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Due italiani su tre mentono al medico

13 novembre 2017 4103 views

L’evoluzione tecnologica è uno degli aspetti che in questi anni ha contribuito maggiormente a modificare le abitudini e i gusti delle persone. Ma come è cambiata la relazione medico-paziente? Per approfondire questo tema e comprendere meglio il loro rapporto, MioDottore – una delle più grandi piattaforme al mondo specializzata nella prenotazione online di visite mediche – ha realizzato una ricerca che ha coinvolto e messo a confronto specialisti e pazienti italiani su aspetti quali sincerità, fiducia e fedeltà, facendo emergere eventuali discrepanze tra il percepito dei medici e il comportamento reale degli assistiti.

Due italiani su tre mentono al medico (59%): il parere dei professionisti secondo un’indagine di MioDottore
·         Secondo gli esperti le ragioni principali degli omissis dei pazienti sarebbero la tutela della propria privacy (42%) ma anche l’imbarazzo (20%);
·         ”L’ha detto il medico non è più una certezza”: ben il 3% dei pazienti italiani ammette di non seguire le raccomandazioni ricevute, cifra che raddoppia se a rispondere sono i dottori (6%);
·         Il 74% dei pazienti italiani è fedele al proprio medico: sul podio ginecologi (31%), urologi (9%) e psicologici (8%)

I pazienti mentono o sono sinceri con il proprio medico?

Oltre la metà dei dottori (59%) pensa che durante le visite i pazienti omettano dettagli o addirittura nascondano informazioni a proposito dei reali motivi della visita. Le motivazioni, secondo gli esperti, sono da imputare a svariate ragioni: in primis alla riservatezza e al fatto che esistono aspetti della sfera personale privata che si preferisce non specificare (42%), a seguire l’imbarazzo (20%). Inoltre, secondo i medici circa un sesto dei pazienti (16%) eluderebbe spiegazioni per una sorta di senso di colpa per non essersi occupato in maniera oculata del proprio benessere oppure per timore di vedersi diagnosticare una grave patologia (10%).

Curioso, invece, riscontrare che la quasi totalità dei pazienti (93%) sostenga di non aver mai nascosto dettagli al proprio dottore a proposito dei motivi della visita. Ma chi invece è ricorso all’espediente della bugia (solo il 7%), ha confermato la tesi principale degli esperti circa il bisogno di privacy e il senso di pudore: infatti il 31% imputa la causa all’imbarazzo mentre il 26% ritiene la motivazione troppo privata.

Pazienti ”disciplinati” o ”ribelli”?

Tra i pazienti intervistati è solo il 3% a dichiarare di non seguire le indicazioni dello specialista consultato. Ma è doppia (6%) la percentuale di esperti che ritiene di avere pazienti poco disciplinati che non rispettano le cure prescritte, in particolar modo circa l’assunzione di farmaci, il riposo o la raccomandazione riguardo una possibile seconda visita. Secondo i dottori, questo è dovuto alla crescente diffidenza dei pazienti italiani ad assumere medicinali (41%), alla dimenticanza e alla pigrizia (entrambi 23%). Solo nel 9% dei casi i medici ritengono che gli assistiti non siano davvero convinti delle raccomandazioni ottenute.

Anche in questo caso le ipotesi dei medici trovano un riscontro reale: infatti, il 40% dei pazienti ammette che tra le motivazioni che li spingono a evitare una successiva visita sono comprese dimenticanza e pigrizia. Diversamente da quanto invece ritengono gli specialisti, quasi la metà (47%) non si ripresenta perchè preferirebbe verificare i consigli con un altro esperto.

Pazienti fedeli ai propri specialisti! Ginecologi, urologi e psicologi non vengono “traditi”

L’indagine di MioDottore rivela che i medici a cui si è più fedeli sono quegli specialisti a cui i pazienti affidano le proprie più intime e personali problematiche, sia a livello fisico sia psico-emotivo, e con i quali si crea un effettivo rapporto di fiducia. Proprio per questo ben il 31% dei pazienti non abbandonerebbe o cambierebbe mai il proprio ginecologo, urologo (9%) e psicologico (8%).

È addirittura il 74% dei pazienti a dichiararsi fedele al proprio specialista, confermando di non volerlo cambiare e di non essere intenzionato a chiedere un secondo parere a un altro esperto. Questo perchè la maggior parte si fida del dottore scelto (41%). Inoltre, i pazienti italiani desiderano sentirsi sicuri e poter dialogare con qualcuno che conosca bene la loro storia clinica, è un 21% infatti che rimane fedele allo specialista “storico” perchè lo conosce da tempo.

Chi invece tende a cambiare esperto è circa un quarto (26%) del panel di intervistati, che motiva però tale necessità in primis con la volontà di far valutare le problematiche specifiche allo specialista di competenza (30%). È invece un 26% che ammette di voler cambiare a causa di aspetti del medico precendente non particolarmente apprezzati.

“Oggigiorno il paziente cerca l’immediatezza, siamo abituati al qui e ora e questo comportamento si sta estendeno sempre maggiormente anche all’ambito della salute. I pazienti non vogliono più aspettare settimane per vedere il proprio medico e sono disposti a rivolgersi anche a uno specialista che non sia quello abituale, solo perchè questo ha una disponibilità immediata. I medici devono essere consapevoli di questo atteggiamento e trarne il massimo vantaggio. Per questo, MioDottore si impegna a indagare le necessità di entrambi per far evolvere i propri servizi e supportare i reali bisogni di pazienti e dottori,” dichiara Luca Puccioni, Country Manager di MioDottore.”

fiducia medici paziente
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