica clinica internazionale, sia negli Stati Uniti che in Europa, con una crescente adozione anche in Italia, grazie ai risultati promettenti in termini di stabilità articolare, funzionalità e soddisfazione dei pazienti.
“Le protesi a pivot mediale rappresentano un’evoluzione importante nella chirurgia del ginocchio”, spiega il prof.Randelli. “Riproducendo in modo più realistico la cinematica dell’articolazione, consentono una maggiore stabilità e una sensazione di movimento più naturale per il paziente. Inoltre, l’utilizzo sempre più frequente di impianti non cementati che favoriscono l’osteointegrazione potrebbe contribuire a migliorarne ulteriormente la durata nel tempo”.
Un’altra conferma emersa dal congresso riguarda l’evoluzione delle tecniche chirurgiche per l’impianto delle protesi totali d’anca, con la crescente diffusione dell’approccio anteriore mini-invasivo. A differenza degli accessi tradizionali, questo approccio consente di raggiungere l’articolazione attraverso un piano naturale tra i muscoli, che sono i “motori dell’anca”, senza doverli sezionare o distaccare.
“L’approccio anteriore rappresenta una delle innovazioni più significative nella chirurgia protesica dell’anca degli ultimi anni”, sottolinea il prof. Randelli. “Questa tecnica permette di preservare la muscolatura, ridurre il trauma chirurgico e favorire un recupero più rapido, consentendo ai pazienti di tornare prima e meglio alle attività quotidiane e ad una vita più attiva”.
Tra le innovazioni più promettenti presentate al congresso vi è anche l’utilizzo delle tecnologie di realtà estesa, che comprendono realtà virtuale (VR), realtà aumentata (AR) e realtà mista (MR). Questi sistemi consentono ai chirurghi di visualizzare modelli tridimensionali dell’anatomia del paziente direttamente durante l’intervento, migliorando la precisione nella riduzione delle fratture e nel posizionamento degli impianti.
In alcune applicazioni di realtà mista, come nei sistemi di navigazione digitale sviluppati negli ultimi anni, diventa possibile eseguire procedure di sintesi delle fratture riducendo significativamente l’uso intraoperatorio dei raggi X, diminuendo l’esposizione a radiazioni sia per il paziente sia per l’équipe chirurgica.
“La chirurgia ortopedica sta entrando nell’era della chirurgia digitale”, osserva il prof. Randelli. “L’integrazione tra imaging avanzato, ricostruzioni tridimensionali e realtà aumentata consentirà interventi sempre più precisi e personalizzati, migliorando la sicurezza e i risultati clinici”.
Grande attenzione è stata dedicata anche alla chirurgia della spalla con utilizzo di supporti biologici, in particolare di innesti biologici per la riparazione della cuffia dei rotatori. Queste tecnologie utilizzano matrici che fungono da supporto per la rigenerazione dei tessuti e allo stesso tempo rinforzano la riparazione chirurgica dei tendini.
“Negli ultimi anni la chirurgia della cuffia dei rotatori sta evolvendo da un approccio puramente meccanico a uno sempre più biologico”, precisa il prof. Randelli. “L’obiettivo non è soltanto riparare un tendine, ma creare le condizioni perché possa guarire meglio. Gli innesti biologici rappresentano uno degli strumenti più promettenti per migliorare i risultati nei casi più complessi”.
Le innovazioni presentate al congresso AAOS confermano il livello scientifico dell’ortopedia italiana fra i più avanzati al mondo: tecnologie digitali, nuovi materiali e approcci biologici stanno ridefinendo la pratica chirurgica con l’obiettivo di offrire interventi sempre più precisi, meno invasivi e capaci di migliorare concretamente la qualità di vita dei pazienti.
Per maggiori informazioni: SIOT
ginocchio prevenzione protesi
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